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Cari A&G, no, così proprio non va

Cari Alesina e Giavazzi no, così non va.

Concordo con le preoccupazioni di Alberto e Francesco nella loro lettera aperta “Caro presidente no, così non va” a Monti sul Corriere di oggi. Ma anche le loro proposte mi preoccupano assai (anche se un po’ meno di quanto non faccia la folle idea del Prof. Monti di tassare coloro che pagano le imposte). In corsivo le frasi tratte dal loro articolo.

Quattro erano i punti che a noi parevano essenziali. Primo, per quanto riguarda i conti, ridurre le spese, più che aumentare le tasse….. Tutti gli studi (sia accademici che del Fondo monetario internazionale che della Commissione europea) concordano sul fatto che gli aggiustamenti fiscali fatti aumentando le aliquote hanno creato recessioni più forti di quelli che hanno operato riducendo le spese. 

Quindi:  La richiesta di ridurre le spese crea recessione, anche se più debole di quella che avremmo aumentando le tasse.

Non solo: la spirale di aumenti di aliquote, recessione, riduzione di gettito, tende a creare un circolo vizioso in cui l’economia si avvita in una recessione sempre più grave. Quella di cui leggiamo è una manovra fatta per tre quarti di maggiori tasse e solo per un quarto di minori spese.

Quindi: Anche riducendo le spese partirebbe il circolo vizioso di cui sopra. Una recessione sempre più grave. Ma ci rendiamo conto di cosa stiamo proponendo?

La crescita. Molto più di un saldo di 25 o 15 miliardi, ciò che conta è un segnale di svolta sulle riforme strutturali. Come Lei ben sa, il nostro problema non è il deficit, ma il rapporto fra debito e prodotto interno. Per ridurlo non basta mantenere un saldo positivo al numeratore: occorre che aumenti il denominatore, cioè la crescita.

Quindi: facciamo recessione oggi perché dobbiamo farla, ma, concentriamoci a fare crescita. Che razza di messaggio è? Il loro argomento è: recessione oggi, ma espansione domani (quando?) con le riforme. Ma lo sappiamo che una recessione oggi crea disoccupazione permanente domani scoraggiando tante persone dal riproporsi sul mercato del lavoro? Cosa sono, per usare un linguaggio bellico, “vittime di fuoco amico”, “danni collaterali”, che dobbiamo sopportare per la causa? E perché mai?

E perché non agire coraggiosamente contro il peso di un impiego pubblico esorbitante e talvolta inutile? 

Sugli stipendi è quasi tutto bloccato nel breve periodo e, comunque, in una recessione tagliare gli stipendi, sì che è disastroso.  Ma perché in tutto ciò è assolutamente assente l’unica leva che può generare crescita e tagliare simultaneamente gli sprechi e cioè gli acquisti pubblici? Aumentare gli  acquisti pubblici finanziandoli con una riduzione di sprechi agli stessi acquisti pubblici non è una contraddizione in termini. E’ un modo di ridurre meri trasferimenti dai cittadini a imprese che corrompono o che colludono (gli sprechi) per usare questi soldi per comprare beni e servizi che fanno ripartire la domanda interna, l’occupazione, l’economia e, sì Alberto e Francesco, anche sconfiggendo il debito/PIL. Lo spazio di manovra è enorme.

Ma qualcuno ascolta là fuori?

6 comments

  1. Concordo sul fatto che la manovra di cui leggiamo negli ultimi giorni è un cappio al collo e concordo anche che l’editoriale di Alesina e Giavazzi non reca alcun miglioramento. Tuttavia, noto caro Professore, che da un po’ di tempo anche lei si sia arroccato sulla questione degli appalti per beni e servizi e gli sprechi ben documentati che potrebbero essere ridotti. D’accordo eliminiamo gli sprechi e poi?
    L’impiego pubblico è esorbitante, facciamoci la domanda ma diamoci delle risposte. e’ vero che nel breve termine i salari sono rigidi e che non ci conviene licenziare adesso tutti coloro che sono entrati nel pubblico impiego grazie al ciclo elettorale, però sappiamo anche che questa gente non ha nulla da fare, non ha proprio mansioni da svolgere spesso. Sappiamo anche però che i tribunali hanno bisogno di “risorse operaie”: perché per esempio non trasferire parte di coloro che per mandato non hanno nulla da fare nell’ente di appartenenza nei tribunali? Ricordiamoci che spesso questi impiegati in esubero non sono professionisti e non hanno neppure competenze specifiche per cui devono stare in un ufficio piuttosto che in un altro. Non stiamo aumentando la spesa pubblica e non la stiamo diminuendo, la rendiamo solo più efficiente.

    Perché nessuno parla di quanto spendono le regioni per enti che a nulla servono se non a sedere comodamente un amico di turno e la propria segretaria? Ragioneria dello Stato e/o Corte dei Conti possono mai approvare situazioni del genere? già è inammissibile in tempi normali, oggi mi sembra un insulto ai contribuenti.

    reintroducano pure l’ici, ma paghiamola tutti. Chiesa compresa. E’ il minimo! Infine, una domanda a lei che è esperto di appalti: la Chiesa e le PMI o associazioni che a questa sono legati, hanno dei trattamenti fiscali sul lavoro diverso, chi paga allo Stato Vaticano ha costi sul lavoro e sul capitale diversi da quelli che hanno gli stessi tipi di azienda con sede legale poche centinaia di metri di distanza. Mi chiedo dunque, perché continuiamo a perpetrare discriminazione al contrario, ovvero non adeguando i costi delle aziende “del Vaticano” a quelle statali? è il principio di non discriminazione e di proporzionalità che la UE sbandiera per contrastare ogni aiuto alle piccole e medie imprese in materia di appalti, perché fare un’eccezione sul suolo nazionale a discapito delle nostre piccole e medie imprese già vessate?

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    • Good, I like it. Ma per farlo – il trasferimento – ci vorrebbero degli indicatori di performance delle amministrazioni pubbliche. La società SOSE è stata incaricata di creare indicatori per il federalismo fiscale per quanto riguarda le amministrazioni locali, ma il lavoro è solo iniziato. Dovremmo cominciare con lo spostare persone su quel progetto così da accelerarlo. La CIVIT è un’altra istituzione che sta facendo pochissimo su questo e mi sembra potrebbe contribuire molto di più anche con competenze e risorse umane che gli vengano trasferite. E’ un buon post da fare.
      Non so molto delle PMI associate al Vaticano, dimmi

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  2. Le farò avere qualcosa sui contratti e fisco dello Stato del Vaticano.
    Tuttavia, mi permetta, ma vogliamo dare altre risorse alla Civit? e chi le sceglie? come? io le ricordo che pochi giorni fa in un video, il nuovo Ministro della Funzione Pubblica, già membro di Civit non sapeva neppure definirla né illuminarci su cosa Civit abbia fatto o dovrebbe fare. In sintesi, io da cittadino contribuente eliminerei queste autority come tante altre fintanto che siano vaghe sennon oscure ai più.

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    • No è un’autorità importante potenzialmente. Basta che si pretenda da essa molto e che le si dia la giusta attenzione ma anche il potere di incidere. E’ ovvio: tutto passa per un Governo/leader che ci creda. Ma se così non è possiamo andare tutti a casa, anzi in case più piccole, perché più poveri saremo certamente senza una classe politica che governi appropriatamente.

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  3. Professore, non crede che si parli poco, di lotta all’evasione?

    ritengo che questo Governo non abbia preso in considerazione una seria manovra che contrasti l’evasione fiscale che -a mio parere- è il vero handicap insieme agli enormi sprechi -che citava la signora Marta- di questo Pease.

    Sono consapevole che molte riforme strutturali, danno il loro beneficio nel lungo periodo e che ora serve una soluzione a breve e dei sacrifici devono essere fatti, ma non è forse necessario che questi siano EQUI?

    Si chiedono ancora una volta sacrifici a chi li ha sempre fatti, con il risultato che chi paga, continuerà a pagare e chi non paga continuerà a non farlo (a maggior ragione oggi che come sembra ci sarà una stretta fiscale), aumentando così il dislivello sociale che secondo me finirà col provocare anche un impoverimento generale, qualora questi soldi non verranno dedicati alla crescita.

    Aggiungo che, visto ciò che si dice su questa manovra, forse la patrimoniale sarebbe stata un opzione da prendere in cosiderazione (possiamo discutere poi sul cosa farci di questi soldi).

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