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Stiglitz 3, the end. Speriamo non dell’Europa.

Eccole le proposte di Stiglitz per una politica economica per l’Europa.

1. Politica fiscale espansiva in Germania, anche con ampi deficit pubblici. Concordiamo

2. In Italia, politica fiscale espansiva senza maggiori deficit pubblici. Il che significa più spesa pubblica con gli aumenti di tasse (già fatti) destinati a pagarci la spesa pubblica e non il debito pubblico. Oppure con i tagli agli sprechi. Concordiamo. Tra parentesi: Stiglitz lo chiama moltiplicatore del bilancio in pareggio. Aumenti di spesa pubblica e tasse di uguale ammontare, senza toccare il deficit; il Pil sale, facendo anche scendere i rapporti deficit e debito su PIL. Grande ruolo di investimenti pubblici, spesa per l’istruzione e per la sanità. Senza maggiore spesa pubblica anni ed anni davanti a noi di maggiore disoccupazione. Ecco.

3. Tasse e spesa pubblica devono anche ridurre le disuguaglianze che specie in questa fase distruggono la crescita economica. Concordiamo.

In assenza di questi interventi lunghi anni di stagnazione, disoccupazione e sofferenza.

Monti ha detto alla fine del dibattito: “sono desideroso di sapere come rispettare l’obbligo di bilancio in pareggio facendo diminuire il rapporto debito su PIL e soddisfacendo al contempo l’esigenza immediata di crescita”. Non avrebbe potuto riassumere meglio quanto gli aveva spiegato pochi minuti prima Stiglitz.

Muoviamoci, non c’è molto tempo.

13 comments

  1. Giuseppe Pizzino

    03/05/2012 @ 06:30

    Scusi Professore ma credo che non si abbia l’esatta realtà delle condizioni del territorio se si pensa che sia ancora possibile sostenere ulteriori tasse. Monti ha dichiarato, imprudentemente, che “chi non paga l’IMU è un evasore !”. Si sbaglia di grosso perché chi non la pagherà è solo un poveraccio. Immagini le pmi che nei prossimi 60 gg dovranno pagare Irap, l’imu, e la rata del mutuo sull’immobile,senza aver guadagnato un euro, senza aver incassato i crediti dello Stato per le forniture, senza aver alcun possibilità di aver concesso ulteriori linee di credito dalle banche. Non c’è da essere molto ottimisti se continuano a fare i conti su entrate presunte.

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  2. Giuseppe Pizzino

    03/05/2012 @ 09:14

    120%.
    Chi è così ottimista da credere che il rapporto debito/Pil rimanga tale in Italia nel 2012 ?
    Il Pil dell’anno in corso non solo non crescerà ma è certo che continuerà a scendere, quanto?
    Questo non è facile stimarlo, le previsioni degli analisti indicano nel 3% (50 miliardi) una stima credibile ma che non tiene conto, secondo me, della politica di austerità appena varata, le cui conseguenze saranno palesi nella seconda parte dell’anno. Chi è sul territorio, le imprese, le famiglie, sentono gli effetti dei provvedimenti varati molto più incisivi del 3 %. Auguriamo che sia vero che il nostro Pil scenda solo del 3 % attestandosi complessivamente a circa 1.550. Chi può dire che il debito non crescerà considerato che poco o nulla è stato fatto in interventi strutturali ?
    Il debito di 2.000 sembra inarrestabile soprattutto per l’incidenza sempre maggiore del costo per interessi che dobbiamo sostenere. Sarà 2.000, 2.050 o 2.100 a fine dell’anno? Lo decideranno i mercati finanziari continuando a scommettere e a fare salire lo spread e il costo del denaro. Proviamo a stare prudentemente in mezzo a 2.050. Significa che il rapporto debito Pil sarà di 2.050 su 1.550 pari al 132 %. Questa sarà la migliore delle situazioni in cui potremmo trovarci a fine dell’anno in corso. Abbiamo perso un anno di tempo che poteva essere utilizzato in interventi strutturali per abbassare il debito, non è stato fatto niente per stimolare crescita e sviluppo e come se non bastasse il nostro rapporto debito/Pil è cresciuto di dieci punti percentuali, si dovrà ripartire non da zero ma da – 132%. Qualche tecnico avrebbe bisogno di qualche ora di ripasso, pomeridiana.

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  3. carissimo prof.,
    mi conforta che le identiche cose dette da Stiglitz siano state da me anticipate nel commmento al post su “spending review-non c’è cosa più bella”.
    In particolare si implica la questione dei moltiplicatori differenziati che rendono conveniente prediligere la spesa pubblica incrementale (in luogo dell’immaginato, futuro, vago, sgravio fiscale finanziato con tagli) e il perseguimento del “pareggio di bilancio keynesiano”, inteso come INVARIANZA DEL DEFICIT, per massimizzare l’efficacia di un’autentica e non contraddittoriamente “promessa” crescita futura e da provare (e non, anche, come fiscal compact voloto all’azzeramento permanentemente receswsivo del deficit)…
    Ora non è che occorra essere premi Nobel per usare un pò di razionalità “su basi scientifiche” e non su basi teoriche induttivistiche (sentiment, Barro e via dicendo).

    Quanto alla chiosa di Monti, lascia alquanto perplessi; queste cose vanno dette con chiareza prima di aderire a un nuovo trattato e di mettere in Costituzione il pareggio di bilancio monetarista.
    Che rivolga la domanda a se stesso e parli chiaro agli italiani, ammettendo che la teoria keynesiana è ancora quella su cui vanno calcolati correttamente effetti attendibili delle politiche fiscali…Ma chi glielo spiega ai tedeschi? Grillo?

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  4. Perdoni, Professore, ma ho due domande da nignorante di economia:

    “In Italia, politica fiscale espansiva senza maggiori deficit pubblici. Il che significa più spesa pubblica con gli aumenti di tasse (già fatti) destinati a pagarci la spesa pubblica e non il debito pubblico.”

    Non capisco bene come funziona la proposta: se le risorse destinate a rimborsare il debito pubblico vengono impiegate per la spesa pubblica, matureranno nuovi interessi sul debito e serviranno altre risorse da mettere al suo servizio. Sbaglio o questo significa che aumenterebbe anche il deficit? Oppure si intede dire che, dato che aumenterebbe il Pil, il rapporto deficit/Pil sarebbe costante (o migliorerebbe)?

    “Aumenti di spesa pubblica e tasse di uguale ammontare, senza toccare il deficit; il Pil sale”

    Anche qui le chiederei cortesemente un chiarimento: se l’aumento di G (spesa pubblica) è compensato dall’aumento di T (tasse), Y (reddito) non rimane costante, dato che Y=C+I+G-T

    Grazie mille per l’attenzione. Michele

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    • Tu consideri solo il momento descrittivo finale della composizione di Y.
      In realtà le variazioni di G e di T (rispetto al periodo precedente e a seguito di politiche fiscali) hanno due moltiplicatori diversi. Quello di G è maggiore di quello di T: funziona sia in incremento che in diminuzione; cioè se diminuisco la spesa per finanziare sgravi fiscali Y diminuisce meno ma comunque c’è decrescita. Se aumento G grazie a tasse -specie se già imposte in precedenza- avrò appunto comunque un differenziale di crescita positiva.
      E anche conti alla fine in ordine, perchè avrò aumentato oltre al PIL anche la base imponibile (cioè più redditi e più occupati)

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    • Buonasera Michele.
      Quello che dice Stiglitz è: alza le tasse di 5 e la spesa di 5, il PIL aumenta di 5.
      A me non va di dire la stessa cosa perché se dico OGGI aumenta le tasse di 5 di nuovo mi uccidono e avrebbero ragione. faccio un salto all’indietro a qualche mese fa quando abbiamo aumentato le tasse non per spendere ma per ridurre il deficit e dico: quelle tasse lì, spendiamole.
      Dunque dico anche, mettendomi in quei giorni, non riduciamo il deficit, teniamolo dove sta (non dico: aumentiamolo). Quindi sì, ci sarebbero maggiori spese per interessi.
      Quelle maggiori risorse di cui lei parla: il pagamento degli interessi sul debito è compensato esattamente dagli interessi che il contribuente è messo in condizione di guadagnare grazie al differimento del carico fiscale.

      Sul resto

      Y = C+I+G

      Y = c (Y-T) + I + G

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  5. Mi scusi prof, anch’io non ho capito il senso della domanda finale di Monti. Sul quale sarò felicissimo di ricredermi quando avvierà davvero una politica di crescita sulle basi indicate da Stiglitz e tanti altri, ma della cui avvedutezza (sua e di tutto l’esecutivo) – fino ad allora continuerò a nutrire pesanti dubbi.
    Non è forse lui che ha sostenuto, tempo fa, che “l’euro è un successo, soprattutto per la Grecia” ? E come interpretiamo la decisione “di dare un segnale di forte coesione sulla politica europea, approvando in contemporanea con la Germania il nuovo trattato europeo sulla stabilità o Fiscal compact? E la cosuccia del pareggio di bilancio in Costituzione, introdotto in sordina e con maggioranza qualificata tanto per non rischiare il referendum confermativo?
    Davvero mi chiedo a cosa l’algido Monti pensasse mentre Stiglitz parlava: al suo posto o avrei replicato difendendo con veemenza le mie ragioni, che il nobel stava demolendo, o sarei sprofondato nella sedia. Ma da quel che ho capito pare sia rimasto imperturbabile, e anche enigmatico.
    Boh, misteri dei tecnocrati…

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      • Appunto: quel suo “sono desideroso di sapere”, così pieno di soave sarcasmo è indice di granitica convinzione che nulla si può fare diversamente da quanto fatto. Dubito che con questi presupposti psico-ideologici possa convincere la tèutona a intraprendere meno impervie strade.
        Non ci resta che sperare nelle elezioni francesi, e – perché no? – in quelle greche.
        :(

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  6. Professore, solo una cosa: Grazie!

    Grazie per averci fornito questo resoconto dettagliato, e qui scatta la polemica. Ma è mai possibile che la Facoltà non pubblichi sul proprio sito notizie riguardo ad eventi di questo tipo? L’ultimo esame di Scienza delle Finanze è preparato proprio su un testo di Stiglitz, alla correzione dello scritto il Professore ci ha spiegato, più che come andasse fatto il compito, quali erano le caratteristiche dell’autore nell’elaborare il testo (pensato per studenti universitari) e del vero intento di spingere giovani menti al ragionamento… poi accadono eventi di questa portata, pratici, dietro casa, finalmente collegati alla realtà… e la Facoltà non ci avvisa nemmeno?
    Non dico che avrebbe dovuto permettere ai suoi studenti di assistere, ma avrebbe potuto proiettare l’evento su tutti quei televisori che ci sono nelle aule, e che io non ho mai visto accesi in vita mia… o pubblicare un resoconto come il suo, anche solo segnalare questo incontro, lasciando agli studenti la possibilità di ricercare da soli, se interessati, notizie in merito (io ad esempio ho trovato il video dell’incontro su youtube, ma solo perchè ne sono venuto a conoscenza grazie al suo blog…)

    Menomale che c’è Lei Professore, buona giornata e buon lavoro.

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    • Cristiano non era da noi, era in centro, ad inviti. L’avremmo certamente pubblicizzato, ma si ricordi il 18 maggio la laurea honoris causa a Jean Tirole.

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