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La lettera che Renzi ha pronta per la BCE?

… Per quanto riguarda le finanze pubbliche, in anni recenti un complessivo risanamento ha contribuito alla riduzione degli squilibri di bilancio…  È ora necessario che questi sforzi acquisiscano slancio per incrementare il potenziale di crescita dell’area dell’euro … Al fine di ripristinare finanze pubbliche sane, i paesi dell’area dell’euro dovrebbero procedere in linea con il Patto di stabilità e crescita senza vanificare i progressi conseguiti nel riequilibrio dei conti pubblici. Il risanamento di bilancio va impostato in modo da favorire l’espansione economica. La piena e coerente applicazione dell’attuale quadro di sorveglianza macroeconomica e dei conti pubblici dell’area dell’euro è indispensabile per ridurre gli elevati rapporti debito/PIL, aumentare la crescita potenziale e rafforzare la capacità di tenuta dell’area agli shock.

Questa frase, tratta dall’editoriale introduttivo dell’ultimo bollettino mensile della Banca Centrale Europea, spiega perfettamente perché questa Banca Centrale sta contribuendo attivamente al fallimento del raggiungimento dell’obiettivo a cui deve dedicarsi, il 2% d’inflazione, spingendo l’Europa verso la deflazione, il crollo della produzione e la crescita del rapporto debito PIL.

Come abbiamo avuto modo di dire negli ultimi due post, la ripresa dell’area euro da questa crisi – che è in gran parte da domanda aggregata – passa per un accordo (chiarissimo e diffuso a tutti gli operatori) tra politica fiscale nelle mani dei governi e politica monetaria nelle mani della BCE. Ma non un accordo qualsiasi: un accordo che preveda una espansione da domanda nei singoli Paesi (più forte nei Paesi con conti pubblici ed esteri migliori) via minori tasse e maggiori investimenti pubblici (più i secondi nei Paesi in grave crisi) e un pieno sostegno a tale mossa da parte della BCE, che senza se e senza ma applicherebbe in tal caso a pieno il cannone della politica monetaria, acquistando titoli pubblici di tutti i Paesi in asta, finanziando di fatto il loro deficit. I governi si impegnerebbero a loro volta a far cessare tale espansione non appena ripresa e inflazione abbiano riportato i debiti pubblici al loro livello ante crisi del 2007.

La BCE è lontana mille miglia dal sottoscrivere un approccio di questo tipo: il testo che potete ora rileggere sopra denota chiaramente come questa pretenda, per mobilitarsi a sostegno dei singoli Stati, un impegno a continuare nel consolidamento fiscale fatto di meno spese pubbliche e più tasse. Lo potete imbellettare come volete questo messaggio (favoloso il: Il risanamento di bilancio va impostato in modo da favorire l’espansione economica, come se fosse possibile!). E’ un messaggio ad imprese, famiglie e governi tanto chiaro quanto contraddittorio: noi aiutiamo la domanda se voi continuate a deprimerla. Deflazione e depressione continueranno: nessuna impresa investe, nessuna famiglia consuma.

E si badi: non sarà certo un mero allentamento delle manovre di austerità che dovrebbero fare certi Governi, come menziona oggi Repubblica, che aiuterà, perché qui non si tratta di ridurre l’austerità, si tratta di rovesciarla in anti-austerità.

Renzi deve dunque, per salvare l’Europa, scrivere una lettera alla BCE, che la aiuterà ad avere successo là dove a finora fallito. In essa il nostro Premier dirà:

Cara BCE,

voi vi obbligate a sottoscrivere titoli di Stato, senza se e senza ma, fino a quando il nostro debito su PIL non sarà tornato al livello del 2007, prima della crisi, il 103%.

Noi ci impegniamo a rimanere al livello di deficit su PIL del 3%, coerente col Trattato di Maastricht, fino a tale momento, sospendendo il Fiscal Compact. Ogni vostra dichiarazione sosterrà la nostra scelta.

Quando saremo al 103% e fuori dalla recessione noi ci obblighiamo sin da ora a ridurre il nostro deficit pubblico su PIL allo 0%”.

One comment

  1. Marcello Romagnoli

    22/12/2014 @ 16:49

    E’ passato un pò di tempo da questo post, ma sembra che Renzi la lettera non solo non l’abbia, mai mandata, ma non l’ha neppure mai scritta o pensata

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