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Siamo noi, che abbiamo tutto da vincere o tutto da perdere

“–nor had I understood til then how the shameless vanity of utter fools can so strongly determine the fate of others” 
Philip Roth, The Plot Against America

“Everyone becomes a part of history whether they like it or not and whether they know it or not.” 
Philip Roth

*

Un saluto al 2016. Un saluto al 2017.

Il 2016 lo ricorderemo per quella follia chiamata Brexit. La follia non è ovviamente di coloro che la hanno pretesa, Brexit, ma di coloro (in Europa!) che l’hanno causata con le loro politiche sbagliate, un gruppo di vanesi che si sono ascoltati solo tra loro, con i tappi alle orecchie per quello che succedeva fuori, per strada. Con le loro azioni politiche scriteriate, liberiste e non liberali, hanno per sempre cambiato la struttura dell’Unione europea, amputando una delle sue parti più vitali, pragmatiche, diverse. Quell’Europa con il Regno Unito oggi non esiste più. Cancellata per sempre dalle cartine geografiche, come dopo una guerra con vincitori e vinti. Nel 2016 è morta dunque una certa Europa. Nel 2017 avremo il primo anno di vita di un’istituzione che ha subito la perdita di una molecola chiave del suo DNA.

La storia è fatta da ognuno di noi: coloro che non si sono presentati al suo appuntamento, per vanità, distrazione, inettitudine, ignoranza, cattura, ideologia, egoismo, xenofobia, la hanno determinata. A loro, soprattutto a tutti i capi di Governo dei 28 paesi dell’Unione europea, va il mio più autentico disprezzo politico per avere ucciso per sempre quell’Europa.

*

Un’altra Europa è dunque nata. Ma che forma avrà?

Il 2017 si apre con mille appuntamenti. Ma uno solo conta per noi italiani. Impedire una mutazione ancora più radicale e definitiva dell’Europa, fino a farci ripiombare nell’orrore del primo dopoguerra, quando tutti gli Stati prendevano decisioni isolate, senza consultarsi, senza confrontarsi, senza vigilare sul rispetto all’interno di ogni nazione dei diritti umani. Ciò avverrà tramite un crescente numero di simil-Brexit causate dal voto popolare, che travolgerà chi non ascolta e non agisce per aiutare coloro in difficoltà.

Per farlo, dobbiamo permettere che si rappresenti e difenda l’interesse di chi ancora soffre troppo in questo Continente. Abbiamo chiuso gli occhi per un tempo così lungo, precludendoci l’utilizzo di strumenti di politica economica che possono aiutare a lenire il dolore e venire incontro ad esigenze basilari di cittadinanza in un momento di rallentamento economico.

Per farlo, dobbiamo ricordare che a fine anno gli Stati membri dell’Unione europea si riuniranno per decidere se inserire nei Trattati europei l’orrido Fiscal Compact, macchina infernale nelle mani di odiosi processi burocratici, sconosciuta a qualsiasi altro Paese al mondo, che impedisce alla politica fiscale di fare quello che serve in momenti bui, esercitare solidarietà ampia ed immediata verso chi soffre.

Affinché l’Italia ed i suoi nuovi governanti esercitino il proprio potentissimo potere di veto su tale firma, spetta a noi sensibilizzare – in ogni sede, luogo, momento e con ogni mezzo lecito - tutti gli attori del processo decisionale politico, compresa la società civile, affinché l’Italia non apponga la sua firma e blocchi la macchina infernale.

E’ nelle nostre mani, la Storia. Non mobilitarsi, non combattere, rassegnarsi è equivalente a divenire complici della nostra fine.

9 comments

  1. Marcello Romagnoli

    03/01/2017 @ 07:59

    Gentile prof.Piga, se la UE è così non è solo perché un gruppo di burocrati miopi ce l’ha portata, ma perché alcune forze economiche importanti lo hanno voluto. I vantaggi che hanno ottenuto, si legga surplus commerciale spaventoso, non lo vorranno abbandonare facilmente.

    Le sue esortazioni a più Europa, a migliore Europa sono pertanto destinate a cadere nel vuoto. Molto meglio sarebbe prepararsi a una uscita ordinata e non conflittuale

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    • Concordo sul nulla è facile. Non vedo perché prepararsi ad una uscita ordinata: che c’è di disordinato in Brexit? Si è lottato, si è vinto, si è perso, si è deciso, si è fatto. Quindi smettiamola con questa ipocrisia del “prepararsi”: tipo “prepariamoci alla sconfitta”, modo geniale per perdere in anticipo. Se e quando perderemo usciremo, al diavolo l’ordine o il disordine, scusa dei noeurini per non usare il cervello e capire che ci sono priorità per cui combattere.

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  2. Lei insiste con queste sue idee del tutto inapplicabili (il Fiscal Compact è essenziale e irrinunciabile per le élite che governano l’UE) e totalmente avulse dal corso dei fatti.
    Che è anche tumultuoso ma pare non tutti se ne accorgano.

    Chi vuole legga questo articolo sul Sole24Ore titolato

    “Trump: restrizioni ai viaggi negli Usa anche per i cittadini europei. Ue veicolo per interessi Germania”

    http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-01-16/trump-resitrizioni-viaggi-usa-anche-i-cittadini-europei–075523.shtml?uuid=AEyyng

    Professore, lei parla della futura UE come ne “L’uomo senza qualità” i funzionari asburgici – nel 1913 – parlavano dei preparativi per gli importantissimi festeggiamenti dei settanta anni di regno di Francesco Giuseppe che sarebbero caduti nel…1918…

    Coraggio, che anche lei finalmente riuscirà ad aprire gli occhi fra non molto.
    Vedrà come si troverà meglio.

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    • E della lettera UE all’Italia per lo 0,2% che ci dice, prof?

      http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-01-16/lettera-ue-all-italia-nella-manovra-buco-02percento-pil-093126.shtml?uuid=AEOsbj

      Lo 0,2% è una questione importantissima, fanno bene a scrivere la letterina perché così rafforzano i già solidissimi legami fra i paesi dell’Unione e soprattutto spingono i cittadini ad amare ancora di più l’Europa e l’euro.
      Dico bene, prof?

      Glielo ho detto tante volte: non è che sono stupidi, è che non possono fare altrimenti, si figuri abolire il Fiscal Compact.
      Sarebbe da ingenui solo pensarlo. Ma ovviamente nessuno pensa una simile assurdità.

      D’altronde se – come suggerisce lei – facessero politiche minimali per i più deboli li renderebbero immediatamente più esigenti economicamente e politicamente, proprio come succedeva negli anni sessanta e settanta e loro di questo hanno un sacro terrore.
      Per cui insistono a ripetere gli stessi errori che porteranno l’Unione a perdere altri pezzi dopo lo UK e probabilmente alla dissoluzione.

      Lei nel frattempo si sforzi di sensibilizzare le coscienze sull’importantissimo Fiscal Compact che la prima volta c’era quasi riuscito…vedrà in quanti le daranno retta… :D

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      • Danno retta a lei i grillini e l’euro. :-)
        Mi piace il paragone con Musil e la Cacania, lo uso da anni e spero di averne il copyright. Tuttavia lo uso per dire che questa Europa si deve svegliare e che, come negli anni trenta, esercitare solidarietà sarebbe stata la soluzione e che la sua mancanza ci condurrà al disastro. Non vi è nulla di solidale nell’uscita dall’euro, prodromo di una guerra quanto l’austerità stupida (confermata dagli stupidi liberali europei).

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    • Marco, lei deve sapere che intestardirsi di fronte all’evidenza del contrario è segno di inizio di decadenza. Ecco che lei riappare, subliminalmente perché sa di avere torto, il giorno dopo la Caporetto di quella che lei ha definito e difeso ad oltranza come la nuova democrazia rappresentativa del popolo. Ma nemmeno ci mette la faccia sui suoi errori? Dopo che un autocrate ha usato il suo tanto amato web per cancellare ogni forma di dibattito interno e obbligare 40.000 (40.000!!!! un nonnulla) poveracci a votare per una cosa a cui erano contrari? Non si sente di dovere dire “ho sbagliato” e ammettere che non ha capito nulla di storia, come le avevo sempre detto, pensando che la tecnologia avrebbe cambiato la forma del potere :-) ?
      Caro Marco, la sua sconfitta (intellettuale si intende) è tuttavia più grave di questa. Le è riuscito a capire cosa ha fato Grillo e perché? Ha capito che la sua oligarchia preferita (ognuna ne deve avere una direbbe il povero Scalfari) ha deciso che l’euro non si tocca e che se si negozia si negozia su altro? Cosa che in verità avevo detto da secoli, ben conoscendo certe dinamiche e ben capendo dove era da fare la battaglia. Amen, Marco, amen.

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      • Ma davvero non ha capito?
        Non ci credo…anche perché ha scritto qualche piccola bugia…ma lo sa già :D
        Vabbe’, mettiamo un po’ d’ordine in questo suo tentativo un po’ goffo di rivoltare la frittata…se non mi cancella il post come ha fatto con quello su Musil (al quale però ha risposto…un po’ di confusione…;) )

        A) le ho detto duemila volte che il grillismo è la forma confusionaria e pasticciona di una vera presa di coscienza di popolo.
        Lei lo sa bene perché le ho scritto sempre duemila volte che il M5S avrebbe compiuto il salto di qualità solo con il sostegno della società civile.

        B ) e le ho sempre detto una cosa che lei RICORDA BENISSIMO.
        E cioè che il grillismo avrebbe vinto non per le sue proprie qualità ma per l’imbecillità degli avversari (dei veri imbecilli) che avrebbe spinto gli elettori a votare Grillo per esasperazione.
        Infatti, e so che le brucia ammetterlo, dopo la vergognosa figuraccia all’europarlamento il M5S SALE nei consensi rimanendo davanti al suo PD del suo Renzi (che ha perso professore, non ha vinto come ha scritto lei).

        C) il grillismo è come il Pope Gapon prima della rivoluzione russa. Serve a mettere in discussione il vecchio ordine e ci riuscirà. Dopo, quello che succederà non si sa, ma solo in quel “dopo” si comincerà a lottare sul serio per le cose serie.
        La sua Europa ha resuscitato i populismi e ora questi populismi si stanno coalizzando guidati dal presidente degli Stati Uniti e dal suo consigliere Steve Bannon che si è fatto alfiere del populismo americano nel quale ha militato per anni.
        Le scemenze di Grillo, le pagliacciate di quel movimento, non significano niente a confronto dell’unica cosa che conta per l’elettorato: potere finalmente opporsi a un potere ingiusto, anche solo dicendo “NO” a un sistema di elitarismo consociativo dove, per esempio, proprio in questi giorni Berlusconi ha rilanciato il Nazareno proponendone il bis. Una mossa che dimostra l’impasse irrisolvibile nella quale si trova la vecchia classe dirigente italiana.
        Continuate cosí mi raccomando, che facilitate il compito a chi vi vuole mandare a casa.

        D) société générale dice che dobbiamo uscire dall’euro

        http://www.wallstreetitalia.com/socgen-italia-lasci-leuro-salvare-le-banche-e-uno-spreco-di-tempo/

        Scalfari (Scalfari ! ) dice che dobbiamo uscire dall’euro

        Lo cito:

        “Ritirarsi dall’euro, magari soltanto per qualche anno, consentirebbe soprattutto di essere sottratti a quella sorta di protettorato tedesco che stabilisce la politica economica e le regole che gli Stati debbono rispettare, i sistemi di controllo e le relative penalizzazioni nei casi di inadempienza.”

        http://www.repubblica.it/politica/2017/01/15/news/ue_draghi_ministro_tesoro-156044213/

        Trump dice che altri paesi oltre il UK lasceranno l’Europa

        http://www.affaritaliani.it/affari-europei/trump-bordate-su-nato-ue-458908.html

        Mi raccomando lei resti a combattere per l’euro e insista sul Fiscal Compact che ha già trionfato una volta.

        Facciamo un bel fact checking fra un po’ (poi i fact checking contano quando succede qualcosa, se resta tutto in sospeso sognificano poco e si deve necessariamente rimandarli. Per adesso quanto a previsioni azzeccate lei sta messo male mentre io ne ho azzeccata più di qualcuna…ma il blog è suo e almeno qui i suoi sostenitori li riesce a convincere. Credo comunque che questo sarà un anno da grandi fact checking…Saluti).

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        • Non cancello nulla e lo sa: sono in Cina e non so cosa combini internet da qui.
          *
          Niente, non ce la fa, peccato non avere la registrazione del suo intervento ai VIM a Testaccio, innamorato di Grillo che avrebbe trascinato il popolo e la democrazia. La democrazia :-) .
          Se lei è d’accordo con Société Generale, qualche dubbio se lo farà sull’euro-exit? Se lei è d’accordo con Trump, Scalfari…? Ma no, non si rende conto dell’illogicità dei suoi ragionamenti. Al servizio dell’Impero.
          Come lei sa non è “la mia” Europa, ma mi hanno insegnato a corsi elementari di retorica che sono segni di difficoltà intellettuale ricorrere a queste tecniche argomentative.
          PS: abbiamo anticipato e battuto il “suo” (non si arrabbi, eh, uso i suoi trucchetti, così scendiamo allo stesso livello) Grillo pure sull’Alde pensi un po’ :-)

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