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Breaking News – Ultim’ora: Appalti riservati alle piccole in Europa

Straordinaria notizia dal discorso di Nicholas Sarkozy oggi a Villepinte nella sua campagna elettorale. Cito dal sito del Monde:

La France exigera que désormais les PME européennes aient une part des marchés publics qui leur soit réservée, a encore annoncé M. Sarkozy. Si au bout d’un an, la discussion n’a pas progressé, la France appliquera unilatéralement jusqu’à ce que les négociations aboutissent.”

La Francia esigerà che da ora in poi le PMI europee abbiano riservata una parte dei mercati degli appalti pubblici; se, tra un anno, la discussione non avrà progredito, la Francia l’applicherà unilateralmente fino a quando le negoziazioni non vi sbocchino”.

Incredibile. Solo leggerle queste parole rimango basito. In Francia in questo momento alla televisione tutti parlano di una mossa protezionistica di grande impatto. Correggo io: di protezione, non protezionismo. Ma di impatto, sì eccome. Da anni combatto inutilmente affinché  una simile mossa sia adottata in Europa, per adeguare la normativa europea a quella statunitense che dal 1953 prevede che il 23% degli appalti pubblici siano riservati esclusivamente alla piccola impresa.

Mi spiego sul perché protezione e non protezionismo, parola quest’ultima che ha una chiara valenza negativa. Prendete una gara da 1 milione di euro ed una piccola impresa di 5 dipendenti ed una grande di 500. Per partecipare a quella gara devono distogliere dall’attività normale per 3 mesi, diciamo, 1 dipendente, per redarre l’offerta. Conti presto fatti: la PMI deve distrarre 1/5 della sua forza lavoro, la grande 1/500 per 3 mesi. Potete immaginare quanto costa in proporzione la partecipazione a questa gara per la piccola rispetto alla grande? Un differenziale di costi unitari enorme che nulla ha a che vedere con la bravura dell’impresa. E pensate che in Europa c’è chi dice che la gara tra piccola e grande, purché pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, è gara che assicura le pari opportunità! Gli Stati Uniti da tempo sanno che questo è ridicolo e, proprio in nome della concorrenza , riservano una quota rilevante di appalti per le piccole. Per l’Egalité.

Come per un figlio, piccolo, che dovete accompagnare a scuola. Lo lasciate attraversare la strada da solo? No. Lo proteggete, attraversa con voi dandovi la mano, affinché cresca un giorno e possa andare a scuola ed affermarsi nel mondo. Così per le piccole imprese, vanno protette se abbiamo a cuore la concorrenza e la crescita del domani.

Era tempo che nell’agone dei programmi elettorali se ne parlasse. Era dannatamente ora. La verità è che Sarkozy vi aveva già provato all’inizio del suo mandato ed aveva fallito, bloccato dalla Commissione Europea dei tecnocrati, da qualche Paese membro e da una scarsa sua leadership. Come fidarsi che stavolta ci riuscirà? Beh, averlo detto in maniera così forte in un certo senso lo obbliga.

La Francia cerca dunque di riprendersi in mano il pallino della conduzione europea: potrà farlo perché la Merkel sarà distratta dalle sue elezioni nel 2012-2013. Apprezziamo Hollande se vuole più spesa pubblica. Apprezziamo Sarkozy se chiede protezione per le piccole. Se avessimo il candidato che unisse queste 2 mosse vedremmo un segno di rinascita europea.

Cosa farà Passera? E Monti? Se la sentiranno di schierarsi in questa battaglia così importante per ridare vigore all’Europa? O resteranno come lo sono stati tutti i Governi di Europa negli ultimi 10 anni catturati dagli interessi delle grandi imprese e ostili a qualsiasi grido di dolore delle piccole imprese distrutte letteralmente da questa crisi?

6 comments

  1. Dostoevskij

    11/03/2012 @ 17:13

    Visto il panorama industriale italiano costellato da PMI, da noi non sarebbe adatto e giusto riservare il 50% a quest’ultime?
    Io esagero sempre forse…

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  2. Se la piccola impresa vuole essere competitiva con la grande, opera per diventare grande. L’imprenditore rinuncia a un po’ del suo profitto, rinuncia al desiderio di essere l’unico a comandare in azienda, e si fonde con una, due, dieci altre piccole aziende del settore in modo da essere più competitivo rispetto a chi è già grande.
    E non solo riducendo i costi burocratici di preparazione dell’offerta, ma avendo anche più risorse da destinare alla ricerca. Non sarebbe forse una via più sana piuttosto che elaborare regolamenti che altro non fanno che non incentivare la crescita dell’azienda?

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    • Studiata bene non porta a incentivo a restare piccola ma a sopravvivere e poi avere più chance di essere grande, questo dicono i dati Usa. Le assicuro che il gap competitivo dovuto a dimensione e non a bravura è immenso e irrecuperabile fino a quando non sono di dimensioni medie.

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  3. Giorgio Zintu

    12/03/2012 @ 08:23

    Non mi piace Sarkò ma l’idea è giusta. Un’altra dovrebbe riguardare il divieto del subappalto che di fatto è un altro modo per lucrare senza fare nulla.

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