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La rapidità sulla qualità. Brucia l’Europa

“Non è importante la rapidità della decisione ma la qualità. Si tratta di una decisione all’altezza delle sfide che l’Unione deve fronteggiare nei prossimi anni”. Mario Monti, oggi, dopo il fallimento della trattativa sul budget europeo. Analogamente così il Presidente Draghi sulla questione della vigilanza bancaria europea.

*

Abbiamo due incendi in Europa. Pericolosi perché si possono rapidamente estendere. Si chiamano Grecia nell’area dell’euro e Regno Unito nell’Unione europea. Pronti a mollare gli ormeggi alla ricerca di nuovi attracchi.

Dobbiamo spegnerli rapidamente questi incendi.

Il bilancio UE è in questo senso questione ben meno scottante e pressante. Ma è simbolo, indicatore, della capacità del governo europeo di muoversi tempestivamente. Altro che qualità più importante che la rapidità, sorry guys. La rapidità è tutto, poi se c’è la qualità bene, ma conta meno. Non c’è tempo.

E allora l’incapacità decisionale odierna del governo europeo lancia un pesantissimo messaggio su tutto il resto, compresa la nostra bravura di pompieri. E’ un’Europa sempre più malata. E quando si è malati si è lenti. E si combina poco.

Come uscirne?

Beh, un’altra risposta per fortuna ce l’abbiamo: scordatevi l’Unione fiscale. Spero che anche i più cocciuti, come i grandi radicali, se ne convincano. Qui altro che unione fiscale, altro che solidarietà interegionale. Altro che 100.000 miliardi da ripartire tra paesi dell’Unione, qui si litiga per briciole, 1000 miliardi.

Attenti a capirmi bene: è giusto, giustissimo, che si litighi per 1000 miliardi. Sono in ballo le essenziali prerogative nazionali, con le loro culture e le loro storie che fanno da sostegno. Negli Stati Uniti l’Unione fiscale tra Stati è arrivata a 140 anni dall’unione monetaria, quando ci si è sentiti cittadini di una stessa speranza. Ci si è arrivati con pazienza, superando migliaia di difficoltà, i centomila tranelli della Storia.

Il primo tranello che incontra l’Europa unita da una moneta è quello della recessione. A cui non si può rispondere  con la fantascientifica Unione fiscale.

Che ha comunque questo di essenziale, l’unione fiscale: genera solidarietà nelle difficoltà. Negli Usa, ora, funziona alla grande.

Ed allora la questione è una sola: come generare solidarietà tra europei senza poter fare una Unione fiscale? Facile. Con l’unico metodo che tutti i paesi potrebbero sottoscrivere perché compatibile con l’interesse di ogni nazione (sì certo, Germania compresa): politiche fiscali espansive, in tutta Europa. Appalti, appalti, appalti. Finanziati in deficit al Nord, con meno austerià al Sud. E tutti riprenderanno a crescere.

Rapidi, rapidi, al lavoro.

3 comments

  1. Incendi che divampano, e i pompieri che sacrificano la rapidità degli interventi a favore di interventi qualitativi.
    Le ceneri con cui potremo cospargerci il capo saranno impeccabili.

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  2. leonardo quagliata

    26/11/2012 @ 09:52

    Va bene “appalti pubblici” e “finanziamenti pubblici” ma anche “new deal” delle regole e delle sanzioni nella gestione del denaro pubblico con benefici finanziari ai soggetti “davvero” più meritevoli e carriera per “meriti” con aiuti ai soggetti “davvero” bisognosi.
    Va bene una politica fiscale non restrittiva, ma occorre che sia chiaro a tutti che per chi non paga (evasore) esiste una sanzione certa e esemplare.

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