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Piccolo è vomitevole? Solo in Italia

La figura 7.9 evidenzia, inoltre, come nello stesso quinquennio 2013-2017, l’importo medio dei lotti per tipologia di contratto veda una crescita rilevante dell’importo medio per le forniture che aumenta, rispetto al 2013, del 101% e, rispetto al precedente anno, del 33,4%. Analogamente per l’importo medio dei servizi, che registra un aumento del 52,3% rispetto al 2013 e del 12,6% rispetto all’anno precedente. Tali dati sono sostanzialmente coerenti con le evidenze degli ultimi anni nei quali il numero delle procedure di affidamento che, ad eccezione dell’anno precedente, è sostanzialmente invariato nel quinquennio in esame, è associato ad un maggior importo a base di gara, per effetto soprattutto di appalti banditi da soggetti aggregatori/centrali di committenza o da stazioni appaltanti di grandi dimensioni.“  (p. 132, relazione annuale 2017 dell’ANAC).

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Sono straordinariamente penose le parole che uno è costretto a leggere nella relazione annuale dell’Autorità Nazionale Anticorruzione di quest’anno a riguardo della dimensione media delle gare d’appalto in questi ultimi anni in Italia.

A causa della tremenda e a questo punto colpevole pervicacia della politica a mettersi nelle mani (e chissà cos’altro) delle grandi imprese, ha criminalmente adottato il modello di politica industriale volto a escludere le piccole imprese dalla domanda pubblica aumentando – ricorrendo alla famosa centralizzazione – il valore delle gare a tal punto da rendere impossibile qualsiasi loro partecipazione.

Non si sentirebbe Cantone di chiedere alle autorità giudiziarie, a questo punto, di indagare se esistono dei legami tra politica, grandi stazioni appaltanti e grandi imprese volti a spartirsi la vincita della maggior parte delle gare pubbliche?

Quale altra spiegazione può ormai esserci? Quale è il motivo per cui negli Stati Uniti si vieta l’aggregazione delle gare in nome della concorrenza, per favorire la crescita delle PMI e del tessuto competitivo del Paese, e in Italia all’opposto si scoraggia in tutti i modi alle piccole stazioni appaltanti di fare bandi sul territorio? Per quale motivo l’Italia risulta sempre ultima nell’Unione europea quanto a attivismo nelle gare pubbliche a favore delle PMI secondo quanto previsto e raccomandato dallo Small Business Act europeo? Per quale motivo ogni singolo Governo che si è succeduto in questi ultimi anni si è rifiutato di adempiere all’obbligo di portare alle Camere entro il 30 giugno il disegno di legge annuale per le PMI?

Perché piccolo è vomitevole solo in Italia, quando è bello altrove?

Non resta a questo punto che una risposta. Sarebbe bene che qualche giudice penale aprisse un ampio fascicolo per individuare e condannare i colpevoli per corruzione sistemica.

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