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Padoan ed il test d’ingresso nel club dei potenti

Tutti a concentrarsi sui non sorprendenti errori di stima di Saccomanni sul 2013 (-1,9% invece di -1,7% di crescita del PIL italiano) o sul 2014 (ora a 0,6% da 1%) dopo la pubblicazione delle previsioni della Commissione europea.

Senza rendersi conto che esse contengono il più chiaro test d’ingresso nel club dei potenti per Padoan, servito su un piatto di argento. Avrà il nuovo Ministro il coraggio di rifiutarsi di entrarvi, dedicandosi agli interessi della Nazione e dunque dell’Europa?

*

Ricorderete come nella nota d’aggiornamento al DEF del settembre 2013 l’obiettivo di saldo di bilancio pubblico fissato dal Ministro Saccomanni, riassunto dal deficit pubblico corretto per il ciclo prevedeva:

-0,4% per il 2013

-0,3% per il 2014

0% per il 2015

Ovverosia una manovra restrittiva (anche correggendo per il ciclo) di 0,4% nel bel mezzo di una recessione drammatica. Una correzione eccessiva, non necessaria. E che spiega il fallimento delle politiche economiche del Governo Letta e la sua incapacità di incidere sul pessimismo generalizzato nel Paese.

*

Ora a leggerle, le previsioni della Commissione, notiamo come queste sono chiarissime al riguardo di dove finirà questo aggregato di saldo di bilancio, al di là delle pessime aspirazioni di Saccomanni:

-0,6%  per il 2013

-0,6% per il 2014

-0,9% per il 2015

Ovvero:

a) le manovre recessive di Saccomanni fino a ieri deliberate non avrebbero mai raggiunto lo 0% nel 2015: Padoan farà bene a fare una bella due diligence davvero sui conti pubblici per capire dove sono stati nascosti i numeri veri;

b) se mai fossero rimasti Saccomanni e Letta al governo, con la loro maniacale fissazione per raggiungere l’equilibrio di bilancio nel 2015 uccidendo l’economia, avrebbero, durante l’autunno del 2014, chiesto addizionali manovre di 15 miliardi di maggiori tasse e minori spese per farsi vedere belli in Europa (probabilmente fallendo di nuovo);

c) ora Padoan, fatta la due diligence che confermerà i dati della Commissione europea, dovrà decidere se fare quanto ha promesso Saccomanni alla Commissione stessa o se vorrà fare altro. Anzi se saprà fare altro, visto che in tutta Europa si vocifera appunto che “Padoan sa cosa fare”.

Insomma: che “saldo di bilancio corretto per il ciclo per il 2015″ metterà nel DEFPP di aprile prossimo Piercarlo Padoan, detto PP? Confermerà lo 0% di Saccomanni con tanto di manovre da 15 miliardi per portarlo da -0,9% di PIL a 0% in un anno e mezzo e generando una recessione epocale?

Certo in questo modo Padoan supererebbe il “test d’ingresso” nel club dei potenti. Ma ucciderebbe l’Italia e l’Europa.

O vorrà invece innovare, rimanendo perlomeno al saldo strutturale del -0,9% previsto dalla Commissione, se non ampliandolo, per permettere alla domanda interna italiana di ripartire e dunque finanziando anche l’edilizia scolastica così coraggiosamente annunciata dal suo leader Matteo Renzi e così essenziale per la Rinascita del Paese?

Certo in questo modo Padoan verrebbe additato come pericolo pubblico numero 1 dal club dei potenti. Ma salverebbe Italia ed Europa, dando il più forte segnale possibile di non subalternità e di piena e pari dignità del nostro Paese nel Vecchio Continente.

Attendiamo ansiosi la risposta. Tutto il resto, riforme comprese, sono chiacchiere e null’altro.

28 comments

  1. professore, sono pienamente d’accordo con lei.la questione sul tappeto è:come mai nessun ministro o funzionario ha mai messo in campo ciò che lei suggerisce?immagino che non sia sostenibile a livello politico e/o a livello di convergenze di interesse dei partiti.Inoltre:vogliamo dare un po di fiducia a questo ragazzo di 39 anni senza dovergli necessariamente dare istruzioni teoriche su cosa e come dovrà operare?Credo che chiunque di noi stesse sule loro poltrone non possa non avere i loro problemi o le loro lobby da contrastare. Quindi io dico, fiducia e ottimismo ora!la nota stonata che vedo nei suoi post è sempre un bacchettare le manovre o le opere dei nostri governanti.Diamogli un po di credito,di fiducia!con stima, antonio

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    • Grazie Antonio. Non mi sembrava di bacchettare in questo caso. Ma di porre i criteri (tutto meno che teorici, ci sono numeri) 1) per valutare dopo e 2) per agire prima che sia troppo tardi: bacchettare ad aprile, concordo con lei, sarà sterile. Cercare invece di influenzare il dibattito, specie quando c’è un Governo che da un po’ di speranza (il riferimento all’edilizia scolastica mi pare lo confermi), è essenziale. Non trova?

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    • Caro Antonio,
      i politici la fiducia dei cittadini dovrebbero conquistarla con il voto, almeno così dovrebbe accadere in democrazia.
      Ma siccome questa non è una democrazia l’ennesimo NON eletto e l’ennesimo tecnocrate (dell’OCSE) possono diventare premier e ministro dell’economia.

      Ho letto le affermazioni (che supplizio!!) di Renzi e Padoan e a mio parere non meritano alcuna fiducia, dal momento che è palese che intendono portare avanti il massacro. Quando aggiungeranno l’ennesima patrimoniale (come richiesto dalla Bundesbank) e taglieranno ulteriormente i servizi mi darai ragione.

      Non ho capito cosa intendi con “le loro lobby da contrastare”
      Mi pare l’esatto contrario: le lobby hanno i LORO politici (loro = aggettivo POSSESSIVO).
      Quindi i fanno di tutto per compiacerle, non per contrastarle, nel qual potrebbero aspirare al massimo all’amministrazione del condominio.

      Infine, penso che il professor Piga non bacchetti ma piuttosto suggerisca che con uno zuccherino e un po’ di fondotinta si risolverebbero tanti problemi: va bene la dittatura, ma l’avidità va tenuta sotto controllo; con un po’ di furbizia e di benevolenza si eviterebbero tanti problemi con la massa (e se avanza un posticino libero….)

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        • Eh, lo so, lo so… ma perché un posticino sotto le suole dei predatori, a ingrossare le fila di candidati professionisti della prostituzione?
          Io penso, per quel poco che capisco ma molto sinceramente, che lei sia un valido economista; spero fino all’ultimo che sia anche una brava persona nemico della “durezza del vivere” a cui vogliono ricondurci i nobili sostenitori dell’euro. Perché fa sempre finta di non sentire/capire che la cosiddetta Europa è la facciata di una dittatura antidemocratica finalizzata all’estorsione senza scrupoli, espressione delle lobby e delle banche e tanto male fa ai suoi cittadini? Perché non si schiera contro a quella manica di scellerati filibustieri? Forse sono io che la immagino migliore di quanto non sia?
          Ha paura di perdere il posticino che non ha?
          E se un posticino invece lo stesse perdendo dalla parte dell’abbondante 90% di defraudati? Le fanno tanto schifo?

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          • Gli scellerati filibustieri li conosco bene. Ad ognuno il suo modo di combatterli. Il mondo è complicato ed è bene che ci siano tante strategie e non una sola per schierarsi contro di loro.
            PS: Mai avuto paura di perdere il posticino che non ho, giuro, ho già scelto, scientemente assai, di perderlo mille volte. Ma è la meravigliosa fortuna della libertà che ti da il mestiere dell’università se vuoi prenderlo per quello che veramente è.

  2. davide maniscalchi

    25/02/2014 @ 21:57

    mi scusi prof ma ho replicato il commento precedente. Volevo esprimere il mio parere:Purtroppo non abbiamo vie d’uscita.O si esce dalle secche della recessione ora o non penso riusciremo a ridare respiro al paese. La mia domanda a lei è:pensa che questo esecutivo riesca a mettere in campo operativamente le proposte (note) cercando credito in Europa tramite un allentamento dei vincoli del FiscalC?Non ci sn riusciti i professori del G Monti, perche mai ora?

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    • Davide buonasera. Si dice “It takes a Nixon to China” per dire che ci vuole un Presidente profondamente anticomunista per fare un patto coi comunisti … Monti ha fallito perché è stato la copia sbiadita della Cancelliera. Non è pensabile dunque che proprio una opposizione dura porti il successo che aspettiamo da tempo a quel tavolo?

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  3. genesio volpato

    26/02/2014 @ 09:27

    caro prof., non dico Ministro ma almeno un posto da vice o da sottosegretario, NESSUNO GLIEL’HA MAI CHIESTO ??????

    Saluti ! e speriamo in Renzi…..(senza e finale..)

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    • Giuro mai! E le assicuro che mi piacerebbe un sacco, specie fare il parlamentare in Europa, dove si prendono decisioni essenziali per i cittadini. Ma le posso dire? Il lavoro all’università con i nuovi corsi di laurea, i master che attirano studenti dall’estero ed i viaggi per intervistarli, il corso che inizia tra 5 giorni con gli studenti del primo anno: è energia pura. Bellissimo. Sono una persona fortunata nel lavoro, amo il mio lavoro tantissimo, sono circondato da ricercatori e collaboratori appassionati e belli dentro, quindi nessun problema!!

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  4. Rolando Bagnoli

    26/02/2014 @ 10:04

    La battaglia si combatte in Europa cambiando la comunità dalla radice. Una speranza di dire la nostra ora c’è ” L’altra Europa con Tsipras “. Altrimenti ci sarà un forte ritorno nazionalistico con rischi mortali per un grande progetto. Non è scritto nelle sacre scritture che l’unione europea debba funzionare come modello neoliberista asservito ai potentati finanziari. Proviamo a riprenderci il futuro dei nostri figli. Io non ho alcuna fiducia in Renzi il suo modello è Blair; questo mi basta ed avanza. Si tratta di quella parte, largamente maggioritaria, della sinistra europea che invece di sforzarsi di adeguare la propria cultura politica alle nuove sfide ma rimanendo ferma sui principi di solidarietà, ha fatto propri i principi della destra neoliberista svendendo la più grande costruzione della socialdemocrazie europea ( per la verità non solo di questa ) il Welfare state.

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      • Rolando, hai una visone così lucida della “sinistra” europea poi ti sfugge che Tsipras fa parte dello stesso baraccone?
        Il ritorno nazionalistico lo stanno causando l’euro, questa falsa sinistra e questa ancor più falsa “Europa”. Fino a pochi anni fa era confinato a un pugno di soggetti esaltati e marginali.
        E più andiamo avanti per questa strada, più l’odio è destinato a crescere alimentato dall’ingiustizia e dall’indigenza. E quando la gente non ha più nulla da perdere, arriva la tragedia.
        Non ti accorgi che questo è il Quarto Reich? Avrebbe avuto senso chiedere a Hitler “di adeguare la propria cultura politica alle nuove sfide ma rimanendo fermo sui principi di solidarietà” ?
        Un cancro o lo estirpi o muori. Non ci puoi discutere, non lo puoi mutare e non vale battere pugni sul tavolo con lui (ammesso che prima o poi qualcuno si decida a farlo)
        Quali sono le nuove sfide? La Cina? A me sembra sia sempre esistita. Vogliono farci lavorare al prezzo di un cinese, anzi meno e poi? Finiremo tutti schiavi, i morti di fame della grande Unione Mondiale.
        E quali siano i principi di solidarietà della civile Europa vallo chiedilo all’Africa.
        Liberati dall’ultimo grande luogo comune: l’Unione Europea è una truffa ai danni dei cittadini, è la realizzazione dell’ennesimo sogno megalomane di realizzare un grande IMPERO, l’ultimo esperimento di shock economy. Si sono accorti che quello che hanno sempre fatto al terzo mondo, lo possono fare anche qui a noi. In barba ai tronfi presuntuosi istruiti cittadini europei (e in combutta con gli intellettuali “de sinistra”).

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        • Silvia, il grande complotto di cui parli potrebbe anche essere una verità molto vicina alla realtà, ma se così fosse a maggior ragione non potremmo essere mai sicuri se la strategia che abbiamo abbracciato sia quella giusta. Tutto a questo punto potrebbe fare parte del piano e della manipolazione.
          Come dice il prof Piga molto saggiamente, il Mondo è molto complesso e aggiungerei per certi versi anche molto violento, da sempre, con i suoi disastri umanitari.
          Le trappole quindi sono tese ovunque per noi, e le verità sempre meno sostenibili, in tempi di crisi ci sono sempre belle parole nei confronti della sofferenza, così diventa facile per molti politici e predicatori, speculare con suggestioni che si affermano sempre in nome di una necessità che diviene un contenitore di bisogni da sfruttare da chi in realtà non vuole “crescere”. Da chi non vuole un autentico e benevolo cambiamento, ma creare fenomeni di spostamenti ideologici di massa, sfruttando leggi di causa/effetto. Lo insegna la storia con i suoi momenti più bui e ancora molto vicini nel tempo, come quelli che tu hai voluto citare.
          E così tutto sembra inaffrontabile e fuori controllo, eppure nonostante ciò ognuno di noi può avere un suo personale valido indicatore per ragionare.
          Nella consapevolezza che il Mondo è uno solo e che tutti i Paesi oggi, sono legati e interconnessi, se un Paese vicino è nel caos perché ha problemi con la democrazia è un problema anche mio, se un altro Paese è in default economico, questo riguarda anche me. il Mondo è uno solo quando cominceremo a comprenderlo bene, comprenderemo cosa significa veramente la globalizzazione. Che non è omologazione.
          Il Mondo, l’Europa, l’Italia miglioreranno se troveremo la forza di migliorare noi stessi come persone che appartengono a una società che dovrà evolversi nella sua visione di futuro. Lasciando che le forze di crescita si liberino verso uno stile di vita dignitoso per l’Uomo. È un processo troppo lungo? Dipenderà da noi la storia non ci aspetterà, quella storia giudicherà le nostre azioni e responsabilità.
          Che non siano solo errori di calcolo economico, bensì mancanza etica lo sappiamo bene oramai. Se l’Europa è stata oppressa e depredata del suo valore a maggior ragione è doveroso tentare con ogni sforzo di liberarla consegnandola nelle mani di chi questo valore lo riconosce e preservare.Così come desideriamo farlo per in nostro Paese. Quando rinunceremo a tutto questo avranno vinto i sopraffattori, proprio quelli che tu denunci, poiché l’arresa e la sconfitta sono un epilogo inevitabile della lotta.
          Comunque sia Silvia, le brave persone per fortuna esistono e sbagli se pensi siano tutte dalla parte di chi la pensa in un certo modo. Ci sono individui alti e positivi che agiscono da sempre nell’Umanità, per mia grande gioia li riesco ancora a riconoscere. Sono certa possa essere altrettanto per te.
          Grazie professore per quello che fa.

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          • No Cristina, non hai capito: non sto parlando di un complotto.
            Sto dicendo che quando a comandare sono le banche e multinazionali con PIL più alto di quello di molti stati e il tutto è stato DEREGOLAMENTATO (perché questi soggetti si sono comprati i politici) il bene egoistico e l’avidità di tali lobby prevalgono sul bene comune.

            Nicola Acocella ha sottolineato come l’accelerazione del processo di integrazione europeo a partire dagli anni ’80 sia avvenuto in un clima segnato dall’affermazione del modello neoliberista con l’obiettivo di completare la costruzione di un mercato unico dei beni, dei capitali, delle persone, in linea con la realizzazione globale neoliberista, con la sua richiesta di stato minimo e privatizzazione, con il suo porre l’accento sull’autonomia del mercato e la lotta all’inflazione anziché sullo sviluppo orientato dalla mano pubblica e sulla lotta alla disoccupazione.

            Non capisci che i nobili ideali di cui ti hanno riempito la testa servono solo e soltanto a mascherare questo? Che l’Unione Europea è SOLO questo?

            ps
            Quanto al professor Piga, da quando ha scritto l’elogio della Thatcher, mi restano ben pochi dubbi.

          • Nicola non è a favore dell’uscita dall’euro.
            Sulla Thatcher, elogerò sempre in Italia chiunque sappia combattere veramente lo sperpero nel settore pubblico con la stessa volontà: lo spreco pubblico che lei finge di non vedere Silvia e di cui non si cura (non è forse vero che la lotta allo spreco pubblico è “un irrilevante aspetto delle irrilevanti politiche dell’offerta”?), forse perché non l’ha mai toccato da vicino, è la peggiore e più ingiusta politica regressiva che gli scellerati filibustieri fanno, con eccezionale determinazione e che gli permette di negare la rilevanza ed impedire l’attuazione delle politiche della domanda basata sull’intervento pubblico.

  5. In effetti è davvero un peccato che con tale competenza,professionalità e passione ( lo dico da ex-studente dei corsi di Economia a Tor Vergata )il Prof. Piga non collabori attivamente con il Ministero dell’Economia per la stesura di un piano anti-depressivo di politica economica. Sono sicuro che ne perde il Paese.

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  6. Luigi Biagini

    26/02/2014 @ 13:42

    Salve Prof. Piga.
    Faccio un domanda un po’ “strana”.
    Cosa si intende “correggendo per il ciclo” nella sua frase:
    “Ovverosia una manovra restrittiva (++anche correggendo per il ciclo++) di 0,4% nel bel mezzo di una recessione drammatica.”?

    Reply
    • Che se guarda al deficit non corretto per il ciclo vedrebbe una riduzione da 3 a 1,6. Ma qualcuno giudica che non sia questo l’indicatore per capire la restrittività delle manovre.

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  7. Lorenzo Donati

    26/02/2014 @ 14:31

    Aprezzo moltissimo i suoi tentativi di influenzare il dibattito che non sono bacchettate a vanvera ma precise, argomentate, comprensibili e preventive critiche al pensiero economico mainstream dei governi passati….Quanto ad eventuali sue candidature politiche la continuo ancora a vedere molto meglio come “consigliere” esterno e come formatore di tanti giovani….comunque, nel caso si potesse/volesse presentare candidato la voterei a scatola chiusa….!!!

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  8. Antonello S.

    26/02/2014 @ 16:33

    Gentile Prof.Piga, il “Club dei Potenti” già controlla l’Italia e l’Europa.
    Essendo così, che senso avrebbe per Padoan, titolare di molte cariche importanti, rifiutare di sottoporsi al test di ingresso?

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  9. Salve prof. Piga, penso che in questo articolo ci sia tanto whishful thinking, aver sentito il minaccioso olli Rehn dichiarare che Padoan sa quel che fare non mi induce ad alcun ottimismo. Chiaramente vorrei essere clamorosamente smentito, ma la vedo dura.

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  10. Silvia, i nobili ideali non scaturiscono dalla mente, e la testa non ne è la naturale dimora.
    I nobili ideali richiedono un grande investimento di energie da parte di un osservazione che si chiama coscienza, stiamo parlando di una cosa talmente importante, poichè da questo si detrmina tutta la direzione e il senso delle nostre scelte e della nostra esistenza.
    L’automatismo Silvia è la scarsa conoscenza di sé stessi. Hai mai avuto dei dubbi?
    Perché vedi una cosa che una macchina automatica non può fare, è avere dei dubbi. Forse mai come ora in questo condizionamento massmediologico, il fattore più deleterio sono i detentori di verità, asserviti ad una visione di un sapere indotto che si nutre di pregiudizio.

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    • Che in concreto significa?
      Perdona la sincerità, Cristina, ma mi sembra il discorso più vuoto e retorico che abbia mai sentito.
      Però le parole hanno un suono nobile.

      Reply
      • Oh! Finalmente una perplessità autentica che non sia un copia-incolla.
        Apprezzo moltissimo in questo commento la tua sincerità Silvia, lo dico veramente senza ironia.
        Saluti e auguri per le tue ricerche.

        Reply
        • Anch’io sono convinta della tua sincerità Cristina, ma non capisco neanche il riferimento al copia-incolla. Credo di essere animata da passione e da una rude sincerità che oltrepassa talvolta la buona educazione.

          Se sfogli il blog vedrai che uso raramente il copia-incolla. Questo qui sotto è un’eccezione dato che c’era stata una polemica riguardo una citazione.
          Ovviamente gran parte di quello che dico è maturato in me leggendo e imparando da altri, ma soprattutto scegliendo e scremando secondo la mia logica e la mia coscienza.
          Penso che anche il professor Piga abbia imparato su libri pieni di teorie economiche altrui e vedo che cita altri economisti, es. Krugman o Stiglitz o Keynes, per dare sostegno alle sue teorie.
          Non vedo perché non lo dovrebbe fare una ignorante come me.
          E tuttavia sono consapevole che nessuno di loro detiene la Verità, ma so anche che se metto un pentola d’acqua sul fuoco a 100° bolle.
          Quindi, senza avere la pretesa di possedere la Verità o di aver citato il Detentore della Verità, credo di avere trovato alcuni autori che descrivono quale provata reazione corrisponde a una certa azione, senza falsificazioni ideologiche e/o di comodo.

          Reply
          • Ne sono certa Silvia. Grazie per la bella precisazione.

            P.s. L’acqua bolle a diverse temperature …Attenta alle trappole..

  11. Caro Professor Piga,
    il paragrafo che ho attribuito a Nicola Acocella è tratto da qui:
    http://www.memotef.uniroma1.it/newdip/ricerca/wpapers/documenti/FullTextWP104.pd

    L’ho citato per dimostrare l’ingenuità di chi pensa di bollare tutto come “grande complotto” dimostrando di non avere capito niente di niente.
    In nessun punto ho affermato che Acocella sostenga l’uscita dall’euro, anzi in quel preciso commento non la nomino proprio.
    Comunque è molto esplicito riguardo le responsabilità della moneta unica

    (gli Accordi di Maastricht) “enfatizzano il ruolo di una rigida politica monetaria e dei cambi fissi per disciplinare l’attività economica dei vari paesi ed evitare incoerenza temporale, inflazione e, in definitiva, soluzioni inefficienti. In questa prospettiva, appare niente affatto strano che le uniche istituzioni comuni siano costituite dalla moneta unica gestita da una Banca centrale conservatrice e che si rinunci a soluzioni alternative”
    [...]
    “Soltanto una minoranza di economisti ed osservatori avverte al tempo la fragilità di un simile progetto, non accompagnato da altre incisive politiche, in primis da una politica fiscale comune e da politiche strutturali ad hoc, in particolare rivolte ai paesi ‘periferici’, ossia a quelli in difetto di efficienza e competitività o che, comunque, in passato erano stati costretti a ricorrere a periodiche manovre del cambio.
    In mancanza di queste la moneta unica servirebbe soltanto ad assicurare alla Germania l’assenza di pericolose svalutazioni competitive nel delicato periodo successivo alla sua riunificazione.”

    “Queste diverse dinamiche inflazionistiche, insieme proprio all’esistenza di una moneta unica e di una politica monetaria uniforme nonché all’assenza di un assetto fiscale comune, fanno accumulare tensioni macroeconomiche che creano le premesse della crisi futura.”

    E riguardo alla Thatcher, “Nicola” non sembra molto d’accordo con lei
    “Nel Regno Unito la politica economica seguita dalla signora Thatcher è anch’essa influenzata dalle innovazioni teoriche degli anni ’70 e mira ad abbattere l’inflazione e a ridurre il ruolo dello stato nell’economia. Non soltanto vengono aumentati i tassi di interesse, ma viene ridotta la spesa pubblica, in particolare quella per servizi sociali, e la struttura impositiva viene mutata, con un minore peso delle imposte dirette, a favore di più elevate imposte indirette. Ingredienti cruciali della politica economica thatcheriana sono poi costituiti dalle privatizzazioni, per un valore totale di 50 miliardi di sterline, e dalle liberalizzazioni, in particolare, dei mercati finanziari, con il proposito di migliorare l’efficienza del sistema economico. Gli effetti delle riforme sono stati praticamente nulli (cfr. Florio, 2004, che analizza la performance delle imprese privatizzate) o misti (Marr, 2007).”

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