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Il corto circuito

Con riferimento all’orizzonte temporale di riferimento del DEF, la Corte sottolineava il pericolo di un corto circuito rigore/crescita, favorito dalla composizione delle manovre correttive delineate nel Documento: per quasi il 70 per cento affidate, nel 2013, ad aumenti di imposte e tasse, con la pressione fiscale prevista oltre il 45 per cento nell’intero triennio 2012-2014….

Gli effetti perversi di un corto circuito tra inasprimenti fiscali e crescita economica indotto dall’urgenza delle misure di correzione (e dal rinvio di interventi strutturali) emergono più chiaramente ove si confrontino i valori di spese ed entrate indicati nella Nota con i valori a cui si sarebbe dovuti giungere a seguito degli interventi correttivi adottati nel corso dell’ultimo anno. Il confronto evidenzia la presenza di minori entrate per circa 33 miliardi nel 2012, per oltre 41 miliardi nel 2013 e per quasi 44 miliardi nel 2014, in corrispondenza di livelli di prodotto nominale più bassi, rispettivamente, di 58, 83 e 85 miliardi. E’ evidente che l’approfondimento della recessione ha impedito di conseguire gli obiettivi di entrata, nonostante gli aumenti discrezionali di imposte con cui il Governo ha cercato di compensare la ciclicità del gettito fiscale.

Audizione del Presidente della Corte dei Conti sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2012 (Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato) 2 ottobre.

Da wikipedia, su cortocircuito:

In alcuni casi il cortocircuito è voluto, per esempio si usa cortocircuitare i due terminali di un resistore per permettere di escludere temporaneamente il componente dal circuito e consentire il passaggio diretto della corrente per effettuare prove di laboratorio.

Sarà per questo mi dico? Il cortocircuito è voluto per effettuare prove di laboratorio? Bene, prove finite: l’austerità ha fallito.

A riprova che il cortocircuito sia fallito, ancora wikipedia:

Quando si effettua la manutenzione di un elettrodotto si usa, dopo avere tolto la tensione, mettere in cortocircuito e a terra i conduttori per assicurare agli operai l’assenza di tensioni pericolose.

Non si è tolta la tensione, il cortocircuito è fallito, agli operai non è stato assicurato un ben nulla, nessuna manutenzione è stata effettuata.

Non c’è niente da ridere: sono parole, hanno un significato. Al contrario della politica economica, assurda, di questa Europa, di questa Italia.

2 comments

  1. anch’io pensavo che fosse una politica economica assurda, ma mi convinco sempre di più che è un sistema ingegnoso per rastrellare ricchezza dalla economia reale a favore delle grandi banche (per riequilibrare i loro sballati bilanci). Basta far diventare (in un modo qualsiasi) un soggetto “cattivo pagatore” per aumentare il tasso di interesse sul suo debito (tutti gli operatori economici hanno qualche debito normalmente) e spennarlo al massimo. Se poi questi “muore” non importa, c’è sempre un’altro da spennare con lo stesso sistema.

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  2. E la corte dei conti si esprime necessariamente a legislazione (scaglionata nel periodo) vigente: non poteva dir nulla sugli effetti ulteriori della spending review che ancora non hanno spiegato effetti esattamente stimabili (ad es; il taglio d’imperio dei contratti locativi stipulati con privati, che potrebbe saltare con una rimessione alla corte costituzionale) e comunque sarà ulteriormente accentuata su altri fronti (ad es; è eloquente leggersi il rapporto giavazzi sul taglio degli incentivi alle imprese, – che nega radicalmente l’esistenza del moltiplicatore e sovrastima effetti “razionali induttivi” sull’orientamento degli investimenti- o i ventilati criteri per aggiuntivi tagli agli organici e al costo del lavoro della p.a., con ulteriore impoverimento professionale).
    Insomma, intrapresa la via dell’austerity- inoppugnabilmente portatrice di “crescita”-, con tanto di acclamazioni generali di tutti i commentatori politici, agli aggiustamenti non c’è mai fine. E ci attende pure il grande “risparmio” delle dismissioni delle partecipazioni pubbliche del tesoro (meglio se quelle capaci di fare profitti, specie se facilmente riespandibili), e delle operazioni immobiliari affidate a una non meglio precisata società di gestione del relativo fondo…

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