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Un appello per un nuovo Rinascimento guidato dai giovani.

In questi giorni ho ricevuto molti inviti a proseguire nel progetto di incentivo per un nuovo e quantitativamente rilevante servizio civile nella Pubblica Amministrazione per i giovani, specie quelli disoccupati, così che riacquistino  fiducia nel proprio potenziale e diano slancio al nostro Paese, con uno Stato più forte a supporto dell’economia. Vi prego dunque di leggere quanto segue.

*

Carissimi/e, vi chiedo di valutare la possibilità di apporre la vostra firma a questo appello al nostro Presidente del Consiglio. Se siete d’accordo inviatemi il vostro consenso con la vostra mail a: gustavo.piga@uniroma2.it. Soprattutto ai giovani studenti, vi prego di diffondere questo appello e di farmi avere liste di giovani (con rispettive e-mail) a gruppi di 25 o 50 nomi. L’appello sarà inviato al Presidente del Consiglio solo se raggiungerà almeno le 1000 firme.

Vostro

Gustavo Piga

*

Chiediamo al Governo che destini 1% del Prodotto Interno Lordo di ogni anno finanziario del prossimo triennio, 16 miliardi di euro, senza addizionali manovre fiscali – come permesso dal Patto fiscale di recente approvazione dato lo stato di recessione della nostra economia – ad un Piano per il Rinascimento delle Infrastrutture Italiane che veda occupati ogni anno 1.000.000 di giovani ad uno stipendio di 1000 euro mensili, con contratto non rinnovabile di 2 anni, al servizio del nostro Patrimonio artistico, ambientale, culturale e a  quelle iniziative della Pubblica Amministrazione che siano volte a rafforzare il nostro sistema produttivo nazionale riducendo barriere e ostacoli che si frappongono allo sviluppo di idee, progetti e, domani, di imprenditorialità.

Siamo giovani e meno giovani, italiani. Laureati e non laureati. Donne e uomini. Abbiamo voglia di contribuire al Rinascimento del nostro Paese. Crediamo che il lavoro sia una parte essenziale della dignità della persona e che esso contribuisca ad unire le persone attraverso la condivisione di conoscenze e la creazione di nuove idee e progetti.

Come ha detto alla Camera dei Deputati il Premio Nobel Edmund Phelps:

E’ questo un periodo di crisi economica per l’Italia e per molti altri paesi, in cui instaurare nuovamente uno spirito di impresa e di istituzioni economiche al loro servizio è la chiave per un ritorno della prosperità e dello sviluppo personale della persona. L’Italia è fortunata perché possiede quella cultura economica che è necessaria per un rinascimento della creatività e di spirito d’avventura nell’economia. Quello di cui adesso c’è bisogno è di istituzioni che permettano all’Italia di riguadagnare tutto il suo potenziale.

Il tasso di disoccupazione giovanile nazionale, con l’avanzare della recessione globale, è tornato ai livelli attorno al 30% dell’inizio del secolo.  Il rischio terribile che si annida nella mancanza di opportunità quando si è giovani è quello del cadere nella disperazione, nell’indifferenza e infine nell’abbandono di ogni nuova opportunità, facendo sfiorire il potenziale di rinascita italiana.

Al contempo, le infrastrutture sociali, fisiche e immateriali del nostro Paese languono in attesa di essere rivalorizzate, mantenute, riscoperte, protette. Altre ancora sono in attesa da troppo tempo di nascere per aiutare l’Italia nel far fronte alle opportunità ed alla sfida di un mondo più globalizzato, per supportare le imprese, specie le più piccole e le più dinamiche, nel loro percorso competitivo di investimenti, innovazione, invenzione.

Queste due malattie del nostro tempo di crisi possono trovare in Italia una soluzione che riconcili i nostri governanti e le nostre istituzioni con le risorse più giovani e volenterose del Paese, al contempo stimolando la crescita economica necessaria per contribuire ad uscire dalla crisi e preservando la forza delle nostre istituzioni europee.

Sostengo e appoggio con la mia firma il Piano per il Rinascimento delle Infrastrutture Italiane.

229 comments

  1. Sottoscrivo la proposta. Anche se mi auguro che i parlamenti nazionali non sottoscrivano il “Fiscal compact”, e si dia avvio a nuove negoziazioni europee basate su teorie economiche di diversa impostazione

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  2. fabrizio onida

    07/02/2012 @ 12:36

    condivido la proposta, anche se è discutibile la compatibilità finanziaria con le nuove regole ancora imprecise del nuovo PSC.

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  3. Caro Gustavo, bene l’incentrare l’appello sui giovani. Ma non limiterei l’assunzione ai “giovani”. Primo, perché la disoccupazione non bada alla carta d’identità (contrariamente ai datori di lavoro, per i quali a 36 anni sei “vecchio”!); secondo, perché una quota di lavoratori con esperienza non può che far bene all’iniziativa.
    Saluti

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  4. paolo scattone

    07/02/2012 @ 13:17

    Salve professor Piga mi chiamo Paolo Scattone e sono stato suo allievo fino a qualche anno fa.
    Scontato complimentarmi per i suoi lavori e pr i suoi studi, arrivo subito al dunque.
    Da circa un anno sto seguendo il giornalista Paolo Barnard autore ,tra gli altri, del saggio “Il più grande crimine”, opera che si ispira a numerosi economisti di stampo keynesiano. Il più grande crimine viene identificato con la perdita della sovranità monetaria degli Stati che hanno adottato l’euro. L’euro è,appunto, una moneta non sovrana: ora il debito pubblico è un debito reale,che va ripagato a coloro che ci prestano i soldi (il mercato dei capitali). Prima (con la lira sovrana) era poco più di un numero. L’Italia poteva stampare moneta, potendo costruire ospedali , scuole…etc.E l’inflazione è anch’essa un’invenzione dei neoliberisti: invenzionenelsenso che ci sono mille modi per controllarla: tasse, emissione dei titoli di Stato… (ma non sono certo io a doverle insegnare certe cose!).
    Ci hanno tolto la “gallina dalle uova d’oro”: la possibilità di stampare moneta e di attuare politiche di crescita sostenute da un intervento pubblico.. Ci hanno inculcato la teoria dello Stato-Azienda: ma la gente non capisce che se l’Italia deve raggiungere il pareggio di bilancio o addirittura un avanzo ( http://www.european-council.europa.eu/media/579087/treaty.pdf )leva i soldi ai cittadini. Ma è tanto semplice Santo Dio! Se noi abbiamo 100 e lo Stato prende 30 e dà 20 alla fine (a livello globale) saremo più poveri! E questo è quello che dovremo subire nei prossimi anni! Anche in virtù del documento (sopra linkato) che lo scorso 31 gennaio hanno firmato i capi di stato dei Paesi mebri dell’euro.
    Non mi dilungo…
    Ora le scrivo per dirle che queste tematiche affrontate da Paolo Barnard provengono da numerosi economisti di stampo keynesiano e fra i quali questi 5:
    William Black
    Michael Hudson
    Stephanie Kelton
    Marshall Auerback
    Alain Parguez
    presiederanno il summit sulla MMT (modern money theory) dal prossimo 24 febbraio fino al 26). Le linko il sito del summit:
    http://www.democraziammt.info
    Quello che questi economisti ci vogliono comunicare è l’ UNICO modo per uscire dall’attuale situazione. La MMT è con successo applicata in Argentina,Paese dove questi economisti stanno lavorando con ottimi risultati.

    Quello che le chiedo è :
    a)se è a conoscenza dell’opera di Paolo Barnard e se sì cosa ne pensa;
    b)se è interessato a partecipare a questo summit.

    Grazie e buona giornata.
    Paolo Scattone.

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    • scattone paolo

      08/02/2012 @ 01:23

      salve professore aspetto sempre un suo autorevole parere riguardo quello che Le ho scritto.
      Grazie.

      Reply
    • Magari avessimo trovato la soluzione per costruire i ponti stampando carta moneta. Non saremmo qui a questo punto. No, la moneta serve nei momenti come questi solo se diventa canale di finanziamento conveniente per le imprese. Potremmo usarla di più di quanto non stiamo facendo adesso e sarebbe utile. Ma poi arriva l’inflazione, benefica prima e poi una tassazione, spesso sui meno abbienti, dopo. Arriva, stia tranquillo. Quindi non può essere quella la scappatoia, al massimo uno strumento di breve termine. L’esempio argentino è questo, un uso di breve termine ma profondamente intelligente quanto disperato e vincente. Ma non lo confonda con la nostra situazione: il rapporto Argentina-Usa nulla ha a che vedere con la costruzione dell’Europa (quella giusta piena di valori e pace!). saluti e scusi il ritardo.

      Reply
  5. Sottoscrivo l’appello e lo estendo ai miei ex colleghi studenti della facoltà di Economia della Sapienza.

    Reply
  6. Lucio Laureti

    07/02/2012 @ 13:37

    sottoscrivo l’appello sopratutto per stimolare un nuovo senso di appartenenza dello stato e della patria

    Reply
  7. Maurizio Mistri

    07/02/2012 @ 16:37

    concordo che si debbano trovare idee e strumenti per rilanciare l’occupazione. Penso che correlativamente si debba trovare un sistema per ridurre gli sprechi nella P.A. Nella P.A. si dovrebbe utilizzare il principio contabile dei costi-standard. Comunque, oggi il vero problema è l’Euro che è stato creato sovvertendo la logica. Prima si sarebbe dovuto raggiungere una forte convergenza fra le economie dei paesi partners e poi si sarebbe potuti passare alla moneta unica. Paesi dalle strutture economiche diverse non possono avere le stesse politiche di bilancio. Cordiali saluti,
    Maurizio Mistri

    Reply
  8. Pietro Alessandrini

    07/02/2012 @ 17:19

    Caro Gustavo,
    mi complimento per l’iniziativa, perché almeno serve a scuotere da questo torpore recessivo. Debbo però ammettere che ho diverse perplessità, che credo sia onesto sollevare:
    1. giovani, sì ma non solo giovani, d’accordo con Debora B.
    2. chi e come li seleziona?
    3. cosa succede alla fine dei due anni: un ennesimo contratto a termine?
    4. il contratto è vincolante? possono continuare a cercare lavoro e nel caso abbandonarlo?
    Insomma, è facile sollevare interrogativi lo ammetto. Ma è anche necessario valutare bene questa proposta, che francamente mi sembra eccessivo chiamare “nuovo rinascimento”.
    Con molta stima
    Piero

    Reply
    • Senza dubbio ci sono tantissime domande e quesiti che l’appello richiama e a cui non risponde, ma credo anche che scrivere una proposta esaustiva avrebbe reso troppo pesante il testo. Quindi proviamo a fare andare avanti il progetto, poi discutiamo (spero democraticamente) di come andrebbe fatto e in che modo rispondere al meglio e nel modo socialmente più efficiente alle innumerevoli questioni aperte.

      Reply
    • Caro Pietro,
      grazie! Fammi sapere se poi firmi.
      Allora, sui tuoi importanti punti:
      1. vedrei per i meno giovani il ruolo di coordinatori di team di giovani
      2. da stabilire, ma direi secondo le esigenze, penso sarebbe opportuno allontanare dal territorio di residenza
      3. a casa
      4. direi di si

      Un abbraccio

      g

      Reply
    • Maria Romana Mongiello

      08/02/2012 @ 21:58

      E’ bastato un click su qualche social network che tutta la Sua Università le viene in contro, la maggior parte di noi ha avuto l ‘onore di averla come docente…io non potrò mai scordarmi la spiegazione del “surplus dell’ acqua in mezzo al Sahara e del diamante” . Professore le dobbiamo forse tutti i nostri successi nelle scienze economiche e molto probabilmente le dovremmo anche il nostro futuro!

      PROFESSORE GRAZIE!!!!!!

      Reply
  9. Giammarco Giardi

    07/02/2012 @ 23:45

    Sottoscrivo l’iniziativa e rigiro la proposta ad altri miei colleghi studenti

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  10. lorenzo robotti

    08/02/2012 @ 09:46

    la proposta mi piace e la sottoscrivo. Qualche perplessità sulla compatibilità con le regole finanziarie. Ma se c’è volontà politica la soluzione si trova.

    Reply
  11. Sottoscrivo l’appello e mi impegnerò a diffondere la notizia tra i giovani disoccupati che conosco.

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  12. Christian Dalenz

    08/02/2012 @ 12:33

    Chiedo scusa, non riesco bene a comprendere appieno la proposta. Si tratterebbe di un piano per l’intero settore delle infrastrutture o solo per quelle relative all’arte, alla cultura e all’ambiente? E piu’ in concreto quali opere prevederebbe questo programma?

    Reply
    • Arte , cultura e ambiente e tutto quanto della P.A. ha a che vedere con una maggiore produttività delle nostre imprese: giustizia , piccole imprese ecc… I dettagli andranno studiati quando avremo il sostegno sulla filosofia dell’intervento.

      Reply
  13. Angelica Ngo Ndjock

    08/02/2012 @ 12:37

    Sottoscrivo l’appello e la ringrazio per tutto il lavoro che sta facendo!

    Reply
  14. Patrick Mineo

    08/02/2012 @ 12:51

    Naturalmente sottoscrivo l’appello, e ringrazio il professor Piga per la sua lungimiranza.
    È sempre stato interessante seguirla durante le sue lezioni, lo è ancor di più sostenerla nella vita pratica nelle sue iniziative..

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  15. Raffaele Corvino

    08/02/2012 @ 15:14

    Sottoscrivo l’appello perche’ si torni in questo paese a dare valore a principi fondamentali quali la dignita’, la competenza, il merito e la voglia di fare, guardando soprattutto alle nuove generazioni umilate e dimenticate negli utlimi anni.

    Reply
  16. Flaviano Bruno

    08/02/2012 @ 15:26

    Concordo pienamente con la proposta, occorrono idee nuove per uscire dalla Ns situazione.

    Reply
  17. Stefano Caiazza

    08/02/2012 @ 15:34

    Caro Gustavo,
    apprezzo molto e condivido la tua idea keynesiana di rilanciare l’economia attaverso i giovani. Tuttavia non ho chiari 3 punti:
    i) Perchè per un triennio se l’impegno è biennale? Mi aspetterei un quadriennio oppure un biennio per dare modo ai giovani assunti di completare, appunto, il biennio;
    ii) se non si finanzia il progetto con nuove tasse, i 12 miliardi di euro annui da dove vengono? Minori spese? Quali? Maggior deficit finanziato con emissione di titoli?
    iii) quale fasca di età hai in mente quando parli di “giovani”? Giovani trentenni disoccupati? Giovanni ventenni disoccupati? Giovanni minorenni da avviare ad una esperienza di lavoro? Giovani di spirito ancorchè meno di età, disoccupati, per fornire reddito e quindi capacità di spesa e sostentamento della domanda aggregata? Perchè a seconda della categoria di giovani prescelta gli effetti sociali e di politica economica sono differenti. Sarebbe infatti utile che la tua proposta specificasse le finalità sociali oltre che quelle economiche.
    Ciao
    Stefano

    Reply
    • Ste ciao.
      i) un triennio per far fare 2 generazioni e poi vedere risultati;
      ii) dalle tasse che abbiamo già alazato, cioè da maggiore deficit rispetto a quello previsto attualmente;
      iii) da discutere.
      un abbraccio

      Reply
  18. Francesco Palumbo

    08/02/2012 @ 17:33

    Il rischio è che una iniziativa del genere, che sostengo con convinzione e determinazione sottoscrivendola e divulgandola, venga interpretata come un incentivo alla precarietà. Si potrebbe dire che non farebbe altro che creare inutili aspettative, rallentando il processo di inserimento nel mondo del lavoro.

    Per evitare che questa iniziativa possa essere mera sussidiarietà sterile è necessario che questi giovani siano ben organizzati e ben preparati e soprattutto siano inseriti in un percorso professionalizzante. E per fare questo occorrono risorse.

    I potenziali destinatari dovrebbero avere l’opportunità di entrare in un processo di formazione. Immaginiamo pure che i destinatari siano 800 mila giovani e non un milione, sarebbe comunque un risultato grandioso, ma fare in modo che a questi giovani venga anche garantita una attività formativa utilizzando i soldi risparmiati. Sia valutato il loro rendimento e che in funzione di questo possano garantirsi la continuità del beneficio sino al termine.

    Nei contesti di intervento menzionati nel blog si intravedono anche tante figure professionali di cui anche le aziende avrebbero bisogno e non trovano perché nessuno li forma più. E aggiungo che potrebbero essere chiamati a svolgere attività formative quei soggetti che avendo perso il lavoro, essendo non lontani dall’età della pensione, non sono motivati a trovarne un altro e restano improduttivi sebbene ancora validi.

    Sarebbe interessante fare un studio, magari anche piccolo, una simulazione, per capire quanto potrebbe essere il ritorno che un tale progetto potrebbe garantire. Per esempio, se si riuscisse a valorizzare tutto il patrimonio artistico e culturale di Napoli, restituendo ai turisti tutte le chiese e gli altri monumenti chiusi, quanto si potrebbe guadagnare in termini di maggiori flussi?

    Reply
  19. Paolo Giacomino

    08/02/2012 @ 21:07

    Caro Professore. Sottoscrivo in pieno e mi impegno a divulgare tra i miei compagni il suo appello. Un’ottima proposta per favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, sensibilizzandoli alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Questo ed altro per non vedere altre mura crollare a Pompei. Saluti.

    Reply
  20. Fabio Bertero

    08/02/2012 @ 21:29

    Un’ottima proposta per valorizzare un settore che potrebbe offrire una quantità immensa di posti di lavoro e per il quale i precedenti governi non hanno mostrato alcun interesse, avendo operato continui e sempre maggiori ed inauditi tagli alla cultura..

    Reply
  21. Sottoscrivo anche io!
    Mi fa piacere pensare e sperare ad un rinascimento dei giovani in questo paese!
    Facciamo valere la nostra volglia di emergere e mettiamo a frutto il nostro impegno!
    Grazie Prof per l’iniziativa!

    Reply
  22. Per cominciare qualcosa di imprtante bisogna dargli un nome importante.
    Grazie dell’iniziativa anche se ritengo sia utile pensare ai criteri di selezione.

    Reply
  23. Andreea LITA

    08/02/2012 @ 22:02

    “Siamo giovani e meno giovani, italiani.” … accetta anche la mia firma… straniera?

    Cordiali saluti

    Reply
  24. Rudy Colacicco

    08/02/2012 @ 23:04

    Invito tutti i sottoscrittori finora qui presenti (nei commenti) a mettere il link al presente blog per sottoscrivere l’appello su tutti i social networks usati, tipo Facebook, Twitter, ecc., così da sfruttare le infinite potenzialità del web.

    Reply
  25. Dario Giulitti

    09/02/2012 @ 06:59

    Sostengo e appoggio con la mia firma il Piano per il Rinascimento delle Infrastrutture Italiane.

    Reply
  26. Alessio Salzano

    09/02/2012 @ 09:20

    Buongiorno Prof. Piga,
    sottoscrivo anch’io questo appello!
    E nel farlo, la ringrazio per gli sforzi del suo impegno politico per migliorare la nostra società.
    Cordiali saluti,
    Alessio Salzano

    Reply
  27. Andrea Mecozzi

    09/02/2012 @ 09:54

    Sempre più stimabile professor Piga sono orgoglioso di averla avuta come insegnate a Tor Vergata mi congratulo con lei per tutte le sue iniziative e soprattutto perchè ha la voglia e la forza di non appartenere al ceto degli ottusi cercando di migliorare questo Paese allo sbando creando soluzioni razionali e centrando il fulcro della rinascita su noi giovani, laureati o meno, occupati disoccupati inoccupati o comunque sempre precari (almeno non siamo monotoni…!?). Lei farebbe piacere l’economia anche al peggior astenuto. Grazie ancora e ovviamente SOTTOSCRIVO il mio nome affinché aumenti la forza lavoro tra i giovani, una maggiore occupazione e produttività per almeno ridare alle persone coscienza del proprio potenziale ed incentivarle ad una vita migliore.
    Cordiali Saluti.

    Reply
  28. Alessandra Ceccarelli

    09/02/2012 @ 10:30

    Sottoscrivo l’appello … finalmente qualcuno che propone qualcosa di concreto per i disoccupati

    Reply
  29. Roberto Di Carlo

    09/02/2012 @ 12:13

    Ammiro i govani, mi riempiono la vita. Sono l’unica vera speranza. E ogni giorno vivo fattivamente questa convinzione.Congratulazioni per l’impegno.
    Sottoscrivo anch’io.
    Roberto Di Carlo.

    Reply
  30. Luca Riglioni

    09/02/2012 @ 12:33

    Prof.Piga sottoscrivo il suo pensiero riguardo il “rinascimento” delle infrastrutture italiane, nonchè la sua volontà di far rinascere il nostro Paese iniziando anche da queste cose. Tuttavia mi chiedo, e Le chiedo se possibile, tenere un dibattito in facoltà con tutte le persone che hanno aderito e/o si sono mostrati propensi a discutere le sue iniziative. Arrivederci e buon lavoro!

    Reply
      • Luca Riglioni

        10/02/2012 @ 10:40

        Penso sia la data migliore, così oltre ad avere le firme saremo anche tutti più liberi dato che la sessione sarà terminata..! Di nuovo buon lavoro!

        Reply
  31. Alexandra D'Onofrio

    09/02/2012 @ 17:18

    La proposta e’ molto interessante, spero sia anche concretamente sostenibile. Sottoscrivo l’appello con piacere.

    Reply
  32. Si, poi io aggiungerei l’assunzione di tutti i disoccupati e già che ci siamo chiediamo che i campi si arino da soli. Ma che proposta è? Si tratta di una proposta di un populismo insopportabile, degna di un piano quinquennale. No comment

    Reply
    • Giorgio Bolesan

      12/02/2012 @ 07:38

      Ciò che è veramente INSOPPORTABILE, cara/o “No comment” ……. è l’ANONIMATO!!! e perchè MAI allora, con quello pseudonimo, non ti ASTIENI dal commentare?
      Non abbiamo bisogno di Te.
      Giorgio Bolesan

      Reply
  33. Federico Niccolini

    09/02/2012 @ 21:44

    Ho fiducia nei giovani. Anche se fossero solo 50 o 100.000 andrebbe bene, magari in settori dove i giovani motivati e competenti che vogliono lavorare sono molti, come in quello della conservazione della natura. , sottoscrivo, a condizione che siano quelli motivati e competenti …. non i soliti amici di assessori o tesserati di partito

    Reply
  34. Fabio Di Venuta

    10/02/2012 @ 15:05

    Ho avuto il privilegio di averLa come Professore per due insegnamenti (mi fece anche un discorsetto in sede di verbalizzazione ^^) e mi sento di sottoscrivere la sua proposta, nonostante alcuni aspetti debbano essere discussi (ad esempio il punto III dell’intervento del Dott. Caiazza).

    Continui così prof!

    Reply
  35. Andrea APPOLLONI

    10/02/2012 @ 18:39

    ………. Siamo giovani e meno giovani, italiani. Laureati e non laureati. Donne e uomini. Abbiamo voglia di contribuire al Rinascimento del nostro Paese. Crediamo che il lavoro sia una parte essenziale della dignità della persona e che esso contribuisca ad unire le persone attraverso la condivisione di conoscenze e la creazione di nuove idee e progetti ……..

    volevo evidenziare ancora questo passaggio. Sottoscrivo l’appello e ne darò larga diffusione.

    Reply
  36. Giuseppe Dell'Erba

    11/02/2012 @ 10:16

    Sottoscrivo senza indugio l’appello,
    con la speranza che il progetto diventi il volano per la crescita di una nuova sensibilità e cultura del fare.
    Ritengo però che per evitare che il quantum economico non si traduca in un mero sussidio di disoccupazione dovranno essere valutati attentamente i progetti di “Rinascimento delle Infrastrutture Italiane” e soprattutto previste delle forme di audit sullo stato di “avanzamento” degli stessi. Solo in questo caso il progetto non sarà svuotato della sua finalità!
    Forza Prof.!!!

    Reply
  37. Aldo Ferruzzi

    11/02/2012 @ 15:49

    Dall’alto…….. dei miei 57 anni di età e 38 anni di attività lavorativa, sottoscrivo e diffondo la petizione. Condivido l’affermazione di un suo ex allievo circa la sua capacità di far “amare” l’economia anche ai non addetti ai lavori. L’economista più prossimo fisicamente al mio lavoro è il prof. Realfonso (Assessore alle Finanze del Comune di Napoli) e purtroppo non riesco a condividerne e comprenderne le scelte e le decisioni sia dal punto di vista politico (anche considerando le sue posizioni di sinistra estrema), sia dal punto di vista economico. Sarei curioso di conoscere quale corrente di pensiero economico segue il mio Assessore e la Sua opinione al riguardo. (Almeno per sapere se è conosciuto fuori Napoli come Economista).
    Grazie per l’attenzione.
    P.S.: La mia vita lavorativa ha sempre avuto come obiettivo la promozione dei talenti e delle capacità dei giovani che numerosi hanno seguito i miei consigli avanzando in carriera e capacità anche se non sempre hanno poi sviluppato analogo spirito altruistico con le generazioni che li seguivano.

    Reply
    • Grazie dell’appoggio. Non entro sulle posizioni dei singoli se non si esprimono pubblicamente. Ma ne approfitto per dirle che nella mia testa questo milione di ragazzi ha bisogno di 10.000 donne ed uomini di esperienza che possano guidarli, sostenerli e monitorare il loro lavoro. 1 ogni 100, esatto. Sono certo che ci sono tante persone che vorranno dedicare un po’ del loro tempo (i pensionati tanto!) per far sì che non si sprechi nemmeno una goccia dell’energia di questi ragazzi.

      Reply
  38. Giorgio Bolesan

    12/02/2012 @ 08:12

    Ho 66 anni, lavoro da quando ne avevo 6.
    Negli ultimi 20 anni, attiività in proprio, ho goduto di ben 3 settimane, disgiunte, di vacanza.
    L’elenco dei mestieri e delle professioni a cui ho dedicato la vita e ancor oggi dedico (mercoledì scorso sono stato invitato da un’azienda, a seguito mia risposta ad un annuncio su un quotidiano, per un colloquio relativamente alla figura di responsabile commerciale estero) ve lo risparmio.
    Ho mille progetti. Dei quali uno è far risparmiare allo Stato italiano € 300 milioni/anno, mentre un altro si basa sulla consapevolezza e sull’orgoglio del Made in Italy. Risorsa essenziale per la ns. economia. I miei recenti viaggi in KSA
    (qui stanno investendo US$ 400 MLD. per nuove infrastrutture) e in Africa, mi hanno convinto che il salvagente dell’economia italiana è l’esportazione, assolutamente sì!
    Questo appello dell’encomiabile Prof. Piga, che voglio ringraziare mettendo a disposizione il mio contributo, segnalando a tutti i miei contatti italiani questo “appello”. In questa Società di superficiali e profittatori l’aggettivo ENCOMIABILE al Prof. Piga va anche un po’ stretto.
    Una esortazione e una raccomandazione ai GIOVANI, il “cuore” di questo blog:
    “studiate anche l’inglese, se amate l’economia e amate anche viaggiare il Mondo è vostro! siate cittadini (italiani) del Mondo”
    FORZA Prof. Gustavo PIGA!!!
    La mia e altre approvazioni e sottoscrizioni.

    Reply
  39. Egon Tripodi

    12/02/2012 @ 08:41

    Mi piace molto l’appello, mi piace soprattutto il nome (Rinascimento). L’Italia ha sicuramente bisogno di lavoro per i giovani ed ha ancora più bisogno di rispolverare i “suoi sorrisi” migliori.
    SOTTOSCRIVO l’appello

    Reply
  40. ALESSANDRA DE BENEDETTI

    12/02/2012 @ 12:39

    Sostengo e appoggio con la mia firma il Piano per il Rinascimento delle Infrastrutture Italiane…
    Diffonderò con entusiasmo questo proggetto.

    Reply
  41. Mervat Halim Ayoub Meshreky

    12/02/2012 @ 16:03

    Salve Sig. Gustavo Piga,

    è molto bello pensare ad una soluzione concreta per i disoccupati, ma è solo per i giovani?. Cosa ne pensa delle famiglie costituite da 4 persone con padre e madre disoccupati e due figli studenti, che non trovano lavoro perché hanno superato i 50 anni?. Bisogna trovare una soluzione per questo problema per non lasciare morire di fame una famiglia del genere, almeno dando la possibilità di lavorare ad una persona senza vincoli. Sarebbe bello creale un’equilibrio sociale dipendente dalle esigenze delle famiglie, grazie.
    Cordiali Saluti

    Reply
    • Difficile dare una risposta senza conoscere i dettagli. Grazie della mail. Darei la priorità ai giovani , sperando poi di trovare tante persone più anziane come noi che ne coordinino a gruppi di 100, con la loro esperienza e saggezza. Ma vediamo dove ci porta il mare, c’è tanto di cui discutere.

      Reply
  42. Stefano Intini

    13/02/2012 @ 16:15

    Sottoscrivo l’appello Professore e cercherò di diffonderlo quanto più possibile!

    Reply
  43. Buongiorno Prof. Piga

    mi associo al suo appello. Anche se mi sembra che a sottoscriverlo dovrebbero essere gli studenti, piuttosto che i loro insegnanti, credo di poter aggiungere il mio modesto supporto.

    Se mi permette una nota, tuttavia, parte del patrimonio che stiamo perdendo negli ultimi tempi non è soltanto quello artistico, ambientale e culturale, ma anche quello scientifico. Con la mancanza di fondi è l’enfasi sulla resa immediata, le facoltà scientifiche delle nostre università si stanno trasformando in poco più che laboratori di controllo qualità delle industrie. Svanisce così un’altro patrimonio umano che abbiamo accumulato in decenni e decenni di lavoro.

    Saluti

    ********************************
    Prof. Ugo Bardi
    Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff” – Università di Firenze
    Polo Scientifico di Sesto Fiorentino
    50019 Sesto Fiorentino (Fi) – Italia
    tel +39 0554573118
    http://www.cassandralegacy.blogspot.com
    *********************************************

    Reply
  44. Antonio Mancini

    14/02/2012 @ 09:44

    La ringrazio Professore di dar voce a noi giovani laureati che, troppo spesso e non per causa nostra, voce non abbiamo.
    Sottoscrivo il Suo appello.
    Un suo ex alunno

    Reply
  45. Pingback: Lavoro ai giovani. L’economista Gustavo Piga lancia "Un appello per un nuovo Rinascimento" | agora-vox.bluhost.info

  46. Stefano Lucaccini

    15/02/2012 @ 14:25

    Gentile prof. Piga,
    l’iniziativa è lodevole ma personalmente la ritengo priva di significato, mi spiego.

    La disoccupazione e quindi il declino italiano è causato da problemi non più rinviabili tra gli altri:
    corruzione, appalti truccati, imprese internazionali che non possono investire in Italia perché o gli viene puntata la lupara contro o la P.A. fa di tutto per mettergli i bastoni fra le ruote, i processi giudiziari interminabili, le PMI strozzate dalle banche che non prestano più soldi ma preferiscono tenerli presso la BCE, l’eccesso di pressione fiscale che provoca l’evasione, ecc

    Tutte queste riforme sono a costo zero per lo Stato e un costo elevatissimo per le Lobby.

    Disoccupati e imprenditori onesti non hanno bisogno di elargizioni una tantum, che visti i problemi sopra non sarebbero valorizzati, ma di un sistema efficiente e veramente concorrenziale.

    Queste conoscenze le ho imparate da Lei e dagli altri professori straordinari di Tor Vergata.

    Professore, Lei ha la possibilità di comunicare con la nostra classe dirigente, bene risolviamo prima problemi improcastinabili; può diventare il leader di noi che non abbiamo voce disoccupati, laureandi, laureati, italiani all’estero. Poi se non sono sufficienti, portiamo avanti anche il Piano per il Rinascimento.

    Professore grazie per aver aperto un dibattito, almeno Lei in Italia si è accorto che esistono i giovani.

    Con grande stima,
    Stefano

    Reply
    • E’ vero. Ma se c’è una cosa che è terribile delle recessioni, specie quelle durature, è che non aspettano che si risolvano i problemi. Uccidono. In particolare uccidono chi non ha lavoro.
      E dunque, nell’attesa che si faccia tutto quanto lei dice, bisogna salvare i giovani che non trovano lavoro. Lo spirito della proposta è tutto qui.

      Reply
  47. giorgio dalle

    15/02/2012 @ 17:18

    Sottoscrivo e frimo per una nuova speranza di un mondo più giusto che sappia valorizzare i talenti

    Reply
  48. Maria Mastracco

    15/02/2012 @ 19:49

    Caro Professore, per noi giovani e per l’Italia intera sottoscrivo e diffondo.

    Maria Mastracco, studentessa di economia all’Università di Roma Tor Vergata, nonchè sua ex alunna.

    Reply
  49. Sottoscrivo l’appello sperando in un futuro migliore per tutti e soprattutto per noi giovani.

    Reply
  50. teresa sinno

    17/02/2012 @ 07:34

    Sono una laureata in economia, che dopo aver lavorato in banca per trentasei anni, ora sono in pensione. Sottoscrivo il suo appello con assoluto convincimento. Credo che la Sua iniziativa sia il tentativo di riprendere, almeno per quello che è nelle nostre possibilità, il bandolo di questo groviglio di cause effetti in totale impazzimento. La ringrazio per l’iniziativa che riporta un pò di sana speranza. Non mi dilungo ma La seguo da tempo e posso assicurarle che mi sembra la sua una voce fuori dal coro .

    Reply
  51. Maria Vittoria Falcone

    18/02/2012 @ 10:26

    Visto che oggi è il suo compleanno non solo le sottoscrivo l’appello ma le faccio anche gli auguri.. L’altro giorno su La7 l’ho vista e ha dato l’ennesima prova della sua grande preparazione ed umanità!! E’ ovvio che poi la nostra Facoltà di Economia è fra le prime in Italia.. Il merito è suo, dei suoi seguaci e di Paesani se stiamo così avanti rispetto agli altri.

    Reply
    • Girerò i complimenti a Paesani ed incasso gli auguri per i miei 48 anni. Il merito di Tor Vergata, come di tutte le istituzioni che si rispettano, è quello di tanti piccoli nani che sono saliti sulle spalle dei giganti che hanno contribuito a farla grande. A noi il compito di non farla degradare e accompagnare per un breve cammino la sua continua crescita.

      Reply
  52. Giacomo Gabbuti

    18/02/2012 @ 12:59

    Sto facendo girare l’appello, ma le confesso che la vaghezza – che condivido nel non vincolare la forza della proposta prima di verificare le intenzioni e le risorse a disposizione – mi rende difficile convincere molti altri.
    Nel frattempo, aderisco io con convinzione e gratitudine.

    Reply
  53. Paola Maccioni

    20/02/2012 @ 12:24

    Sottoscrivo il suo appello e mi impegno a diffonderlo!
    Inoltre approfitto per esprimere la mia stima nei suo confronti !

    Reply
  54. Massimo Preziuso

    20/02/2012 @ 20:24

    Sottoscrivo, dapprima per la stima per Lei e per la bontà dell’iniziativa.

    Reply
  55. Le ho inviato la mail al Suo indirizzo con la sottoscrizione dell’appello. Ora concorderò con il mio Direttore Responsabile la possibilità di pubblicarlo per dargli ulteriore conoscenza tramite il nostro e-magazine Sentieri Digitali.
    In tal caso le notificherò l’articolo e il link
    Marilena Giordano
    Vice direttore esecutivo
    Sentieri Digitali
    http://www.sentieridigitali.it

    Reply
  56. Andrea John Venanzi

    21/02/2012 @ 16:19

    Gent.mo Professore,
    arrivato per caso a Lei cercando di conoscere qualcosa sui derivati del debito pubblico, mi associo e sottoscrivo.
    Bisogna pur smuovere qualcosa. A prescindere.

    Resto pero’ con diverse perplessita’, molte gia’ evidenziate da altri prima di me e che non ripeto.

    Ad esempio, perche’ non utilizzare lo strumento del servizio civile (gia’ esistente) ottimizandolo verso le forme previste da questo rinascimento della cultura, affinche’ rimanga una strada sempre esistente uitle a dare il necessario respiro ai giovani che devono accedere al mondo del lavoro nei momenti di crisi come questo.

    L’1 per cento del PIL non e’ un investimento da poco per la Nazione (e non dico Stato!); se lo valutiamo sulla reale capacita’ di spesa dello Stato, tolti gli interessi che paga, corrisponde a guasi il 2%.

    Per questo credo che ci dovrebbe essere un qualcosa in piu’ che permetta ai giovani di rimanere se fanno un buon lavoro e di avere un giusto ritorno in produttivita’ e servizi per noi che contribuiamo; un lavoro limitato a soli due anni, potrebbe essere intese da qualcuno come un periodo di assistenza sociale iniziale retribuita, una indennita’ di disoccupazione preventiva, visto che il sistema paese non e’ in grado di dargli un lavoro serio e, nell’auto commiserazione indotta dalla situazione, giustificare una propria scarsa applicazione e produttivita’.
    Aggiungerei, ad esempio, che la VS proposta riguardi tre bienni consecutivi, ove nel passaggio da uno all’altro solo il 10% venga riconfermato per poi essere assunto definitivamente:
    in pratica 1.000.000 -> 100.000-> 10.000-> 1.000 assunti dopo 6 anni. (Si spera i migliori). Il secondo biennio altri 900.000 potrebbero iniziare il servizio e cosi’ via sino ache non si esca dalla crisi.

    Visto che pero’ laVS proposta e’ qualcosa di reale e di immediato effetto sulla situazione inaccettabile cui abbiamo portato i nostri giovani, e visto che pero’ ancora non e’ cosi’ convincente, mi permetto nel mio piccolo, di proporre ulteriori spunti, pratici e secondo me fattibili, su cui mi sono arrovellato e convinto negli ultimi anni e che potrebbero essere cure sistematiche all’attuale situazione della societa’ dei furbi che contraddistingue il nostro tempo. Esposte in forma sintetica che pero’ dovremmo pretendere dall’attuale governo tecnico, che avrebbero un impatto sensibile ed immediato sull’economia della Nazione e sui numeri che ci tartassano ogni giorno come causa del nostro male:
    - giustizia civile rapida -> massimo 6 mesi per una sentenza preliminare (od un arbitrato) prima dei riti normali (sistema francese); aggiungo che chi perde, poi, paga tutto e con gli interessi;
    - no ai praticantati professionali non retributi e no ai contratti di formazione: il salario minimo deve essere sempre corrisposto; e’ vergognoso che sia tollerato da una societa’ civile che professionisti nei loro studi abbiano uno stuolo di tirocinanti neolaureati non pagati e che dopo il periodo minimo vengano sostituiti con nuove leve; ( poi, oltre ai tirocinanti, hanno anche pensionati, in nero, tanto per massimizzare i profitti);
    - no al lavoro nero -> qualsiasi salario o stipendio deve essere pagato con accredito bancario (sistema inglese) altrimenti multe salate e ipotesi di reato di sfruttamento; cio’ comporta un adeguamento dell’imposizione fiscale e contributiva altrimenti molte piccole ditte non potrebbero stare sul mercato;
    - restituzione ai contribuenti del 25% dell’IVA pagata (tessera del codice fiscale che memorizza gli acquisti effettuati e li scarica sulla dichiarazione a fine anno) almeno sino alla fine della crisi, poi il rimborso puo’ essere ridotto ad un 10%. (Meglio che gli agenti del fisco sull’IVA siano i cittadini e dedicare le risorse specializzate a fronteggiare lavoro nero e finanza mafiosa ed illegale piuttosto che gite di Natale a Cortina).
    - adeguamento tout court dei costi degli appalti pubblici ai costi medi europei (l’italia in media ha costi tripli) edilizia pubblica, ferrovie, autostrade, euipaggiamenti sanitari e scientifici, e cosi’ via… (efficientare la spesa)
    - ultimo contributo di pensiero vista la natura economica del sito, pretendere una differenziazione strutturale di sistema tra banche tradizionali e banche finanziare e d’affari: (semplifico e probabilmente uso anche un linguaggio improprio) le prime, tenutarie dei depositi dei cittadini, che si alimentano dal credito a cittadini ed imprese, limitate a investimenti su titoli primari, strumenti dell’economia reale (titoli pubblici, azioni, obbligazioni) e garantite nel loro insieme da ABI e Stato; le seconde dedicate ad investimenti su derivati e simili, considerate le leve utilizzate e che non necessariamente devono avere il sottostante esitente in termini reali, possono anche fallire se sbagliano gli investimenti, in quanto depositarie di investimenti finanziari speculativi, garantite dalla loro qualita’ nella scelta degli investimenti; quanto sopra ad evitare come sta succendendo ora, che i popoli di intere nazioni si debbano impoverire per arginare l’esposizione delle banche a ripagare tali debiti.

    Ringrazio per lo spazio e l’attenzione.

    Reply
    • Mi sgridano che non rispondo, e hanno ragione. A volte mi perdo mi scusi.
      Ci sono tante cose in questa mail!
      Intanto c’è la questione della proposta. Sono stato vago nei dettagli apposta per evitare proprio i singoli distinguo sulla base di questo o quel meritevole dettaglio. Il punto chiave era la dimensione delle risorse (ampia) e la riserva per i giovani.
      Non credo che 1% di PIL (non 2, 1, gli interessi non entrano nel PIL) sia enorme sia se consideriamo gli usi alternativi delle entrate fatti sinora sia gli aumenti recenti di entrate per ridurre il deficit in una recessione con disoccupazione e inattività (leggi economia in nero) crescenti. E’ questione di priorità e di capacità.

      Mi piace l’idea della graduale riduzione (io ne prevedevo una più drastica) anche se mi domando quali saranno gli strumenti per farlo , le aspettative che si generano ecc… Sapere che dura 2 anni e nulla più credo che farebbe sì che sia scelto per i giusti motivi e darà meno stress a chi lo sceglie. Comunque se ne può discutere!
      Non credo che 2 anni possano essere percepiti come assistenza sociale , anzi l’intenzione è di evitare che ciò sia inteso come sussidio alla disoccupazione come di recente proposto dal Governo. Ci vuole certamente una buona macchina organizzativa, ma con la leva funzionò decentemente.

      Le altre proposte sono condivisibili. Purché sia chiaro che hanno effetti di lungo periodo e che si distinguino dunque dalla nostra proposta che vuole essere un argine imemdiato alla crisi.

      Un caro saluto

      Reply
  57. Giovanni Forteleoni

    24/02/2012 @ 00:34

    Sottoscrivo e condivido in pieno. Aggiungo una proposta: ci sono anche i disoccupati che già ricevono i sussidi: cominciando da questi, la sua proposta rappresenterebbe per lo Stato un costo pari a 0 per i primi 6 mesi.

    Reply
  58. Salve sig. Piga, prima di sottoscrivere vorrei fare qualche domanda, perchè la parola “infrastrutture” suscita in me sempre preoccupazione:
    -intende solo preservare e migliorare l’ esistente o anche costruire ex-novo?
    -prevede anche la possibilità di demolire i tanti ecomostri inutili e spesso incompiuti che deturpano il nostro paese da nord a sud passando per centro e isole?
    questo per me è un passaggio molto importante perchè in un paese già sommerso per 3/4 dal cemento è inauspicabile che si costruisca ancora, e si possono creare tanti posti di lavoro anche (ma non solo) con le demolizioni e la bonifica dei territori compromessi;
    l’altra domanda è più stupida, come si fà a sottoscrivere, bisogna firmare qui o dove?
    grazie e buon lavoro

    Reply
    • 1. Preservare e migliorare.
      2. Sì ma quello i giovani lo fanno se c’è una decisione della politica a monte.

      Basta che mi dica “ci sto” sul blog.

      Reply
  59. Manuela Baldi

    24/02/2012 @ 17:35

    Prof. Piga.
    Sottoscrivo il suo appello. Spero che la sua proposta in fase di discussione possa essere arricchita ed ampliata; mi stanno a cuore i giovani, sono loro il nostro futuro, ma dobbiamo trovare una soluzione anche per chi è stato espulso dal mondo del lavoro e fatica a trovare una nuova, dignitosa, collocazione.
    Diffonderò senza dubbio il suo appello.
    Manuela

    Reply
  60. Alessandro Graziosi

    24/02/2012 @ 22:04

    Buonasera Professore,
    sono stato suo studente alla Sapienza e la ricordo con simpatia e tanta ammirazione… ho sentito la sua proposta anche ieri notte nel programma Porta a Porta e mi sono sorti dei dubbi sulla validità di un progetto del genere… io capisco la necessità di inserire nel mercato del lavoro i giovani ma in questo modo cosa cerchiamo di fargli fare?!?!? più che un’assunzione mi sembra un sussidio al fatto di essere giovani rivolto più che altro a stimolarne i consumi…
    Mi immagino che lei abbia tenuto conto che per far “lavorare” 1.000.000 di nuovi assunti occorrano anche le strutture e l’organizzazione: locali, apparecchiature e quanto altro sia necessario al corretto svolgimento del lavoro (quale???) che costerebbero in proporzione alla pubblica amministrazione per un investimento di pochi anni… magari poi a fondo perduto (senza creare competenze alcune non di rischia di rimandare solamente l’inserimento di queste nuove risorse nel mondo del lavoro???); i tecnici nella misura che lei prevede 1a100 non sono un pò pochini ed è ragionevole pensare che forse il corretto rapporto di gestione sia al massimo 1a25 se non 1a20 (consideriamo che sono giovani e quindi alle prime esperienze e che vanno inseriti all’interno di una struttura (???) di lavoro (quale??) )

    Più che aspettare l’aiuto dal cielo non crede che molti giovani oggi soffrano di scarsa umiltà e lavori più umili vengono scartati a priori?

    Non siamo tutti destinati a diventare avvocati, notai, manager dal profilo internazionale, dottori, chirurghi economisti e quant’altro necessiti di un titolo di studio pari o superiore a quello universitario.

    Per questo non mi sento di sottoscrivere quello che dice.

    Cordiali saluti

    Alessandro Graziosi

    Reply
    • Grazie Alessandro.
      Girando l’Italia sto toccando con mano le migliaia di uffici, siti archeologici, ospedali, scuole, università, tribunali, che rinascerebbero a maggiore dignità con l’apporto di giovani che oggi cercano lavoro presso le imprese (sono disoccupati: stanno cercando lavoro) e non lo trovano per una crisi economica da domanda aggregata che lei ha studiato con me alla Sapienza e di cui conosce le caratteristiche. Le soluzioni che individuammo allora erano quelle che vengono escluse oggi dalla politica. Peccato non tenere conto della conoscenza umana che abbiamo costruito, e farne tesoro per evitare che la storia si ripeta. Dentro la Storia ci mettiamo gli sfaceli delle crisi, ovvero la disoccupazione che da tempranea diventa di lunga durata e poi abbandono della forza lavoro e poi depressione, alienazione, a volte suicidio.
      Io sono certo che lei sa che quella miseria di 1% di PIL è utilizzata ben peggio oggi di quanto non lo sarebe con il nostro piano, sia quando si tratta di spendere risorse che già ci sono che quando si decide di trovare nuove risorse aumentando le tasse non per creare sviluppo ma per abbassare un debito-PIL che poi per questo sale.
      Io non so se lei ha fatto il servizio militare e se ha avuto modo di valutare quanto quella esperienza è stata fondamentale per tanti giovani italiani.
      Girando l’Italia e nelle aule della mia università io non vedo giovani scarsamente umili, vedo giovani sani e vogliosi di dare una mano e che non hanno nessuna intenzione di diventare necessariamente avvocati, notai o manager ma solo di diventare quello che uno deve essere nell’arco di una vita intera: un uomo. Felice e degno di esserlo.
      Comunque l’importante non è convincere, ma è discutere e partecipare e dunque sono stra felice che lei mi abbia manifestato e scritto il suo disaccordo. Spero di sentirla e (ri)vederla presto.

      Reply
  61. Perché le aziende dovrebbero trovarsi fatto dallo stato quello che dovrebbero fare loro, ovvero INVESTIRE.
    La così chiamata imprenditoria ripaga chi intraprende questa strada dei RISCHI che corre. Trovarsi sempre le spalle coperte ha portato a non investire per tutti questi anni. E ora Romania e Serbia ci fanno il culo, e presto arriveranno al nostro livello, ovvero il livello di gente che ha in mente la mera monetizzazione. “Monetizzare in tempo di crisi è sacro”, questa è la scusa degli stessi che hanno contribuito alla stagnazione della produttività italiana.
    E poi, non prendiamoci in giro… lo stato deve investire per farsi poi ripagare i proventi di questo investimento in tasse? Le stesse tasse che l’imprenditoria considera d’intralcio per i propri affari?
    A 30 anni, ingegnere informatico sono precario (mi sono visto proporre partita IVA quando chiedevo un misero apprendistato) e ne sto male, su 30 persone in ufficio, i pochi che hanno un contratto a tempo indeterminato fanno il bello e cattivo tempo, si crea la spaccatura necessaria per il divide et impera per poter proseguire su questa sterile strada, che è quella che serve.
    Che lo stato investa, per carità, ma fare gli appelli per deresponsabilizzare di tutto ciò chi di dovere, mi pare un populismo poco produttivo. A meno che “produttivo” significa dare soldi a chi non ha saputo cosa farsene prima.

    Con immutata stima.

    Reply
    • E’ così. Nei momenti di recessione nessuno scommette sul futuro. Lo Stato investe non per sempre ma per fare ripartire quello che giustamente, come dice lei, è il motore della responsabilità, il singolo. Ci siamo già passati, utile riprendere le lezioni di allora e evitare di perdere decenni e tante risorse.

      Reply
  62. Gentile Professore, se non sbaglio, Andrea John Venanzi e paolo scattone hanno posto dei problemi, il secondo in particolare, di fondamentale importanza. Le chiedo cortesemte di accennare anche solo una risposta. Mi sembra importante, anche solo da un punto di vista metodologico, dare delle risposte a chi pone delle questioni.
    Grazie e saluti.

    Reply
  63. Arianna Federici

    28/02/2012 @ 15:19

    Sottoscrivo l’appello e lo giro a tutti i miei conoscenti. Ho avuto l’onore di averla come docente e la seguo sempre!

    Reply
  64. Gabriel Cecchini

    03/03/2012 @ 18:42

    condivido. Nello specifico, ritengo che questo finanziamento debba concentrarsi sulla scuola e l’università. La costruzione di nuovi collegi nazionali, vecchia e nobile istituzione del fecondo e rimpianto dominio del progressismo positivista sabaudo dei primi anni dell’Italia unita per dare ad ogni famiglia e ad ogni studente la possibilità di “vivere” la scuola (pubblica!) sul famoso modello anglosassone dei college riuscirebbe in maniera incredibile ad unire l’utile più puramente economico con quello più direttamente umano.

    Reply
  65. Federico Betteni

    06/03/2012 @ 11:47

    Sottoscrivo e risottoscrivo sia con la mano destra che con la sinistra … è ora di cambiare, svecchiare, valorizzare, moralizzare, … il potenziale esiste, soffocato da un sistema prossimo al collasso

    Reply
  66. Pingback: Se siete d’accordo sottoscrivete, ma fate presto! « Henry Spearman – Il blog di Edoardo Gaffeo

  67. Bisognerebbe avere la possibilità di firmarla col sangue…
    concordo appieno e sottoscrivo l’appello
    IL

    Reply
  68. Luca Bennati

    13/03/2012 @ 16:33

    Caro professore,
    se il principio alla base della proposta è quello di dare una boccata d’ossigeno al Paese, cercando di stimolare la domanda aggregata da consumi privati, oltretutto sospingendola da parte della popolazione giovanile più in difficoltà, allora l’iniziativa potrebbe essere lodevole, oltre che riuscire nell’intento.
    A mio modesto parere però, il punto è che, per quanto lodevole, tale iniziativa rischi di essere l’ennesima risposta giusta alla domanda sbagliata.
    Lei sa meglio di me come il vero problema strutturale/sistemico, che dovrebbe essere affrontato, sia dovuto all’aumento dell’indebitamento privato estero dovuto al persistere di differenziali di inflazione a vantaggio della Germania. Per cui, ben venga il tampone temporaneo da tale iniziativa, ma la vera sfida di cui la inviterei a farsi portavoce nelle opportune sedi istituzionali è quella relativa al riequilibrio degli sbilanci esteri tra i paesi dell’eurozona, ammesso che la si voglia mantenere in vita. Questo significa che chi ha tratto vantaggio da tali squilibri debba contribuire a determinare un riequilibrio quanto e più di chi ha tratto svantaggio, avendo più risorse per farlo, incentivando un riequilibrio sospingendo l’incremento di domanda da consumi interni. Quella che andrebbe cioè promossa, è una politica di cooperazione rafforzata tra gli stati europei, in parte entro la cornice istituzionale esistente, in parte con una futura riforma dei trattati (di cui parlava Antonio Padoa Schioppa in un recente articolo).
    Il Governo Italiano cioè, dovrebbe essere esortato affinché facendo leva sulla sua credibilità riacquisita in campo internazionale faccia ragionare il Governo Tedesco sulla inutilità di politiche di rigore che rischierebbero solamente di far avvitare l’Europa intera in una spirale recessiva senza uscita, in base alla visione miope mercantilista attualmente imperante secondo cui lo squilibrio deve essere sanato da chi importa beni e servizi.
    Solamente questa via porta alla costruzione di un’Europa giusta piena di valori e pace, come dice lei.
    A malincuore appoggio l’iniziativa!

    PS (vorrei riuscire a strapparle la promessa che in parallelo a questa si facesse portavoce di una iniziativa che cercasse di risolvere i problemi strutturali di cui sopra, ben più sfidante ma anche più importante in termini di prospettiva, proprio per noi giovani europei)

    Luca Bennati

    Reply
    • Luca grazie del suo appoggio a malincuore, è prezioso.Ma io mi batto da tempo per quanto lei dice. Il Rinascimento dei giovani è funzionale a questa logica ma in più ha un elemento di potente umanità che nessuno schema macroeconomico potrà mai avere.

      Reply
  69. Nicola Evoli

    23/03/2012 @ 21:17

    Apprezzo moltissimo i suoi sforzi, la sostengo universalmente.

    Saluti cordiali da Minneapolis MN USA

    Reply
  70. Ettore Solone

    22/04/2012 @ 17:23

    Purtroppo sono venuto solo ora a conoscenza della iniziativa e non so se si è ancora in tempo, ma sottoscrivo l’appello a favore dei giovani. Io ormai sono già in pensione.

    Reply
  71. Nicola Diaferia

    08/07/2012 @ 10:15

    Sottoscrivo con entusiasmo l’appello: Il mio contributo riguarderà i fondi pubblici per la ricerca e le modalità con cui i Ministeri li gestiscono senza entrare in merito ai risultati perseguiti per valorizzarli nei settori di riferimento, come previsto all’art. 180 del trattato di Lisbona.
    A fine ciclo dei progetti di ricerca l’unica attività fatta dai Ministeri, per il tramite banche convenzionate, è quella di verificare l’imputabilità delle fatture all’oggetto del progetto approvato: poi tutto è riposto algidamente negli archivi.

    Reply
  72. Tiziano Ugolini

    10/07/2012 @ 16:20

    L’ho ascoltata casualmente ieri sera in televisione e subito ha attirato la mia attenzione, raramente si sentono esporre riflessioni sull’economia in maniera così lucida e soprattutto con proposte chiare.
    la sua idea di Europa mi piace, il suo appello mi piace e quindi firmo

    Reply
  73. Rachid Mokrane

    10/07/2012 @ 22:54

    Sotto scrivo l’appello con profonda fierezza ,vergogna ed infinita speranza. Fierezza perché una tale proposta viene dal cuore pulsante della mia amata università Tor Vergata. Vergogna perché se io, come molti altri miei colleghi come me ignoriamo una tale proposta, prima di chiedere e di pretendere abbiamo il dovere morale, personale e SOCIALE di informarci. Speranza perché oltre il campanilismo (anche universitario,) oltre le differenze di sesso, età ,cultura politica … Noi italiani, ed il suo appello lo dimostra, siamo ancora in grado di sognare e PENSARE, perché per quanto l’economia sia una scienza, credo che per superare questo momento buono sia fondamentale avere ancora la capacita di sognare e di guardare al futuro con ottimismo.
    Il suo appello è per me una proposta “tecnica” da una parte, un inno alla speranza dall’altra.
    Grazie.

    Reply
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