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Privatizzazione e corruzione? Spesso a braccetto

Equità e crescita si combinerebbero anche privatizzando imprese pubbliche, dove talvolta – come nel caso di Finmeccanica, un tempo additata quale gioiello del sistema pubblico – abbiamo appreso che dilagava la corruzione. Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, oggi, Corriere della Sera.

Ci dobbiamo sorprendere se è iniziata la fiera delle privatizzazioni (vedi per esempio la recente notizia su una possibilità concreta per Snam) ?

No, se pensiamo che in Italia essa pare essere legata a stretto filo con governi tecnici. No di nuovo se pensiamo che la clausola (ancora sconosciuta) contenuta nel nuovo Trattato europeo (ancora sconosciuto) che chiede una riduzione del debito-PIL ogni anno del 3% per 20 anni non potrà (nella sua pervicace assurdità) che essere raggiunta con l’aiuto di un progetto di dismissioni.

Visto che quando facemmo le privatizzazioni negli anni 90 lo facemmo per motivi di apparente emergenza di riduzione del debito a fronte di chi chiedeva invece di avviare prima le liberalizzazioni e poi le privatizzazioni, e visto che tale scelta fu drammaticamente dannosa per l’avanzamento fattivo delle liberalizzazioni (immaginate quanto l’acquirente privato di aziende monopolistiche o oligopolistiche pubbliche fosse contento di immaginare il suo settore liberalizzato … e quanto si sia dovuto dare da fare per bloccare o ostacolare queste una volta fatta la privatizzazione e risultato lui il nuovo proprietario delle aziende dismesse dallo Stato), sarebbe bene vigilare sulle argomentazioni addotte a favore della privatizzazione.

Parrebbe dunque che privatizzare abbia questo beneficio aggiuntivo di ridurre la corruzione. Specie nel settore bellico. Ora, conoscere la struttura proprietaria dell’industria della difesa in Europa è particolarmente complesso  ma suona particolarmente difficile da digerire l’idea che privatizzando l’industria bellica essa possa “ripulirsi” dei suoi peccati.

La corruzione nel settore difesa è altissima, in tutto il mondo. E’ alta perché ci sono pochi compratori (di fatto i 180 Paesi o giù di lì) per di più dominati dalla politica e pochissimi venditori, con conoscenze sofisticate e capacità finanziarie gigantesche volte ad effettuare investimenti enormi, che fa sì che sia difficilissima l’entrata di nuovi fornitori. Insomma, un gioco ripetuto nel tempo tra clienti e fornitori che si conoscono benissimo tra loro ed interessi in gioco enormi se si pensa che quando si vende un aeroplano non si vende solo quello ma il supporto logistico per i successivi … 50 anni. Vogliamo ora credere che se privatizziamo queste aziende otteniamo minore corruzione? Per favore…

Insomma lasciamo stare: se è la minore corruzione nel settore difesa che vogliamo curare, ben altri sono gli strumenti a disposizione. Per esempio strumenti di governance interna per ridurre gli enormi problemi che, indipendentemente dalla natura privata o pubblica dell’organizzazione , si rendono necessari per mitigare la corruzione. Lo so, è poco rispetto alle enormi pressioni, ma meglio di niente.

Ma, più di tutto, sarebbe utile anche il pensare a “stornare”  la corruzione dal compenso al politico di turno a beneficio della collettività che acquista il bene o servizio militare. Non è uno scherzo, è un metodo usato ampiamente in forma contrattualista. Si chiama “offset” e prevede che al Paese acquirente di tecnologia bellica l’azienda venditrice si obblighi a fornire una serie di servizi, anche al settore civile, in cambio. L’Italia è particolarmente carente in questo rispetto ad altri paesi, ma dovrebbe imparare a farsi … restaurare il suo patrimonio culturale con i fondi dei fornitori esteri di tecnologia militare. Sì, da un po’ i brividi, lo capisco. Ma se questa tecnologia dobbiamo acquistare comunque per fini di difesa e di protezione della pace a livello mondiale, tanto vale che ne traiamo un beneficio anche noi come cittadini a livello nazionale!

P.S.: E, sia detto en passant, prevengo il prossimo articolo sul Corriere dove magari si dirà che, privatizzando i servizi pubblici locali la corruzione tanto temuta sparisca. Anche qui un bel lavoro di Martimort e Straub  , due economisti dell’Università di Toulouse, chiarisce la questione: le privatizzazioni cambiano solo il tipo di corruzione e l’identità dei gruppi da essa danneggiati, non la riducono. I contribuenti sono coloro che soffrono della corruzione quando le imprese sono pubbliche, i consumatori dei servizi pubblici quando queste sono private. L’idea essendo che i politici, comunque presenti anche dopo la privatizzazione, chiederanno compensi illegali anche alle aziende private che svolgono il servizio pubblico locale ed il costo delle inevitabili tangenti è incorporato nelle tariffe del servizio all’utente del servizio (privato).  

4 comments

  1. Riccardo Colangelo

    02/01/2012 @ 17:18

    Forse bisognerebbe privatizzare i compratori!!!

    per eliminare la corruzione bisogna prima eliminare i corrotti, così i corruttori si eleminerebbero da soli, non avendo più controparte.

    Del resto ricordiamo sulla nostra pelle lo scandalo Lokheed ed Antilope Cobbler? non mi sembra che la Lokheed sia o fosse un’azienda pubblica.

    Ti rubo il suggerimento dell’illuminante report:
    http://www.deloitte.com/assets/Dcom-Greece/Local%20Assets/Documents/Attachments/Energy/MitigatingCorruptionRisk.pdf

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  2. fedora filippi

    03/01/2012 @ 10:31

    Interessante ! una domanda: esiste uno studio sull’andamento della corruzione (e del rapporto spesa e qualità del servizio?) nella sanità nel passaggio dal Servizio Sanitario Nazionale al sistema decentrato regionale ? inoltre siamo sicuri che nell’era dell’informatica sia conveniente il decentramento ?

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    • Non che io sappia anche se mi informerò. Ci sono studi sull’impatto del federalismo fiscale su assenteismo/corruzione. Un politico più vicino ai suoi elettori cosa fa? C’è chi dice che si comporta meglio perché ha più a cuore gli interessi dei suoi concittadini. C’è chi dice che si comporta peggio perché è più facilmente catturabile da interessi locali.
      Il giudizio è ancora aperto….
      Spero sia stato chiaro, mi faccia sapere.

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