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Il battito d’ali delle farfalle e il tornado MPS

Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?

Edward Lorenz.

Sì.

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Nella sua lunga lista di responsabili del  tornado Monte dei Paschi (MPS), Sergio Rizzo dimentica i veri responsabili, la farfalla iniziale che ha scatenato il tutto.

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Per quel poco che son riuscito a capire (ogni volta che sento la parola derivati e governi provo una istintiva repulsione  a leggere oltre) mi pare che una delle transazioni chiave tra mercati ed MPS sia esattamente identica nella sua struttura a quella che analizzai nel mio libro del 2001 tra un governo europeo e una banca d’affari e che così tanto scandalo, per 1 giorno, causò.

Il governo in questione aveva bisogno di drogare il suo “profitti e perdite” con un entrata “fittizia” per mascherare una perdita (un deficit di bilancio). Ci riuscì grazie alla contabilizzazione di una entrata di cassa ricevuta dalla banca d’affari, legata ad un derivato strutturato ad arte, che prevedeva tuttavia nel tempo un costoso ripagamento alla controparte privata estera, a danno del contribuente. Come capite bene, in realtà questo incasso non era altro che un debito, non un ricavo: e come tale andava contabilizzato. Non lo fu. Il Governo in questione ne beneficiò. Non necessariamente i suoi azionisti, i cittadini e contribuenti.

Così, analogamente, MPS ha coperto una perdita che voleva mascherare con un prestito via derivati, che ora si trova a ripagare caro, non avendo contabilizzato il prestito nello stato patrimoniale come passività, ma nel suo profitti e perdite come un ricavo.

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Quella transazione di quel Governo europeo è stato il battito di farfalla che, 12 anni dopo la mia denuncia, sta causando  il tornado MPS di cui leggete oggi sui giornali.

Non necessariamente avrebbe dovuto essere un battito tale da causare il tornado. Ma lo fu, a causa di 2 complici che vennero meno al loro dovere e potere di prevenirlo.

Perché, mi direte? E chi?

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Perché dopo quella transazione che denunciai non avvenne nulla. Nulla.

Né la Commissione europea, né la BCE, né Eurostat, che erano ben al corrente di tali pratiche fecero nulla per indagare e denunciare il caso pubblicamente. Peggio ancora, aspettarono il 2008 per muoversi pigramente e ammettere che forse transazioni di quel tipo che truccavano i bilanci dei Governi non andavano autorizzate. Ancora oggi, la BCE non rivela la natura di un altro derivato, ben più drammatico di quello che analizzai io, tra Grecia e Goldman Sachs.

Nessuno, dico nessuno, nella stampa si è sognato di indagare sulla transazione in derivati che denunciai nel 2001. Nessuno, a parte Bloomberg, si è azzardato a denunciare l’immorale scelta della BCE di non rivelare nulla sulla transazione greca.

OK, mi direte, ma cosa c’entra con il Monte dei Paschi tutto ciò?

C’entra eccome. C’entra.

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La stampa omertosa è stato  il battito d’ali numero 1 della tempesta MPS. I suoi silenzi complici col potere, caro Rizzo che credo difende inutilmente la sua categoria, hanno reso questi Governi arroganti e capaci di attuare tutti i trucchi del mondo senza essere nemmeno questionati.

E se i Governi fanno trucchi contabili con i derivati e nascondono l’informazione rilevante, come non pensare, come dubitare che qualsiasi operatore privato, magari a conoscenza di quegli stessi trucchi, non si sia sentito nella condizione di fare “legittimamente” altrettanto?

I governi europei e le loro istituzioni, specie la BCE, hanno creato il clima affinché queste scandalose operazioni potessero avvenire. Sono stati il secondo batter d’ali, quello più devastante.

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A me vien da sorridere quando sento Zingales proporre come soluzioni:

a)  ”introdurre quel premio per i denunzianti civici che da anni vado proponendo. Se ci fosse stato un premio di svariati milioni a chi denunciava grosse irregolarità nel bilancio, pensate forse che nessun dipendente di Montepaschi si sarebbe fatto avanti per rivelare il contratto segreto?”

Ma lo sa Zingales qual è il rischio che in Italia avrebbe corso un dipendente MPS da solo a rivelare tutto ciò in tempo? Nemmeno i 220 milioni di euro sarebbero bastati come premio per  compensarlo della perdita della vita che andava a rischiare.

b) “Per evitare che questo succeda è necessaria la massima trasparenza. Per questo io assoggetterei la validità di un derivato alla controfirma della società di revisione, che così si assume la responsabilità che questi contratti siano riportati correttamente in bilancio.”

Ma lo sa Zingales, senza ricordargli di Enron, di quanto sia facile in questi ambienti catturare una società di revisione? Lo sa?

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Come risolvere dunque per sempre questa piaga dei derivati e dei trucchi di bilancio che sconvolgono le società moderne con crescente frequenza? Solo con un’azione credibile e vincolante dei Governi. Ma cosa chiedere ai governanti? Tre cose veramente difficili da digerire per la classe dirigente europea dominante. Ma proviamo a dirle.

1) Chiedere al prossimo Governo italiano di fare, appena insediato, quello che non ha fatto nessun Governo sinora: rendere pubbliche tutte le transazioni di derivati ancora esistenti nel libro derivati del Governo italiano;

2) Chiedere alla BCE di rivelare una volta per tutte le transazioni tra Grecia e Goldman Sachs;

3) Impedire che l’Agenzia di Vigilanza Bancaria Europea sia concentrata presso la BCE ma sia piuttosto affidata ad un ente europeo autonomo senza la presenza delle banche centrali all’interno della sua governance. Perché se c’è qualcosa che dobbiamo imparare dal fallimento della vigilanza bancaria italiana in questo caso MPS è che le banche centrali (come diciamo in questo blog da tempo) saranno sempre troppo vicine ai soggetti da regolare. Così è stato a Via Nazionale, così sarà a Francoforte. Per evitare di dire tra 3 o 4 anni, “che scandalo, la vigilanza europea in mano alla BCE non funziona!”.

7 comments

  1. Bellissimo articolo, complimenti.

    Purtroppo però lei e gli altri Viaggiatori sapete perfettamente che potrete fare i migliori progetti e presentare le migliori proposte possibili ma ci saranno sempre “la stampa omertosa” (e quindi quelli ancora più in alto che hanno interesse in una stampa omertosa), ci saranno sempre quelli che ammazzano chi parla come dice lei a proposito delle proposte del sempre “brillantissimo” Zingales, ci saranno sempre i “governi europei e le loro istituzioni, specie la BCE” che copriranno i misfatti e manterranno le condizioni perché certe cose continuino ad accadere a tutti i livelli, pubblico e privato.
    E i Viaggiatori non potranno mettere in atto nemmeno un unghia dei loro progetti.
    L’unica condizione è che il popolo si svegli dall’attuale condizione di torpore civile e partecipi attivamente alla vita pubblica, perché la pressione dei cittadini uniti e consapevoli è l’unica vera arma di un’autentica democrazia fondata sull’uguaglianza e la solidarietà;. E questo risveglio lo può realizzare solo un gruppo di persone con grandissima competenza e/o voglia di impegnarsi e contribuire in prima persona che sentano questa necessità come un imperativo etico.
    Bisogna considerare che oltre all’opzione di parlare ai leader o alle istituzioni (non funzionerà mai) esiste quella di parlare al popolo.
    Bisognerebbe scegliere.

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  2. Matteo Gatti

    26/01/2013 @ 13:28

    Oltre alle 3 proposte citate, ne aggiungerei una che a mio avviso risolverebbe il problema alla radice.
    Andrebbe istituito un Registro Pubblico dei Derivati e Operazioni Sintetiche.
    Ogni persona fisica o giuridica che nel territorio italiano stipula un derivato avrebbe l’obbligo di registrare il contratto in questo Registro. D’altra parte, non si capisce per quale ragione se compro un auto o una casa, sono tenuto alla registrazione. Se invece la mia banca, o l’amministratore dell’azienda di cui sono socio ovvero il governo di un Paese stipula un derivato che vale qualche miliardo, di questo contratto nessuno sa nulla. Se va bene, un revisore annota qualcosa nei bilanci, ma il piu delle volte questi rischi sono ignoti.
    Inoltre, tutti questi contratti non fanno altro che ingrassare i profitti delle banche d’affari, che hanno superato di nuovo tutti i vecchi record ma nessuno conosce l’entita’ dei rischi incorporati nei loro bilanci.
    Un registro dei derivati. Ecco cio’ che bisogna proporre con urgenza alle autorita’. Non so se qualcuno l’ha gia’ proposto ma ritengo che sia fattibile e porti notevoli vantaggi in termini di trasparenza. Non mi sembra di vedere effetti controproducenti, in quanto chi fa derivati per copertura continuera’ senza problemi. Aiuterebbe invece a colpire i derivati speculativi.
    Come enforcing principle, imporrei ovviamente che se un derivato non e’ registrato, esso e’ nullo dal punto di vista giuridico.
    Che ne pensate?

    Grazie

    mg

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  3. Non sono d’accordo quando scrive che bisogna “impedire che l’Agenzia di Vigilanza Bancaria Europea sia concentrata presso la BCE ma sia piuttosto affidata ad un ente europeo autonomo senza la presenza delle banche centrali all’interno della sua governance. Perché se c’è qualcosa che dobbiamo imparare dal fallimento della vigilanza bancaria italiana in questo caso MPS è che le banche centrali (come diciamo in questo blog da tempo) saranno sempre troppo vicine ai soggetti da regolare. Così è stato a Via Nazionale, così sarà a Francoforte. Per evitare di dire tra 3 o 4 anni, “che scandalo, la vigilanza europea in mano alla BCE non funziona!”.

    La Banca d’Italia, nella storia del MPS, ha delle colpe, è indubbio. Se c’è stata un’omissione in vigilando, è successo, a mio avviso, perché gli ispettori possono sbagliare, sono esseri umani. D’altronde se l’omissione fosse stata volontaria, ci sarebbero, anche in capo agli ispettori, delle conseguenze anche di natura penale; così non è. Si può dire tranquillamente che la svista è un caso isolato, e che la Vigilanza in Italia fino ad ora ha funzionato bene. Non è possibile un mondo perfetto: anche con il miglior codice penale del mondo, e con la polizia più efficiente ed irreprensibile qualche omicidio e qualche crimine avverrebbe comunque.

    Il sistema, ovviamente, è perfettibile, si sta cercando di accentrare la Vigilanza dei grossi gruppi bancari europei a Francoforte, e si stanno riscrivendo le regole per far funzionare al meglio il resto.

    Io ritengo, a differenza di quanto lei sostiene, che la Vigilanza debba confluire in tutte le banche centrali, di cui, eventualmente, bisognerebbe riconsiderare l’assetto proprietario. Solo in questo modo esse potrebbero meglio sottostare all’egida della BCE che potrebbe far agevolare il processo di omogeneizzazione della normativa primaria e secondaria.

    Reply
  4. Fabio Fraternali

    27/01/2013 @ 10:02

    Professore,

    vorrei ringraziarLa per il Suo blog.
    Il Suo lavoro fornisce un punto di vista critico-tecnico
    che troppo spesso manca sulla stampa
    e nella divulgazione a beneficio della pubblica opinione.

    Vorrei ringraziarLa per la Sua sincerità disinteressata.

    Vorrei ringraziarLa per la possibilità che mi dà,
    leggendo i Suoi articoli e pensieri,
    di diventare un migliore economista
    a sevizio del bene comune.

    Fabio Fraternali

    Reply

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