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Quando le piccole imprese vanno in paradiso.

Eccola la politica che serve alle piccole imprese. Che le farà crescere, affermarsi nella vita e nel mondo. Politiche di protezione ed assistenza. Perché è solo proteggendole, occupandosi attivamente di loro che si avranno domani le grandi imprese di successo. Come per i bambini.

Politica europea. Fattibile. Anche con le attuali rigide norme europee sugli appalti pubblici. Ovviamente nel Regno Unito, esempio di attivismo pragmatico e vincente per combattere la crisi che colpisce (di nuovo ovviamente) maggiormente le PMI.

Un anno fa il Primo Ministro David Cameron aveva annunciato una serie di misure per rendere più facile la prequalifica alle gare di ammontare inferiore a 100.000 sterline, stabilire pagamenti rapidi e soprattutto aumentare la quota di contratti aggiudicati alle piccole imprese.

Ebbene in un anno, questa sì  che è politica economica di qualità, le aggiudicazioni dirette alle piccole sono salite dal 6,7 del 2010 al 13,7 per cento del 2011.

E ora si punta più su: si mira al 25%, si mira a contratti su IT in piccoli lotti per attirare le PMI, si parla di pagamento al subappalto nelle costruzioni entro 5 giorni dal giorno dovuto.

E’ bello vedere un Governo che si mette a disposizione dei cittadini e soprattutto dei più deboli, senza se e senza ma.

Grazie Ric.

2 comments

  1. Riccardo Colangelo

    13/03/2012 @ 22:33

    Prego…….
    …….. E’ solo una informazione per gli italiani!
    Tu naturalmente conosci la 163 degli Inglesi: 46 articoli, 125 pagine, per tradurre le due direttive europee. Come la nostra, 250 articoli piu’ 350 di regolamento. Dove pensi che entrerebbero le iniziative per le PMI?
    Ci vorrebbero altri 200 articoli piu’ un consistente regolamento, ed altri due o tre anni solo per stenderli.
    Poi non possiamo distogliere energie dalle semplificazioni e liberalizzazioni dei taxi, e dalla spending review che parte dall’amministrazione centrale che acquista 20 miliardi contro i 120 della locale, evitando certo di pensare a riqualificare una spesa che vede le spese generali al 18% del totale contro il 12% della Germania.

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  2. Francesca Gatti

    18/03/2012 @ 07:23

    Egr. prof. Piga,
    ho appena letto la sua intervista rilasciata a Linkiesta e ho apprezzato ancora una volta la sua obiettività in merito al “problema taxi”, che come dice il vicedirettore di Repubblica Giannini, costituirrebbero un totem da abbattere. Vorrei porre alla sua attenzione, qualora lei non lo conoscesse, il testo di Claudio Giudici, taxista e vicepresidente dell’Uritaxi ,il testo dell’intervento alla conferenza internazionale dello Schiller Institute che si è tenuta a Berlino il 24-25 febbraio.
    http://www.movisol.org/12news040.htm
    In questa denuncia si fa riferimento all’operazione “britannia” e alla lettera inviata a Financial Time. E’ singolare come il riferimento a suddetta operazione sia stato CENSURATO. Può leggere qui l’originale e il “purgato”:

    http://www.movisol.org/12news005.htm
    Mi scusi se l’importuno ma sentire qualcuno che come lei “difende” i taxisti è per me un motivo di sollievo.
    Faccio parte di un gruppo fb, La piazza di taxi in famiglia, che ha raggruppato donne che a diverso titolo hanno legami con i tassisti di tutta Italia. In tale occasione mi si è aperto un mondo. Due anni fa, mio marito ed io, ci siamo indebitati per acquistare a nostro figlio, laureato e specializzato, una licenza taxi. Abbiamo ipotecato la casa e dato fondo a tutti i nostri risparmi. Dopo due anni di lavori precari di una settimana, pagati 5 € l’ora , siamo intervenuti come ammortizzatori sociali di uno stato latitante. La campagna di odioattivata dai mass media pressochè tutti (salvo lodevoli eccezioni) mi ha agghiacciato. Come mi ha aggiacciato la dichiarazione del prof. Boitani che ha asserito a radio 24 ch il taxista, non esssendo acculturato e avendo quindi investito poco per la sua istruzione, non può avere una retribuzione alta. E qui mi fermo ch davvero non ho parole.
    La ringrazio per l’attenzione prestatami.
    Sono iscritta alle sue news che seguo con interesse e attenzione.
    Grazie
    Francesca Gatti

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