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Il Piano C per gli immigrati: solidarietà e sviluppo con la Nuova Scuola

Esiste un Piano C per far fronte alla drammatica crisi dei migranti verso il nostro Paese? Certo, ed è presto detto per chi è avido sottoscrittore delle tesi di questo blog da quattro anni a questa parte.

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Fatemi fare un passo indietro, brevissimo. L’Italia ha bisogno di rimettere mano alle sue scuole. Persone bene informate mi dissero tempo addietro che nei caveau segreti del Ministero di Viale Trastevere si trovano, ben sorvegliati e non accessibili, i piani di manutenzione e ricostruzione necessari a far sì che le nostre fatiscenti scuole ritornino a essere luoghi ospitali dove si può imparare meglio, dibattere meglio, scoprire meglio, crescere meglio. Si parla di piani che richiedono decine e decine di miliardi di euro. Miliardi che ridarebbero il sorriso a famiglie, insegnanti, studenti, imprese, insomma al sistema Paese, un sorriso che qualche economista finirebbe per chiamare, un po’ pomposamente e impropriamente, anche “produttività”. Chiamiamolo il piano della Nuova Scuola.

Il Ministro Del Rio si è mostrato sensibile alla questione dei piccoli appalti al posto delle grandi opere: cominciasse appunto dalle scuole, dove il bisogno pubblico è facilmente soddisfatto dall’opera di tante piccole imprese edilizie, quelle che oggi, più di quelle di qualsiasi altro settore economico del Paese, soffrono formidabilmente della nostra stagnazione. Non rinunci tuttavia a fare un grande appalto centralizzato, ma uno solo: quello capace di riunire nella sede del suo Ministero cinque tra i più grandi architetti italiani, per determinare a monte che caratteristiche dovranno avere le scuole italiane del XXI secolo, di quale bellezza si dovranno vestire, di quali funzionalità si dovranno armare, di quale varietà dovranno essere portatrici. E’ probabile che questi 5 architetti siano disposti a lavorare pro bono per il Paese, ma se mi sbaglio, che importa, strapaghiamoli comunque, ne vale la pena.

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E cosa avrebbe tutto ciò a che fare con il problema dell’immigrazione e di un relativo Piano C che non esiste ancora nei cassetti del Governo?

Semplice. Se è vero che la nostra Nuova Scuola genererà centinaia di migliaia di posti di lavoro per i nostri giovani – soprattutto per quelli a basso livello d’istruzione, che oggi languono nelle case dei loro genitori, negli eserciti neri del sommerso e delle Mafie, nella povertà e nella solitudine – è anche vero che il nostro Piano è così ambizioso che non potrà avviarsi semplicemente facendo leva sulla mera mano d’opera locale e italiana. Avrà bisogno delle braccia, della mente e delle energie di tantissime persone che oggi da alcuni non sono considerate forza lavoro ma mera minaccia o infernale incubo: esatto, i tanti immigrati che apparentemente alcuni sembrano non volere sul nostro territorio.

E che sono invece occasione fenomenale per il nostro Paese per riprendere la via dello sviluppo: chi in Europa può infatti contare su così tante persone vogliose di cambiare il loro futuro, persone capaci al contempo di cambiare il nostro? Un Governo che si rispetti capirebbe perfettamente come sconfiggere Salvini: con l’arma più potente, quella del rispetto e della gratitudine. Quale comunità non si sentirebbe infatti di accogliere a braccia aperte quegli uomini e donne che hanno sudato per restituire vita alle decadenti aule dove studiano ogni giorno i nostri bambini e i nostri ragazzi?

E quale migliore risposta all’Europa da parte dell’Italia, membro fondatore dell’Unione, sul come riprendere il cammino comune dello sviluppo nella solidarietà?

Il Piano C è dunque il piano della Nuova Scuola aperto alla inclusione degli immigrati nei cantieri aperti in tutta la Penisola. E i soldi, mi direte, dove trovarli? Ma come dove trovarli. Forse dal dire all’Europa che il nostro deficit non sarà ridotto al pareggio in tre anni ma verrà tenuto fermo all’attuale 3% del PIL per i prossimi 3 anni, in linea con il Trattato di Maastricht, liberando 10 miliardi circa ogni anno per investimenti? Forse dal sequestro dei fondi comunitari europei ancora inutilizzati alle Regioni ed il loro reindirizzamento verso le nostre scuole? Vedano lorsignori. Vedano se l’Europa oserebbe dire di no.

E quando le Nuove Scuole saranno ultimate? Oh, non vi preoccupate: per allora il Paese avrà raggiunto livelli di benessere e felicità tali da sfidare nuovamente il mondo. La solidarietà data si sarà trasformata in riconoscimento e reciproca comprensione tra italiani e immigrati, legalmente operanti in un mercato del lavoro dove vi sarà spazio per tutti. A quel punto … a quel punto altri progetti, altre idee, altra ricchezza saranno all’orizzonte, basterà afferrarli.

Grazie a Toni.

3 comments

  1. Ha dimenticato di dire che il leone pascerà con l’agnello.
    (la prendo a ridere perché se dovessi prenderla sul serio mi beccherei una denuncia)

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  2. Concordo, o ci svincoliamo dai diktat imposti o soccombiamo e quanto scritto dal prof. Piga rimane solo un sogno, come tanti altri.
    Serve un leader vero, una persona in grado di andare a discutere in Europa con la consapevolezza e la forza del voto da parte degli italiani, oltre alle competenze e all’indipendenza da banche e lobby corporative

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  3. paola tiriro

    30/06/2015 @ 18:29

    prof piga condivido la sua visione di economia dal volto umano e orientata al benessere sociale e non a quello di pochi eletti che schiavizzano le masse. in televisione lei si vede poco,preferiscono invitare quelli che non dicono niente o non si fanno capire. questo piano C che lei propone mi sembra molto pratico ,ma anche con molto sentimento il che risulta eccellente.come lo vedono quelli che stanno al governo e lo dovrebbero realizzare? purtroppo da molti anni nei nostri governi ci sono e ci sono stati politici incompetenti e disonesti che hanno saputo fare solo i loro interessi .hanno ridotto il paese in un degrado morale ed economico molto grave.i nostri figli per vivere in modo dignitoso devono andare a lavorare all’estero,i pochi giovani che hanno la fortuna di trovarlo qui il lavoro, si devono accontentare di un misero stipendio e di pochi diritti,alcuni lavorano anche gratis per un misero punteggio che danno le scuole private.tutti le pensioni d’oro che percepiscono i vecchi che non hanno piu’ne’ figli da crescere ne’ casa da comprare sono soldi rubati ai nostri figli.qui non si deve parlare piu’ di diritti acquisiti,bensi’ di giustizia sociale,qui ci vogliono persone come lei che hanno competenza e cuore.fate qualcosa prima che imboccheremo la via del non ritorno.noi come popolo vi sosterremo.grazie

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