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Atterraggio sul Pianeta Europa della prudenza, vizio cardinale

E’ un passo gigantesco per la Germania, ma solo un piccolo passo per l’Europa.

Così ho commentato la recente decisione della Corte tedesca di Karlsruhe di deferire alla Corte di Giustizia europea il giudizio sulla politica monetaria della BCE.

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Era già successo, ne abbiamo scritto su questo blog, che la Germania desse segni politici volti alla crescita tramite il sostegno all’economia europea. Fu quando, nell’agosto 2012, la Merkel ordinò a Draghi di espandere la moneta per salvare la Grecia. Ordine a cui non fu data continuità, essendosi poi la Cancelliera ritratta nella sua timida prudenza pre-elettorale.

Oggi la Merkel (assieme a chi tra i governanti degli altri paesi europei ha esercitato pressioni politiche su di lei) ha ordinato ai giudici tedeschi di soprassedere dal bloccare Draghi nella sua politica monetaria tuttora apparentemente espansiva (quanto veramente espansiva diremo a breve).

In ambedue gli episodi i mercati hanno festeggiato, facendo calare gli spread.

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Ci sono delle regolarità insite in questi due episodi a distanza tra loro di quasi due anni.

Primo, è evidente oggi più che mai che la politica economica non la fa la BCE, ma la decidono i governi: la BCE è ovviamente dipendente dalla politica. “Per fortuna !”, come abbiamo spesso detto su questo blog.

Secondo, i mercati esultano con politiche espansive volte alla crescita, non con l’austerità. Solo dalla crescita, è la logica del ragionamento, può venire la capacità di ripagare dei debitori e dunque il crollo degli spread. La smettessero i tifosi dell’austerità di invocarla perché gli spread sono alti; è proprio l’austerità, tarpando le ali al rilancio della domanda interna e della produzione, a fare schizzare verso l’alto gli spread.

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Dopo questi due episodi come cambia l’Europa? La Germania è più europea nei fatti, un qualcosa da celebrare certamente. Ma senza troppe fanfare: siamo ancora a distanze siderali dal giusto approccio di politica economica europea.

Detto in altro modo, gli ordini che dà la Merkel a Draghi ed a Barroso sono ancora troppo troppo timidi per avere una possibilità di contribuire alla rinascita europea. Draghi riceve troppe poche telefonate dalla Merkel o il Presidente della Bundesbank tedesca non è sgridato abbastanza dalla Cancelliera? Esatto. La politica monetaria europea della BCE resta incredibilmente prudente - flirtando con la deflazione che uccide le economie e andando contro il proprio mandato di assicurare un tasso di inflazione pari al 2% – perché la politica europea è prudente.

Ma è soprattutto dal lato della politica fiscale che potremmo ottenere ben di più: e su quel fronte lasciamo semplicemente sedimentare le parole di Napolitano al Parlamento europeo, sulla necessità di arrestare l’austerità con investimenti pubblici. “Napolitano, Viaggiatore in Movimento onorario“, ci ha detto qualcuno che ci stima. Chissà se qualcun altro oltre a Napolitano avrà chiamato Barroso per desistere dalla battaglia dell’austerità. A me non pare.

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Leggo che Tsipras, leader del partito greco anti austerità Syriza oggi al comando nei sondaggi, giunto al Teatro Valle a Roma, è stato accolto da uno striscione che recita: “com’è triste la prudenza”. Ben detto. Le virtù cardinali di cui ha bisogno oggi l’Europa non sono prudenza e temperanza ma giustizia e fortezza.

34 comments

  1. Quanto entusiasmo sprecato!
    Certo, dovremmo ringraziare la signora Angela perché ha “ordinato” (e tralascio ogni commento in merito) ai suoi giudici di non sentenziare contro la BCE. Sicuramente l’ha fatto per il bene dell’Europa intera; non certo, come pensa qualche maligno, perché a maggio si vota e poteva essere controproducente aggiungere altre tensioni adesso.
    Quasi quasi vado in pellegrinaggio a Berlino per ringraziarla di persona…

    “la politica economica non la fa la BCE, ma la decidono i governi”
    Quali governi? Quello tedesco.

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  2. Antonello S.

    08/02/2014 @ 15:46

    Secondo il mio modesto parere, un sospiro di pesce avrebbe creato più effetto della richiesta di Napolitano (e lui ne è consapevole).
    Sono mesi e mesi che tutti i nostri politici delle larghe intese chiedono meno rigore all’Europa, ma la loro timidezza rasenta troppo la patologia per essere credibile.

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  3. “la politica economica non la fa la BCE, ma la decidono i governi: la BCE è ovviamente dipendente dalla politica”

    Mi permetta una correzione, stando anche a ciò che Lei scrive: La BCE fa politica economica, oh sì che la fa [non dimentichiamo le lettere ai governi (non solo a quello italiano) o le condizionalità per attivare gli acquisti dei titoli pubblici sul mercato (un compito considerato normale da altre banche centrali), tanto che per timore di quelle condizioni nessun governo ha osato chiedere l'intervento della BCE]. Ma la politica economica della BCE è strettamente connessa alle indicazioni che giungono dalla Germania (o dalla Merkel, se preferisce).

    In definitiva, anche ammesso questo ruolo “europeista” della Merkel, mi sembra che siamo di volta in volta di fronte al poliziotto buono (la cancelliera) o a quello cattivo (la Bundesbank).

    Ma, francamente, buono o cattivo che sia il poliziotto, non è accettabile che la Banca Centrale Europea risponda ad un solo paese, per quanto importante. Negli Usa non sarebbe accettabile, ad esempio, che la politica monetaria fosse decisa dalla FED di New York. Il suo voto vale uno, come dovrebbe valere uno per la Germania (e nei giorni scorsi era circolata la voce che il peso del rappresentante tedesco doveva essere superiore o che comunque dovesse essere sempre presente nel consiglio direttivo della BCE, venendo meno alla rotazione, che continuerebbe a valere per gli altri paesi).

    Questi sono atteggiamenti che rendono impossibile – se si vuole essere onesti – qualunque passo ulteriore verso l’integrazione europea e non possono che mettere in discussione il sistema attuale.

    Paesi come la Grecia, la Spagna, il Portogallo, l’Italia, Cipro (e si potrebbe continuare) per che cosa hanno rinunciato alla sovranità monetaria? per farsi dettare dai tedeschi ciò che devono fare? Non potrà funzionare così per molto tempo. E se anche le classi dirigenti di questi paesi si fossero vendute, saranno le condizioni economiche e sociali che porteranno i cittadini a rifiutare e a respingere ciò che apparirà un’imposizione innaturale, illogica, antidemocratica e straniera (per non dire colonialista, termine meno desueto di quanto possa apparire, visti gli acquisti di imprese italiane da parte di quelle tedesche per garantirsi il know how delle forniture).

    Quindi, sarà pure un piccolo passo. Ma, passo dopo passo, la Germania si sta prendendo l’Europa e alle sue condizioni (possibile che la giurisprudenza europea debba essere decisa e scritta solo dai tribunali tedeschi?). A me non sta bene. E a lei?

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      • Buonasera anche a Lei, professore.
        Mi lasci innanzi tutto esprimere la mia soddisfazione nel trovarla concorde sull’analisi della situazione europea. Cosa di cui non dubitavo, in una persona che stimo e apprezzo.

        Ma se così è, non crede che sia giunto il momento di chiedere qualcosa in più di una diversa politica economica e che occorra puntare più in alto?

        Sarò sempre dalla sua parte e ammiro il suo impegno per far cambiare la politica economica di questo paese e dell’Europa. Ma ho l’impressione che più passa il tempo, più questo obiettivo diventi un obiettivo secondario. E che il vero obiettivo diventi quello rimuovere gli ostacoli (politici, istituzionali, culturali, …) che impediscono l’adozione di quelle politiche economiche che lei giustamente promuove ad una classe politica ahimè sorda, se non ottusa.

        Per usare le sue parole: non è il tempo della prudenza e della temperanza, ma del coraggio (ed immagino abbia intuito a che cosa mi riferisco).

        Perché, sa qual è il mio timore? che le politiche espansive, che tanto sarebbero necessarie all’Italia, non si potranno mai adottare fintanto che in Europa prevarrà l’ideologia dell’austerità. E che in Europa non si potrà rimuovere quell’impostazione fin tanto che gli attuali rapporti di forza daranno alla Germania la facoltà di imporre le regole del gioco a lei più convenienti. E’ una partita persa in partenza.

        Perché vuole giocare una partita dall’esito infelicemente scontato?

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        • Perché l’uscita dall’euro peggiorerà i rapporti di forza, in favore ancora di più della Germania. E perché la goccia scava la pietra Giorgio e alla fine ci si arrenderà all’evidenza della stupidità dell’austerità. Purché si continui a combatterla.

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          • ‘rende i singoli Stati impotenti di fronte al Capitale’

            bè se la mettiamo cosi’ allora cambi flessibili e eventualmente dove possibile politiche antidumping per chi facesso troppo surplus…(come scrive blanchard…)
            diciamo che il mondo gira cosi’ per fa comodo…ma se vogliamo in cina internet non è libero i servizi web delle aziende usa sono tagliati e limitati …in russia esiste servizi web ad hoc…in gran parte dei brics una politica sostanzialmente protezionista con alte barriere doganali …in germania e francia proteggono con forza le loro imprese altro che non ci sono controlli di capitale…diciamo il capitale^^aggredisce chi si mette nelle condizioni di farsi aggredire…

      • Scusi Professore, ma lei un anno fa spiegava il calo dello spread con l’annunciata fine dell’austerità. Io la fine dell’austerità non l’ho sentita annunciare né l’ho vista.
        In secondo luogo lei dice che la Merkel comanda a destra ed a manca.
        Secondo me la Merkel rifiuta di fare politiche fiscali espansive in casa propria, perché come un’avara gode a veder crescere il proprio tesoro, in questo caso costituto dall’avanzo commerciale maggiore del 6% del PIL.
        Ne trarrei la conclusione che la Merkel non sta facendo i “compiti a casa”, frase che odio ma tant’è.
        Noi abbiamo ratificato tutto: pacchi da 2, da 6 e pareggio di bilancio in costituzione modificando 4 articoli della Carta. Stiamo uccidendo aziende e persone con una pressione fiscale insostenibile. Nonostante peana sempre più insistenti alla luce in fondo al tunnel, la produzione industriale è sotto, rispetto al picco, di circa il 25%.
        Dato che la Germania non vuol fare sti’ benedetti compiti, io direi che l’unica soluzione per noi è quella di Bagnai e mille altri ( son sicuro che Bagnai non si offende per i mille altri).
        Più si tarda, più sarà difficile percorrere anche quella via, dato che nel frattempo si sarà distrutta la tanto vantata, da Tremonti, manifattura nostrana.
        Capisco Letta; d’altra parte lui ha dichiarato di voler morire per Maastricht.
        Non capisco Napolitano. Lui, in compagnia di Spaventa, come si evince dalla lettura di un suo discorso in parlamento del 1978, aveva già allora capito le disfunzioni della costruzione della moneta unica.
        Allora il ricordo della II guerra mondiale era più prossimo e probabilmente il voler evitare una nuova catastrofe, poteva giustificare un’Unione Europea ed un €uro anche “malfatto”, ma lui era contrario all’€uro.
        Adesso quel ricordo è più lontano e lui ora vuole l’€uro. Boh!!!
        Mi sa che l’€uro scatenerà la III Guerra Mondiale, o in alternativa qualche “primavera” dell’eurozona.
        Lei professore, in buona compagnia, Napolitano, Letta, ecc. ecc., mi sa che preferisce la prima che ho detto.
        Io non voglio nessuna delle 2. Usciamo dall’€urozona e rimaniamo in Europa. D’altra parte non possiamo modificare la geografia.
        O forse si.
        Cancelliamo l’Italia.
        Nicola Branca

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        • Concordo con l’analisi su Germania e Italia. Non capisco perché tra due soluzioni difficili da ottenere politicamente, come la mia (fine dell’austerità) e la sua (fuori dall’euro), non si possano fare paragoni di convenienza che non ci portino a dire che “è ovvia una sola soluzione”.
          Su Napolitano nel 1978, mi perdoni, ma era il 1978.

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          • Appunto 1978. Comunque a parte l’anno di Napolitano, finché si è nell’euro, non c’è altro da fare che l’austerità, la deflazione salariale, tagli a scuola, sanità, pensioni, benzina per la Polizia e chi più ne ha più ne metta.
            In una parola distruggere Persone in primis ed aziende in secundis.
            Non starò a piagnucolare sulla situazione della mia famiglia, perché credo che ci sia una marea di Persone che stanno peggio di me e della mia famiglia. Comunque è da un po’ che sono veramente arrabbiato.
            Più mi interesso di economia e più non vedo miglioramenti all’orizzonte. Questa crisi sta uccidendo la speranza, che pure c’era in anni bui come gli anni 70 ed il 1992.
            Non vedo come si possa chiedere ai tedeschi di venirci incontro. Razzi direbbe che fanno bene a vedersi i ca… loro.
            Mi fanno ridere quelli che chiedono gli Eurobond. No taxation without representation dicevano i coloni britannici in America nel 1750. E ancora fra noi c’è gente che non ha capito o che non sa.
            Credo la seconda che hai detto.
            Standard retributivo europeo, moneta comune e non unica, con circolazione per noi di Euro e Lira. Boh.
            Gia l’Euro è stato definito il più gigantesco esperimento di macroeconomia, il più gigantesco errore, ecc. ecc.
            L’Europa esiste come entità geografica, non è uno stato, la UE si basa su trattati multilaterali, non ha una Costituzione, in una parola non esiste se non come entità geografica. Se usciamo dall’Euro passeremo un sacco di guai, ma riavremo la speranza.
            La UE se accettata potrà rimanere. Se non si trova un accordo possiamo anche uscirne. Non credo che l’Italia sarà cancellata dalla carta geografica.
            E poi vogliamo parlare dell’unione bancaria. Ma che pagliacciata è mai quella. È da molto che hanno scoperto che per evitare le corse agli sportelli, c’è bisogno di una garanzia sui depositi. E invece hanno preso a modello Cipro. Fra 10 anni ci sarà un fondo di garanzia di 50 miliardi. La stima è che gli stati per salvare le banche hanno impegnato 4 trilioni.
            Secondo me non è serio quello che si sta facendo.
            I soldi sono talmente finiti che per irrobustire le nostre principali banche, si sono inventata quell’altra porcata della rivalutazione delle quote della Banca d’Italia.
            Sarei stufo. E lei?
            Purtroppo le dicevo, non vedo via d’uscita.
            Gli unici nettamente contro l’Euro sono i Leghisti. Non posso: sono un terrone. Noi terroni il nostro Euro lo abbiamo avuto 150 anni fa e si chiamava Lira. Quindi Lega no.
            Grillo? Vuole fare un referendum. Se bisogna uscire, bisogna approfittare di un weekend lungo e magari tenere le banche chiuse anche per alcuni giorni dopo il weekend. Che facciamo: un referendum online a sorpresa convocato il venerdì sera dopo la chiusura dei mercati? Vedremo corsa agli sportelli che rimarrà nella storia dell’imbecillità umana. A parte che credo non si possa fare un referendum su trattati internazionali.
            Berlusconi? Quello farà la prossima campagna elettorale promettendo di togliere qualche altra tassucola mentre il cetriolo gigante di Tremonti-Guzzanti prenderà la via delle nostre terga. Vedi IMU.
            PD? Ma loro sono gli Euroti per eccellenza.
            Ha capito perché non ho speranza?
            PS 1978=1978

          • Antonello S.

            09/02/2014 @ 16:30

            Si, era il 1978, e con ciò?
            Se lei intende che i tempi sono cambiati, forse potrebbe anche riferirsi a quello che hanno scritto Giorgio Ruffolo e Paolo Sylos Labini nel loro ultimo libro, precisando che la mutazione del capitalismo è quella occorsa, tra gli anni ’70 e gli anni ’80 del secolo scorso, quando secondo gli autori si ruppe l’intesa tra capitalismo e democrazia. Quell’intesa, che aveva garantito la ricostruzione postbellica e il più sostenuto ciclo di sviluppo economico della storia, si fondava su due compromessi. Il primo era che alla libera circolazione delle merci non corrispondeva la libera circolazione dei capitali, permettendo così allo Stato e al Lavoro di trattare alla pari col Capitale. Il secondo si sostanziava nell’interpretazione dell’impresa come ente socialmente responsabile. Qundi, forzando la mano alla Politica e stimolando un mutamento culturale profondo nella società, il Capitale è riuscito a ottenere la libera circolazione dei capitali e la deresponsabilizzazione delle imprese votate solo alla massimizzazione del valore per gli azionisti (e non più alla produzione di ricchezza reale).
            Non percepisce forse che l’eccessiva libertà di circolazione dei capitali e la completa privatizzazione del tessuto industriale, perseguite dalle politiche comunitarie, siano state la causa del nostro declino, unitamente alla perdita della possibilità di utilizzare le leve monetarie?

          • Grazie Antonello. La forma che ha assunto il progresso tecnologico, abbattendo le frontiere della comunicazione e della mobilità, rende i singoli Stati impotenti di fronte al Capitale. Bisogna prendere atto, credo, di questo. Una possibilità, una condizione diciamo necessaria è forse quella della crescita dimensionale degli Stati, di qui l’idea di Europa mi pare naturalmente consona. Purtroppo non è condizione sufficiente: lo dimostrano gli Stati Uniti, lo dimostra questa Europa. Lavorerei dunque sul secondo punto. Non credo nell’impresa socialmente responsabile come il mio amico Becchetti, forse alla fine avrà ragione lui, per arrestare lo sfibrarsi del contratto sociale di cui parla: c’è bisogno indubbiamente (e piuttosto) di più Stato, ma anche di un migliore Stato. Qui sono più ottimista: ma è politica e va attivata.

          • ma perchè roosevelt non è piu’ attuale perchè erano gli anni ’30?

          • Come lei sa è attualissimo, perché parliamo di democrazie occidentali a sistema capitalistico con crisi da domanda aggregata. Quindi le lezioni economiche e politiche degli anni trenta, come ho sempre detto in questo blog, tengono eccome, sono un faro.
            Dire che la politica dell’Europa di oggi, senza Unione Sovietica e Cina chiusa, possa apprendere qualcosa dall’Europa politica del 1978, ecco, a questo credo molto meno.

          • over-the-counter

            10/02/2014 @ 15:54

            Non sono affatto due soluzioni comparabili. Dall’euro non si esce (se non è saltato nel 2011-2012 figurarsi se salta adesso che i nostri rendimenti sono rientrati e la recessione è finita anche in Italia: in eurozona dal 2Q) perchè sarebbe un disastro per tutti i partecipanti.
            Mentre dall’austerity si può uscire eccome, e farebbe solo bene. E se ne stanno rendendo conto tutti.

          • attenzione che napolitano e spaventa parlavano dello e sullo sme …non vedo come la presenza del blocco sovietico e della cina pre rivoluzione capitalista sia in qualche modo attinente…in sostanza dicivano che per l’italia sarebbe stato difficile agganciare il cambio del marco tenendo come riferimento i paramentri della politica economica della germania (federale) [l’ho detto male qui lo dicono meglio
            http://gondrano.blogspot.it/search/label/Luigi%20Spaventa%20%281978%29%20Intervento%20alla%20Camera%20dei%20Deputati%20del%2012%20dicembre

          • L’euro è stato ed è ottima cosa. Ma, passata la festa dei primi giorni, occorre prendere atto che esso assegna responsabilità più pesanti alla politica economica nazionale.
            Diceva il Luigi Spaventa che ho conosciuto bene, pochi (molti) anni dopo. http://www.italianieuropei.it/it/video/item/953-l-euro-lo-shock-asimmetrico-e-la-clemenza-dei-mercati.html
            E’ interessante chiedersi perché abbia cambiato idea. Tante ipotesi. Una che le butto lì: che abbia nel suo scrivere tenuto conto che sono passanti 25 anni e che il suo partito comunista era divenuto il partito democratico.

          • premesso che ho apprezzato molto la discussione :

            quanto all’ argomentazione di spaventa (grazie per il link)
            mi sembra veramente molto debole…non serve alberto bagnai per accorgersi delle incongruenze…quanto al fatto che il partito democratico non sia che l’incarnazione della dc di ‘sinistra’ di andreatta a cui si sono associati per convenienza gli ex membri del pci
            (e pomicino e altri ex prima repubblica hanno spiegato perchè l’hanno fatto…) abbiamo qui un altra palese conferma
            Quanto al fatto che spaventa e napolitano nel ’78 fossere contro lo sme lo farei discendere piu’ dal fatto che avevano dei validi motivi politici (e strategici) per esserlo che dall’essere comunisti..
            Quanto al fatto che gli antieuro siano comunisti o ex comunisti non mi sembra sia cosi’ : non vedo alcuna correlazione
            Ascolti qui Thatcher :
            http://www.youtube.com/watch?v=U2f8nYMCO2I
            (questo è da un po’ che volevo postaglierlo , ne trova anche altre versioni facilmente)
            L’euro è stato voluto per un preciso motivo , descritto alla perfezione da alesina nel ’98 …chi ci ha guadagnato è chiaro ed evidente…poi che nell’area euro si trovino dei paesi con caratteristiche cosi’ diverse con strutture economiche e sociali cosi’ diverse
            se pensiamo a germania e spagna a francia e portogallo
            all’italia che è un caso particolare fra i casi particolari..
            Bene era evidente che questo comportasse degli squilibri
            In germania abbiamo banche pubbliche in italia non si vuole nazionalizzare neppure quelle fallite e ricapitalizzate dallo stato..

          • Non credo di aver detto che anti euro sono comunisti.
            Grazie del video Thatcher, bello. Mi pare evidente che la Thatcher si oppone all’euro perché si oppone ad un progetto politico federale. E mi pare proprio la giusta posizione (nel senso di coerente, non che l’approvo), ben più giustificabile di quella degli anti euro attuali, che invece argomentano che “lasciare l’euro” non cambierebbe nulla nella costruzione dell’Europa politica.
            Frase che avrebbe fatto rabbrividire la Thatcher che capiva bene la posta in gioco.
            Essere “solo” un economista, in questo dibattito, serve a poco anzi a nulla.

          • rileggendo spaventa c’è davvero da rimanere sconcertati da un persona cosi’ competente ,

            comunque per quanto all’epoca forse spaventa non lo volesse riconoscere l’euro (a parte l’aspetto spiegato da alesina) funzionava per l’italia esattamente per costringerla alla politica fiscale tedesca (cosa espressa esplicitamente da andreatta
            http://www.youtube.com/watch?v=JL_HTATY8o4&list=PLAwN9-IICWO8i4ezR5dGbT9d44hj2v68D
            qui parla della politica monetaria
            ma è evidente che il loro desiderio (di essere vincolati ‘esternamente’) era che la germania indirettamente dettasse la politica fiscale italiana
            (e gli italiani traessero il maggior giovamento da questo!)
            Ora i desideri di andretta si sono realizzati : la germania detta la politica fiscale a tutti (e le banche private tedesche ‘propongono’ le riforme struttuali piu’ appropiate) Quindi divertitevi è successo proprio quello
            che volevano accadesse

            ps:non è la germania ad essere cattiva sono stati questi politici italiani ad esserlo…ed ora i loro desideri segreti si sono realizzati…

  4. Alle elezioni europee vi conviene votare Grillo.
    Vorreste votare Tsipras? Siete di quelli che vorrebbero solo riformare l’Europa senza distruggerla?
    Avrete una reale forza contrattuale solo se per i tecnocrati europei si profilerà un “male maggiore” che li potrebbe spingere ad accettare voi come “male minore”.

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    • over-the-counter

      10/02/2014 @ 15:46

      Già qualcosa che si ammetta che Grillo l’Europa vuole distruggerla. Poi a noi basterà traslocare metaforicamente in Argentina.

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      • Non solo Grillo. Anche io, come milioni di altri italiani, vogliono non solo uscire dall’Euro ma anche distruggere dalle fondamenta un’Unione Europea governata da schizzati psicopatici cocainomani che godono come ricci nel vedere soffrire le persone, perchè (Padoa Schioppa dixit) il welfare state ha fatto perdere la capacità di resistere alle difficoltà

        Reply
  5. Stefano Caiazza

    09/02/2014 @ 08:08

    Questa volta non condivido alcuni aspetti del tuo ragionamento.

    La struttura di Governance della BCE è costruita in modo tale che il Governatore non sia il mero esecutore della volontà politica di un Paese, anche se forte. Certamente vi sono state e vi saranno pressioni. Certamente i banchieri centrali nazionali esercitano una pressione nel Consiglio. Ma non vedo Mario Draghi seduto su una sedia in attesa della telefonata della Merkel, dalla cui volontà certamente oggi, a tutti i livelli ed in tutte le sedi, è difficile non tenerne conto.

    Il secondo elemento di perplessità è legato al risultato della Corte Costituzionale tedesca. Certo, la pronuncia poteva essere più critica. Ma poteva anche essere molto più morbida (il fatto non sussiste). In realtà ha interessato l’unico organo che, a norma dei Trattati Europei, può violare dall’esterno il santuario monetario. La Corte di Giustizia Europea. E forse sappiamo poco di quest’organo per dire che sia una vittoria piena e non una “vittoria di Pirro”.

    Reply
  6. Rolando Bagnoli

    09/02/2014 @ 10:38

    Votare Tsipras è una scelta chiara contro l’austerità ma per l’unità europea. Votare per disfare l’Europa solo per mettere paura a chi comanda ora non è buona cosa, perché può darsi che si torni indietro perdendo qualsiasi possibilità di costruire un’Europa dei popoli

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  7. Per segnalare che il link di sopra “Napolitano, Viaggiatore in Movimento onorario“ pare non funzionare

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  8. Scusi prof Piga eh ma stavolta è riuscito a farmi vacillare…
    la merkel ordina ai giudici …la merkel ordina draghi…e chi è hitler? un poco di rispetto…diciamo che il sistema politico economico tedesco tenta di mantenere la strategica scelta fino dall’inizio per evitare pagare per i propri errori e per mantenere e aumentare la posizione di vantaggio strategico…

    e poi…se anche la germania facesse la famosa politica espansiva
    forse la spagna ne trarrebbe la sufficiente forza per riequilibrarsi…oppure sarebbe comunque destinata ad un disastroso fallimento…
    la spagna viaggia a defict di oltre il 7% + mes + superausterita’ interna…la descrivono come la dimostrazione che l’austerita’ funziona…la politica tedesca decidesse di rilanciare un po’ la domanda interna e l’inflazione…non vedo come potrebbe giovarne alla spagna —a cui verrebbe di nuovo ordinato di fare pareggio di bilancio e continuare nell’austerita’…
    la spagna è destinata al fallimento è ormai uno stato privato totalamente di qualunque sovranita’ , succube dei suoi creditori europei

    prodi :facciamo l’euro del sud non germanico…un interessante evoluzione..
    http://www.youtube.com/watch?v=QK0V8j6XWc4

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    • Perché Hitler? Mi pare sana politica, prendendo atto che l’indipendenza è una panzana, fumo negli occhi. Che poi la Merkel risponda al sistema tedesco, beh, ne sono felice. Il mio punto è un altro: tutto questo è assolutamente insufficiente, c’è poco da festeggiare. Sul resto, continuiamo a vederla diversa, lo sa.

      Reply
      • ma invece secondo me è importante la merkel non decide è vettore è ambasciatore e mediatore fra le istanze dell’elettorato
        quelle della finanza e quelle produttive imprenditoriali…
        Guardi a me dispiace che voi sinceri ferventi ‘credenti’ degli stati uniti d’europa possiate credete che la germania possa fare una salto in avanti verso gli use…perchè merkel NON decide
        merkel rappresenta la strateficazione degli interessi dei tedeschi …secondo lei i sindacati tedeschi vogliono gli use?
        secondo me no! brancaccio che lei conosce ha discusso
        in francia con rapprasentanti sindacali di tutta europa
        e i rappresentati tedeschi alla proposta di una piattaforma
        per armanizzare contratti e costi del lavoro reali in europa
        gli hanno risposto NO non se parla (verifichi ma non ho motivo di raccontare menzogne)
        La merkel non decide non è hitler …non guida è la dura ambasciatrice di strategie e tattiche e decisioni prese a monte
        in un modo molto piu’ democratico e maturo di come si potrebbe in italia ora …Quindi certo magari merkel e molti altri vedeno la convenienza per la germania degli use …
        ma in un certo senso non possono spingersi troppo oltre il sogno…ho sentito prodi recetemente affermare che la ‘business community’ tedesca sarebbe a favore delle politiche che le piacerebbero (reflazione aumento domanda interna etc…) ma altri non vogliono perchè NON ci sarebbe consenso
        per questo tipo di politiche…
        Vedete Claudio Borghi ha tirato fuori il famoso manifesto di ventotene…profondamente antidemocratico anzi grondante disprezzo per la democrazia …un elitismo che neanche la loggia piu’ retrogada… non è detto la democrazia sia il sistema migliore ma la ue è forse migliore? risponda a questa domanda dopo uno sguardo al documentario terrorizzante contro l’inflation monster che trova sul sito bce/ue (è disponibile anche il dvd per uso scolastico…) una cosa disgustosa degna del peggior regime autoritario , veramente inquietante lo dico senza ironia
        Davvero non capisco come un liberale come lei possa credere cosi’ fermamente in questo sistema (e poi rispondo sulla thatcher ) che questo sistema che si è strutturato su questi assiomi economici non certo per caso possa diventare qualcosa di diverso …e se anche avesse la flessibilita’ di una
        nuova palingenesi non vedo come in germania possa crearsi una maggioranza a favore degle use (che significa accollarsi i debiti degli altri per SEMPRE e crescere da PARI insieme)
        Prodi ha detto anche ‘speravo che l’europa fosse gestita in modo piu’ cooperativo’…no non è cosi’ l’europa è stata gestita esattamente come voluto e teorizzato da andreatta e dai padri dei trattati…quindi non incolpiamo i tedeschi se hanno fatto le riforme e moderazione salariale per primi e se ora sono ipercompetitivi e hanno un tasso di cambio ultrasottovalutato per favore…dovrebbero aumentare l’inflazione dovrebbero aumentare i salari godersela un poco
        dovrebbero redistribuire NON è cultura tedesca mi spiace
        non è che non siamo condividiamo il sogno è che voi tendete a negare troppi dati di realta’ …Non sono possibili guerre di secessione in europa e non c’è un vero interesse comune dato che alcuni stati dovrebbero andare avanti per sempre solo a debito (credito tedesco ) diventato delle vere colonie germaniche (a mio avviso la spagna lo è gia’ diventata!)
        non a caso sostanzialmente mi sembra che nel medio termine la dirigenza tedesca è consapevole che dovra’ liberarsi degli stati ‘debitori’ progressiavamente (ma non l’italia ovviamente) perchè la loro appartenenza sia all’euro e che all’ue sara’ ingestibile politicamente (per i germanici intendo)

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    • Grazie. Ribadisco: la politica monetaria conta poco, per far ripartire l’economia, siamo in trappola di liquidità. Corte o non Corte c’è bisogno di molto di più.

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