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Le Fond Monetaire International

A questo punto non si può più negare che il Fondo Monetario Internazionale (FMI) stia ingaggiando tutte le sue forze a disposizione per svegliare l’Europa dal suo austero sonno. Immagino che sia il modo per la Francia, che ha nella Lagarde un rappresentante al vertice dell’istituzione di Washington, per stuzzicare i tedeschi. Se così fosse, sarebbe certamente troppo poco. Forse M. Hollande dovrebbe darsi una mossa e puntare direttamente alla giugulare della coalizione dell’euro Nord. Ma tant’è accontentiamoci.

Di cosa?

Dell’ultimo studio FMI (firmato anche da … un francese) sui danni che l’austerità causa. A … PIL e occupazione? No, ormai quelli sono così ovvii che non vale la pena occuparsene (i moltiplicatori della spesa sul PIL esistono eccome: meno spesa pubblica, meno PIL!). No, all’indicatore principe della stabilità dei conti pubblici, il rapporto debito-PIL. Che, afferma il FMI, specie nei paesi ad alto debito di partenza e in situazioni di crisi economica condita da manovre finanziarie recessive protratte nel tempo, può … aumentare ulteriormente.

Già, aumentare. Lo sapevamo, lo diciamo da più di un anno, ma meglio se lo dice il Fondo, no? Eccolo il grafico.

La riga blu è quella che forse ci riguarda da vicino: ci mostra cosa avverebbe al debito pubblico sul PIL per 5 anni (fino al tempo t+5) se effettuassimo dal tempo “t” in poi manovre di austerità con impatti permanenti su di un’economia già in difficoltà. Insomma, Monti per voi.

E, sorpresa sorpresa, il debito su PIL sale.

L’austerità non solo uccide l’economia, uccide anche la stabilità dei conti pubblici.

Lascio chiudere ai due economisti del Fondo:

La nostra analisi suggerisce 3 principali conclusioni operative, che risultano essere particolarmente rilevanti per l’Europa oggi:

Primo, … non tenere esplicitamente da conto i moltiplicatori o sottostimare i loro valori potrebbe portare le autorità a fissare obiettivi di debito (e di deficit) irraggiungibili e di calcolare male l’ammontare di aggiustamento necessario per ridurre il debito. A sua volta, non raggiungere gli obiettivi stabiliti potrebbe minare la credibilità dei programmi di aggiustamento fiscale dei governi.

Secondo, … utilizzare il rapporto debito-PIL come target operativo presenta dei rischi. Se le autorità si fissano di raggiungere certi livelli debito su PIL di breve periodo (come col Fiscal Compact, NdR), potrebbero effettuare svariate serie di manovre austere per ridurre il debito su PIL verso il valore obiettivo, minando la fiducia e avviando una spirale viziosa di bassa crescita, deflazione e ancora austerità.

Terzo, … i risultati indicano come il ritardare l’austerità fino a quando tornino a prevalere condizioni economiche più normali ridurrebbe sostanzialmente la dimensione e la durata dell’impatto negativo dell’austerità sulla crescita.”

Insomma, tutto quello che l’Europa sta facendo attualmente è sbagliato. E, aggiungono, si sa cosa si deve fare. Svegliati Europa.

4 comments

  1. Salve Professore,

    è qualche giorno che leggo il report dell’IMF in questione.

    Il grafico che ha riportato, tra i tanti casi presi in esame dal Fondo,
    assume che i moltiplicatori in questione al t0 (Blu: 1,3 – Rosso 1 – Verde 0,1)
    restino costanti invece di diminuire dal secondo anno in poi.

    Altri grafici, invece, assumendo moltiplicatori in declino dal secondo anno in poi
    (tendenti a zero avvicinandosi al quinto anno preso in esame)
    mostrano un sentiero leggermente differente (pur restando ‘critico’).

    Nel ‘nostro’ caso un pacchetto di misure dell’1% del GDP (per cinque anni)
    porterebbe quel debt ratio ad un +2% ca (tra il secondo ed il terzo anno) per poi
    scendere, tra t+4 e t+5, fino al -2% ca (rispetto a t0).

    Quello che volevo chiederle è quanto sia “realistica” l’ipotesi di moltiplicatori ‘fissi’, costanti nel tempo. E’ una semplificazione eccessiva o è ben ancorata alla realtà?
    (Spero di non aver frainteso il contenuto del paper in questione, ovviamente).

    Cordialmente,

    Alessandro

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    • Grazie Alessandro. Immagini quel grafico che io ho preso tra i tanti come il “worse-case scenario”, la cosa peggiore che potrebbe accaderci, io credo, con buona probabilità data l’attuale, irresponsabile, filosofia europea.

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      • Molto interessante perché pur criticando l’austerità, (più che mai in questo nostro quadro economico attuale), credevo che il rischio più “concreto” fosse quella fretta del Governo del voler ottenere risultati fraintendendo il momentaneo aumento della percentuale nello short-term e incappando in quel ‘loop’ che presentava il paper del Fondo.

        Se invece, come mi diceva, le condizioni attuali potrebbero (con buona approssimazione) implicare moltiplicatori ‘stabili’ allora, comunque vada, si andrà sempre e solo a perdere.

        Probabilmente il mio incauto ‘ottimismo’ (per usare un eufemismo) mi aveva portato a pensare che questi inopportuni tagli ci potessero ‘ferire gravemente’, non ‘mortalmente’.

        Alessandro

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  2. Se a scriverlo è l’FMI – maestro di riduzione delle spese, deflazione e apertura agli investimenti esteri – quello che “chiede l’Europa” non è solo ottuso e sbagliato: è CRIMINALE.
    Sappiamo che Monti era solo un esattore impostoci per fare gli interessi della finanza globale e del nord Europa, ma anche la speranza nella Francia è mal riposta:
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-16/meno-rigore-meno-crescita-094014.shtml?uuid=AbprizUH
    Ogni speranza di ravvedimento dell’EU è mal riposta.

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