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La bomba a orologeria catalana e l’occasione da non perdere

Cosa ci sta dicendo la Catalogna?

Che i valori fondanti europei, quei valori che l’Unione europea si vanta in ogni dove essere i tratti dirimenti e distinguenti, storici e politici, che accomunano gli Stati membri, sono oggi a rischio di vedersi rinnegati.

Valori di democrazia, di rispetto dei diritti umani basilari. Come dice Juncker: “European integration was always a project created by the people, for the people“. Per la gente? Siamo sicuri?

Il Ministro belga non pare d’accordo se arriva ad affermare ”Quando vediamo la situazione, la repressione da Madrid e le condanne che si rischiano, ci si può domandare se ci sarà un processo equo” e a di fatto suggerire a Carles Puigdemont, Presidente (destituito!) della Catalogna, una richiesta di asilo politico: da dentro l’Europa, non da fuori dei confini continentali!

La gravità di quest’affermazione sta nel suo ricordarci potentemente come qui non trattasi più di un contrasto interno all’Europa, come quello con Polonia ed Ungheria, in cui ai “reietti” viene ricordato di attenersi ai valori fondanti dell’Unione rispetto a diritti umani e democrazia; qui, piuttosto, si ricorda all’Unione europea come questa si sia distratta a riguardo proprio di quel rispetto così essenziale che ci definisce, noi e la nostra Unione!

Né qui, in Catalogna, trattasi di una nuova Brexit, dove un Paese vuole “uscire” da quei valori europei: piuttosto a questi valori ci si appella per “restare” e per venire in aiuto!

Si lascino perdere le fondate ragioni spagnole sulla illegalità e la non democraticità dell’azione dell’amministrazione catalana: ciò non toglie che tutto quanto sopra, che interroga l’Europa e la sua identità, rimanga pregnante di significato quanto il silenzio che circonda l’Europa al riguardo.

5 anni fa su questo blog sostenemmo come andava preso il toro per le corna e affrontata la questione catalana nella sua pienezza, o altrimenti saremmo arrivati alla questione della secessione. E’ un punto importante, questo dell’esistenza di una soluzione praticabile, che sottende una verità paradossale alla luce della situazione odierna: stiamo parlando di due Paesi che vogliono restare nell’Europa, che si identificano con un sostrato di valori comuni, non come Scozia e resto del Regno Unito.

E questa soluzione praticabile derivava e deriva tuttora (seppure in un ambiente reso ben più instabile dagli eventi che si sono dipanati in questi anni, fino al referendum) da una semplice constatazione: quando un progetto di federazione democratica è vissuto come troppo poco basato sulla sussidiarietà, troppo centralistico, qualcosa deve arrestarsi, tornare indietro, per rispettare i valori della rappresentanza e della res publica. L’Italia pare, con una sua saggezza tutta storica, aver compreso ciò ben meglio degli spagnoli.

5 anni fa (vedi pezzo su blog citato sopra) la Catalogna chiedeva più autonomia fiscale per fronteggiare al meglio la crisi che la toccava. Più sussidiarietà. Non gli fu accordata. Madre di questa scellerata e miope decisione di Madrid fu un’altra capitale, Bruxelles, essa stessa preda della malattia della centralizzazione eccessiva e dell’austerità che ci ha portati a non (potere? volere?) ascoltare durante la crisi economica il grido di dolore di alcune aree geografiche specifiche, più colpite di altre e più bisognose di altre.

Ora l’Europa ha un’occasione per riscattarsi, anzi, per salvarsi. Torni a rappresentare la gente, come dice Juncker, e ponga le basi per un accordo Madrid-Barcellona basato su maggiore autonomia fiscale per la Catalogna. Senza temere che a ciò segua una Lombardia, un Veneto, o chissà cos’altro, perché lontana è in quelle aree la voglia di indipendenza, imparagonabili alla Catalogna.

In questo modo l’Unione Europea disinnescherà la bomba ad orologeria della cancellazione dei suoi valori fondanti ed avvierà al suo interno quel dibattito sulle esigenze di una Federazione di diversi che ha sinora sempre evitato, finendo per diventare il contrario di quello che pretendeva essere. Altro che Macron e le sue proposte di riforma europea: la Catalogna ci sfida con la forza delle passioni e dei valori della gente a creare nel concreto quell’Europa federale che tanti di noi sognano un giorno di vedere realizzata.

One comment

  1. Giorgio Zintu

    30/10/2017 @ 09:00

    Perfettamente d’accordo. L’Europa pare oggi afflitta da una miopia che rasenta la cecità, sempre più lontana dalle persone, dalla loro storia, dalle tradizioni senza le quali nessuna Europa avrà vita lunga.

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