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Brexit? Figlia del Fiscal Compact che uccide l’Europa

E così Brexit è avvenuta. Per 5 anni questo blog ha sostenuto in tutti i modi possibili e immaginabili come un’uscita di un primo “qualcuno” fosse sempre più vicina, e come questo evento sarebbe stato più che evitabile se solo lo si fosse voluto. E’ chiaro ora più che mai – Brexit e le reazioni di molti ad essa lo dimostrano in maniera lampante – come questo desiderio di non combattere e arginare questa crisi sia stata una scelta POLITICA. Una scelta di non esercitare solidarietà da parte di quella consistente fetta di elettorato che dalla crisi non è stata inizialmente colpita, per un egoismo miopico di breve periodo. Perché si sa, la solidarietà costa. Però ha un grande vantaggio: viene sempre ripagata da chi ne ha beneficiato, con gli interessi della stabilità e dello sviluppo sostenibile ed equo. Di converso, se la solidarietà si nega a coloro che soffrono, un giorno, spesso prima del previsto, ci si troverà a diventare uno di loro, in un equilibrio instabile fatto di sconvolgimenti, involuzione sociale e stagnazione economica.

E così la minoranza dei senza casa europea sta diventando ovunque maggioranza.

*

“Non abbiamo un Trattato che preveda le crisi”. A questa frase che mi ha spiattellato davanti Giulio Tremonti l’altra sera Porta a Porta, sono rimasto basito.

http://www.portaaporta.rai.it/puntate/speciale-porta-a-porta-brexit/#play

E non tanto perché è stato proprio Giulio Tremonti ad avere apposto la sua firma per l’Italia nella primavera del 2011 a quel nuovo Trattato, chiamato Fiscal Compact (FC), che avrebbe generato la fine della ripresina europea e la trasformazione della crisi americana (USA senza FC) in crisi europea

e l’inizio del distacco tra performance inglese (Regno Unito senza FC) e del resto dell’Europa.

No. Perché non solo quella frase è drammaticamente vera, ma perché ne implica un’altra ancora più drammatica: “un Trattato che non prevede le crisi, le autogenera”. Eh già. Perché se imprese e famiglie sanno che in tempi bui non verranno aiutati dall’unico attore che può fornire “assicurazione sociale e protezione”, lo Stato (come fece negli anni Trenta Roosevelt in America e come in parte ha fatto Obama a questo giro della ruota) non rischiano: risparmiano e non investono.

Il Fiscal Compact introdotto nel 2011 ha questo di drammatico: aver cristallizzato il pessimismo nelle aspettative di chi deve farsi un’idea del futuro prima di agire per lo sviluppo, come gli imprenditori. Ha obbligato e obbliga ogni Governo a scrivere astrusi e irrealistici piani di rientro fiscale a 5 anni (5 anni!), dove non solo gli investimenti pubblici sono vietati come leva per sostenere l’economia, ma dove si crea anche un pessimismo di lungo periodo che blocca qualsiasi iniziativa autonoma del settore privato.

Ecco allora che proposte che leggiamo oggi sui giornali, come quelle del Ministro italiano dello Sviluppo, Calenda, che l’Italia porterà al tavolo dei negoziati una proposta di battersi per “l’eliminazione di investimenti pubblici incrementali nel calcolo deficit nel Patto di Stabilità” fa ridere dalla disperazione. Come usare il cucchiaino per salvare la nave cha affonda piena d’acqua.

Il Premio Nobel Amartya Sen l’ha detto chiaramente: “sull’euro non si può tornare indietro, su austerità sì. L’austerità è all’origine della grande disaffezione verso UE”, per la sua strutturale mancanza di solidarietà verso chi soffre, aggiungiamo noi.

Se Matteo Renzi vuole fare la cosa giusta, l’unica soluzione, e sottolineiamo unica, è quella di chiedere immediatamente una sospensione del Fiscal Compact. Tutto il resto vorrà dire che Matteo Renzi ha scelto di rappresentare ancora una volta la classe di elettori che non sente il dolore di questa crisi, sempre più minoritaria. Avrà scelto dunque di far morire l’Unione europea, ormai vicina all’agonia, oltre ovviamente a se stesso, cosa meno rilevante.

Addendum posticipato: se Tremonti ha firmato il Fiscal Compact, la sua attuazione piena e perniciosa è ovviamente da datare al Governo Monti. Così per chiarezza.

19 comments

  1. L’Europa Unita è un progetto delle élites cosmopolite che ha come fine principale quello di limitare la democrazia.
    Questo progetto oligarchico non è cominciato con l’idea di UE ma al contrario l’UE ne è diventata un mezzo.
    Semplicemente NON POSSONO mettere in atto politiche realmente espansive.
    NON POSSONO mutualizzare il debito.
    NON POSSONO fare gli eurobond.
    Se lo facessero tornerebbero alla situazione degli anni settanta in cui la classe lavoratrice e la classe medio bassa arricchite cominciavano a prendere coscienza delle loro potenzialità di soggettività politica autonoma, a chiedere diversi criteri di redistribuzione della ricchezza e maggiore partecipazione al momento decisionale in politica.
    L’UE serve proprio a evitare che accada questo quindi è evidente che non reggendo dal punto di vista economico per le contraddizioni spiegate dal professor Piga si andrà verso una deriva autoritaria (che farà molto piacere ai borghesi medio alti secondo tradizione).
    Chiedere o sperare che l’Europa cambi politica è un’ingenuità dovuta non a ignoranza ma a scarso spirito combattivo.

    PS: Sulla situazione degli anni settanta. Avete mai visto un libro pubblicato negli ultimi cinquant’anni che costi più di tremila dollari? Eccolo qua

    https://www.amazon.it/gp/offer-listing/0814713645/ref=sr_1_1_twi_har_2_olp?ie=UTF8&qid=1466945919&sr=8-1&keywords=The+crisis+of+democracy

    Pubblicato dalla Trilateral Commission con tre saggi di cui uno di Samuel Huntington che spiega perché bisogna limitare la democrazia. È iniziato tutto da quel libro che non a caso costa quella cifra esagerata.

    Qui in pdf. Il saggio di Huntington è il terzo ed è di meno di 60 pagine. Vale la pena di leggerlo.

    http://trilateral.org/download/doc/crisis_of_democracy.pdf

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    • Hanno abbassato a 1900 euro. :)
      Ma ci avevano provato fino a qualche giorno fa in cui stava a 2900.
      Comunque per un libro di soli 40 anni credo sia un record.

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  2. Antonello S.

    26/06/2016 @ 18:55

    Se in una famiglia, mettiamo che il marito tradisca la moglie, lei se ne accorge e lo perdona, ma lui nonostante i propositi di cambiamento continua a tradirla, si fa gioco di lei, la umilia, cosa dovrebbe fare questa moglie?
    Qual’è il bene della famiglia e dei suoi figli?
    Se poi la moglie scopre anche che il marito, oltre ad essere traditore, condivide e rispetta solo la sua amante, che lo comanda a bacchetta e gli effettua un vero e proprio lavaggio del cervello contro la sua famiglia, qual’è la scelta giusta da fare?
    Aspettare Godot?
    Renzi fino ad oggi, nonostante le sue mirabolanti promesse non ha minimamente scalfito l’ideologia dei grigiocrati di Bruxelles, e se a volte abbiamo l’impressione che ci viene concessa qualche briciola, possiamo esser sicuri che ci è stata “donata” solo per evitare mosse disperate e nulla più.
    Sarebbe molto interessante cominciare una seria indagine storica sul capitale economico e politico che è stato utilizzato per il progetto unionista (in presenza di stati sovrani) e su chi ha veramente spinto in tal senso.
    Ovviamente il particolare che il Fiscal Compact sembra sia stato suggerito (o scritto) dalle pricipali lobbyes economiche europee, qualche spunto ce lo offre.

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  3. Massimo GIANNINI

    27/06/2016 @ 09:36

    Non capisco cosa c’entri l’austerità con la Brexit visto che la Gran Bretagna non ha né fiscal compact né euro né BCE….

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    • Tantissimo. Se c’è una ragione per cui abbiamo spaventato progressivamente sempre più i pragmatici inglesi è stata la nostra incapacità di risolvere problemi ma anzi di crearli dal nulla e aggiungere peso e distrazione ai loro obiettivi più pressanti (immagina di essere un britannico seduto al tavolo delle discussioni sulla Grecia, che senso di perdita di tempo deve avere rappresentato :-) )

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      • Massimo GIANNINI

        28/06/2016 @ 11:56

        Continuo a non capire la correlazione : avrebbero votato la Brexit perché colpiti eventualmente da un’austerità applicata agli altri. Hanno votato la Brexit per tutte ragioni interne e di bieco e ingannevole gioco politico tra UKIP e conservatori. Non sapevano nemmeno cosa votavano…;-)

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        • Ecco qui il vero spirito del borghese di complemento.

          Fino a ieri il popolo inglese si distingueva universalmente per pragmatismo, voglia di lavorare, adesione piena al liberismo in economia.
          Oggi hanno votato contro le élite internazionali e subito il borghese di complemento – che discendente da una lunga genia di avi vagabondi ha ereditato da loro il fiuto finissimo che gli consente di capire al volo il momento giusto per riuscire a spillare denaro ai padroni…e la brexit ovviamente rappresenta un intoppo… – rovescia la sua atavica aggressività su quello stesso popolo che fino a ieri indicava come esempio per quello italiano.

          I poverini borghesini parlano tanto spesso male del popolo per tre motivi splendidamente illustrati nei libri dello psicologo e antropologo francese Octave Mannoni (1950) e, nei nostri giorni, dai sociologi Pierre Bourdieu, Jesse Souza e molti altri

          1) ascoltano i loro padroni che lo fanno quindi lo ripetono a pappagallo per darsi un tono illudendosi ridicolmente di essere in fondo come loro

          2) proiettano freudianamente sul popolo il sentimento di inferiorità sociale che in quanto lumpenbourgeoisie provano nei confronti dei loro signori e padroni (che sono borghesia vera, non solo umile, servile e sostituibile complemento)

          3) intuiscono, sempre col fiuto finissimo di cui sopra, che il loro ruolo sociale è unicamente quello di fare da cuscinetto fra le classi subalterne e le élite dominanti quindi sanno che a ogni rivendicazione ottenuta dal popolo dovrà corrispondere una perdita per loro – borghesi ma di rango servile – per cui al minimo accenno di aumento delle pretese delle classi subalterne si affrettano a deriderle, denigrarle, sminuirle, accusarle di crassa ignoranza fino a rinnegare senza nemmeno vergognarsi quella stessa democrazia senza la quale oggi si troverebbero a dover esercitare le stesse non nobilissime professioni che esercitavano gli antenati da cui discendono.

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  4. “chiedere immediatamente una sospensione del Fiscal Compact.”

    Perché solo una sospensione?

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  5. Cito:

    “Tutto il resto vorrà dire che Matteo Renzi ha scelto di rappresentare ancora una volta la classe di elettori che non sente il dolore di questa crisi, sempre più minoritaria”

    Ma come si fa a dire che Renzi rappresenta degli elettori.
    Renzi rappresenta delle oligarchie e viene votato da quegli elettori che lei definisce affette da miopia.
    Non è miopia, è il volgare opportunismo degli schiavi che pur di mantenere i vantaggi del loro posto servile presso i padroni non si peritano di colpire cinicamente le classi più deboli.
    Ma i “mandanti” sono altri e contro di quelli bisogna ribellarsi.
    Ma quegli “elettori” di cui lei parla, quelli che votano Renzi, preferiscono la soluzione miope, opportunistica e cinica o quella dell’ignavia…
    E in queste condizioni come si fa a pensare e a dire che si possa trattare con gli emissari delle élites come Monti, Letta, Renzi, Merkel, Juncker?

    Bisogna avere il coraggio di mettere sul piatto l’eventualità di andarsene come ha fatto la Gran Bretagna altrimenti non si viene presi sul serio. Il che ovviamente significa che se non si ottiene ciò che si vuole si esce dall’Europa e dall’euro. Ma allora, ovviamente, non saremo più soli quindi potremo ricostruire una Europa dei popoli e non delle oligarchie finanziarie.

    Noi oggi DOBBIAMO RINGRAZIARE gli inglesi e i gallesi per questa ennesima prova di quel leggendario coraggio per cui vanno famosi da secoli perché con questa ribellione elettorale hanno messo in discussione – a nostro vantaggio – le sconsiderate politiche di austerità della élite dei senza patria che ci comanda.
    Non basterà per riformare una UE evidentemente irriformabile ma se ci salveremo sarà stato solo per merito del popolo britannico. E non è la prima volta che si dimostrano più coraggiosi di noi, mi pare…

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    • Dovremo qualcosa agli inglesi quando e se il Fiscal Compact sarà abbattuto, altrimenti non vedo niente di speciale di cui ringraziarli (né condannarli!). Che poi siano da ammirare perché fanno referendum quando contano e li fanno rispettare, beh, certo.
      Su Renzi e le oligarchie o gli elettori, bah, semantica. Il video che mi ha fatto vedere parli di classi dominanti, che mi piace di più come termine di quello delle oligarchie, che non andranno mai via ma che tengono molto da conto le classi dominanti per sopravvivere tramite rilevanti concessioni.

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      • Un momento, please…non dico di ringraziare tutti gli inglesi in generale…solo la coraggiosa “populace” inglese e a gallese, la middle class, la working class…forse la regina che si dice sotto sotto preferisse il brexit…non certo la ruling class locale britannica composta da esseri della stessa razza di quella italiana.
        Scozzesi e irlandesi sono giustificati. Volevano l’indipendenza dall’Inghilterra e votare per il remain era l’unica carta che avevano a disposizione per farlo senza prendersene la colpa direttamente.

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  6. Per il lettori del blog consiglio questa traduzione da un estratto di un’intervista rilasciata da Mark Blyth a dei giornalisti greci in cui il professore fa una eccellente analisi della situazione della UE e delle cause del populismo dilagante in Europa e in America.
    Al link c’è anche il video originale dei quattro minuti che vengono riportati sotto nel testo in italiano.
    Guardatelo perché il pesante accento scozzese di Blyth merita un ascolto.

    http://vocidallestero.it/2016/06/27/mark-blyth-sul-brexit-tradimento-della-sinistra-e-trumpismo/

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  7. Cerchiamo di capire che questa non è una crisi economica ma il deliberato tentativo di porre fine alla democrazia.

    Leggete il titolo di un articolo post brexit su “Foreign Policy”

    “It’s Time for the Elites to Rise Up Against the Ignorant Masses”

    Sono dei segnali inequivocabili che arrivano insieme alle dichiarazioni terrificanti di Monti sul referendum, a quelle di Severgnini, a quelle del Washington Post e dell’Independent che pubblicano entrambi un pezzo dal titolo strabiliante

    “Brexit reminds us some things are too important to be decided by the people”

    Che senso ha chiedere l’abolizione del fiscal compact se chi lo ha messo in atto lo intendeva come mezzo per piegare i lavoratori e la classe media?
    Lo aboliscono e di colpo i dipendenti e i piccoli imprenditori ricominciano ad alzare la testa, ad avanzare pretese di maggiore partecipazione e diversa redistribuzione ossia, in termini concreti, di limitazione del potere delle élites.
    C’è da ribellarsi se si è democratici, c’è da lottare tutti insieme destra e sinistra democratiche, altro che pannicelli caldi.
    E in fretta che si preannunciano tempi molto tristi sia sul piano delle libertà e dei diritti che su quello geopolitico.

    ——————–

    http://www.zerohedge.com/news/2016-06-29/elites-called-arms-its-time-rise-against-ignorant-masses

    (l’originale lo potete leggere sul sito di FP tramite registrazione gratuita)

    ————-

    http://www.independent.co.uk/news/uk/politics/brexit-eu-referendum-result-latest-news-democracy-vote-consequences-a7105481.html

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  8. L’austerità e’ figlia dell’euro. se è’ reversibile la prima deve esserlo anche il secondo. Ovvero-che è’ la stessa cosa- per poter rendere reversibile la prima è’ necessario rimuovere il secondo. Silone l’avrebbe capito, Sen pare di no…

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    • L’austerità figlia di un biglietto di carta? Ma per favore. L’austerità è politica, come tutto. L’euro è un simbolo, per lei è un capro espiatorio e non lo sa. E si troverà con la liretta e la super austerità. Cosa è in ballo è l’Europa politica, e se la giocano gli austeri contro i non austeri. Prova ne è che si può benissimo stare nell’euro con bilance dei pagamenti interne in equilibrio e prosperità. E non mi chieda come, si legga 5 anni di blog che non tramontano mai, stia tranquillo, non come il resto.

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      • I dati dicono che solo la Germania ha una bilancia commerciale prospera e questo proprio grazie al fatto che tutti gli altri membri EZ c’è l’hanno molto misera (in miglioramento solo chi ha fatto austerità)!. Se poi lei ritiene ottimale che le bilance dei pagamenti interne siano in equilibrio grazie ai movimenti compensativi di capitale che dalla Germania vanno in periferia mi sta dicendo che Vitor Constancio , vice presidente della BCE ha raccontato un sacco di balle sulle cause della crisi (https://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2013/html/sp130523_1.en.html) e che la situazione di Spagna Irlanda e Grecia era prospera e in equilibrio! Mentre io mi rileggo 5 anni di blog lei si legga Anschluss di Vladimiro Giacche e capirà che un “biglietto di carta” – quando si chiama moneta – ha molto più potere di quello che lei putroppo ( e dopo otto anni di crisi) ancora crede.

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        • Ma no, ma no. Le bilance commerciali squilibrate si levano con la rimozione asimmetrica dell’austerità, con più espansione in Germania e meno in Italia! Quando lo capirete che il biglietto non c’entra nulla e conta la scelta politica di fare austerità? Che questo è un progetto ideologico che continuerebbe tranquillamente anche senza euro?

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